GESTIONE INTEGRATA RIFIUTI ROVIGO Presentati i costi per la riattivazione del separatore di Sarzano: un bagno di sangue per Comuni ed utenti. Oltre 150 euro a tonnellata per lo smaltimento in discarica a Villadose con Taglietto 1

La fusione del Consorzio in Ecoambiente rimane la strada maestra

Seren automobili affiliazione fino a dicembre 2017
Lo avevamo già anticipato: le responsabilità ambientali del Consorzio Rsu sono state trasferite, anche se il presidente Luigi Paulon aveva fatto intendere il contrario (LEGGI ARTICOLO), per volturazione ad Ecoambiente che si trova oggi, salvo impugnare l'Aia provinciale, responsabile in toto del sito di Villadose. L'Aia della Provincia di Rovigo, rilasciata al Consorzio Rsu azienda speciale prescrive il passaggio per l'impianto del Consorzio di Sarzano anche se la Regione Veneto per ben due volte ha ribadito l'assoluta non obbligatorietà alla norma. La Provincia di Rovigo guidata dal presidente Marco Trombini, tramite il proprio ufficio Ambiente insiste nel passaggio per Sarzano, ma sarebbe disponibile ad una deroga solo se la Conferenza dei servizi desse il proprio benestare


Rovigo - Le decisioni secondo coscienza spettano ai cittadini, agli amministratori spettano comportamenti, e decisioni, rispettosi della norma.
Il separatore è chiuso, il proprietario non lo ha riattivato nei tempi dovuti, il conferimento a Villadose nella nuova Taglietto 1 prevede il pretrattamento meccanico su Sarzano (che non funziona), i 30 giorni di deroga al pretrattamento sono trascorsi, in qualsiasi Paese normale sarebbe Game Over.
Invece la politica polesana vuole mettere bocca sulle norme di comportamento e propone, in estrema sintesi, che in presenza di un progetto di revamping (termine che distoglie dalla indicazione di manutenzione straordinaria in capo al proprietario concedente, non al concessionario) la norma possa essere interpretata e la Provincia, autorità spettante l'Aia (ovvero autorizzazione e prescrizioni ambientali sull'uso della discarica), salvo benestare di una conferenza di servizi con Arpa Veneto, possa far propria quella decisione e prorogare ulteriormente la proroga fittizia dei 30 giorni per una manciata di mesi (quelli necessari alla realizzazione dell'impianto).
Bene, o male che sia, la volontà espressa è questa, confermata anche dal presidente di Ecoambiente Luigi Paulon. Chi paga il revamping di Sarzano?
Dal sentore degli intervenuti alla riunione indetta da Marco Trombini sembra fuori discussione che paghi Ecoambiente, ma in prima fila, ascoltatore attento, e per nulla incline alla polemica, sedeva il primo cittadino del Comune di Rovigo Massimo Bergamin, socio di maggioranza di Ecoambiente. Chissà se mercoledì 27 aprile l'assemblea dei soci di Ecoambiente deciderà di farsi carico dell'investimento necessario per il primo stralcio di progetto per Sarzano: oltre 1,5 milioni di euro da dividere tra Rovigo e Consorzio Rsu azienda speciale.

Troppi e tanti sono gli ostacoli per far tuttti contenti, a partire dagli attuali soci di Ecoambiente (Comune di Rovigo ed Azienda speziale del Consorzio Rsu), ma anche quelli del Consorzio (50 comuni della Provincia). Il primo, la questione sollevata dal presidente della Provincia Marco Trombini: "E' vero come scrive Massimo Bergamin su Facebook che saremo costretti ad importare dall'esterno 20-25mila tonnellate di rifiuti speciali all'anno? Lo chiedo - commenta Trombini - perchè come amministratore dell'Ente con delega all'ambiente è una eventualità che non mi fa dormire la notte".
Duplici le risposte, entrambe affermative. Da una parte Eugenio Boschini, sindaco di Castelmassa e progettista della discarica del Consorzio Rsu, spiega che non è una novità, è inserita nel piano di sostenibilità dell'intervento di costruzione della nuova discarica da oltre mezzo milione di tonnellate, ma il rifiuto, se pretrattato dall'impianto riattivato di Sarzano perderà la sua pericolosità e sarà assimilato all'urbano. Anche il presidente Luigi Paulon di Ecoambiente risponde positivamente, e fa sapere che proprio la società Polaris al 100% del Consorzio Rsu (ovvero di tutti e 50 i Comuni) si è proposta a svolgere l'attività commerciale per Ecoambiente garantendo la provvista di rifiuti di almeno 20.000 tonellate annue.
Il problema non ci sarebbe di affidare a Polaris il servizio commerciale se il l'Azienda speciale del Consorzio Rsu si sciogliesse e tutte le attività confluissero in Ecoambiente, pro quota per tutti i comuni soci. Chiaramente con fusione bloccata, l'eventualità che sia proprio Polaris l'azienda commerciale da favorire nel reperimento dei rifiuti extra bacino sembra altamente improbabile visto l'alto numero di offerte di smaltimento che potrebbero pervenire direttamente ad Ecoambiente (quindi senza passare per Polaris) abbattendo di fatto, con la marginalità del servizio, la tariffa. Primo motivo valido pro fusione: Polaris potrebbe essere l'anima commerciale di Ecoambiente.

Superata la questione dell'assoluta esigenza di rifiuti speciali a Taglietto 1 per nove anni, si è passato alla questione separatore di Sarzano e previsioni di costi per i Comuni (quindi poi, aggiunte anche le maggiorazioni comunali, anche degli utenti).
I punti fermi sono i seguenti, emersi dalla dettagliata esposizione finanziaria: conferire a Taglietto 1 costa oggi, a tutti i Comuni, perchè anche Rovigo sta conferendo il rifiuto a Villadose, tra i 125 ed i 130 euro a tonnellata, onnicomprensivi.
Attuare il primo stralcio di lavori su Sarzano costerà al minimo 1,5-1,6 milioni di euro da portare in ammortamento al massimo in 5 anni nella eventualità che l'impianto sia operativo entro dicembre 2016. Altrimenti in 4 con aggravio del 20% (chiaramente).
A nulla sono servite le obiezioni strumentali di Eugenio Boschini e Davide Diegoli che contestavano la norma bilancistica dell'ammortamento entro il 2020 (termine di scadenza dell'affidamento ad Ecoambiente del servizio di gestione del ciclo integrato dei rifiuti) rivendicando un ammortamento simile ai bidoni di raccolta in 9/10 anni.
Le osservazioni sono irricevibili e sarebbero illecite in quanto i bidoni sono beni di Ecoambiente, mentre il separatore è un bene di terzi: ovvero dell'Azienda speciale del Consorzio Rsu. Secondo motivo valido pro fusione: se i beni dell'Azienda speciale venissero conferiti in Ecoambiente l'ammortamento potrebbe essere ben più lungo, come per i bidoni, per esempio.

I numeri per la riattivazione di Sarzano sono impressionanti: considerando la diminuzione del volume del rifiuto trattato, considerando anche i costi di funzionamento del separatore i costi industriali del gestore (Ecoambiente) aumenterebbero di euro 24 a tonnellata portandosi ad un costo complessivo di oltre 150 euro (quasi 154 prudenzialmente stimati) da moltiplicarsi per circa 30.000 tonnellate annue per 5 anni.
In pratica i costi della gestione del ciclo integrato così come programmato dall'Ente di bacino, su base provinciale aumenterebbero di circa 700.000 euro annui invalidando tra l'altro le delibere della Tari già approvate quest'anno nei singoli Comuni.
La proposta dell'assemblea di lasciare le cose come stanno, sempre sia legittima, e di rimandare l'inserimento in tariffa al prossimo anno con i nuovi piani finanziari di Ecoambiente produrrà un aumento ulteriore del 20% (ma differito, passando dall'ammortamento da 5 a 4 anni).
Quella della costruzione della nuova discarica di Taglietto 1 che sembrava essere una delle soluzioni economicamente più vantaggiose d'Italia si traduce semplicemente in un bagno di sangue dai costi superiori alla termovalorizzazione che pagheranno tutti i cittadini polesani accettando l'importazione nel nostro bacino di almeno 20.000 tonnellate di rifiuti dall'esterno.

Ma almeno in Polesine il sito di Villadose sarà bonificato, ci si chiederà. Una spesa necessaria che pagano i contribuenti per un ambiente migliore. Falso.

La cosiddetta bonifica giace a bordo della vasca che non dovrebbe esserci, distesa sul piano campagna, coperta con dei teloni per evitare che si sciolga con le piogge e vada a finire nelle falde sottostanti. I lavori non sono completati. Mancano i soldi per finirli. Sembra vi siano state varianti in opera al progetto, come per esempio l'introduzione delle palancole di consolidamento, ma di queste varianti non si trova traccia nell'Aia provinciale rilasciata al Consorzio Rsu. Come mai?
Chi ha autorizzato le varianti? I soci sindaci dell'Azienda speciale senza Cda?
Come verranno ultimati i lavori? Con quali risorse? Quelle di Ecoambiente (Rovigo e Consorzio)?

Ecco il terzo buon motivo per sciogliere il Consorzio e sperare che i soci di Ecoambiente se ne facciano carico nel momento che riceveranno in "dote" dall'Azienda speciale, come previsto dal cronoprogramma di scissione trasformativa, anche la proprietà della discarica di Villadose, attualmente inquinata.

A margine dell'incontro, che non è da considerarsi una assemblea soci dell'Azienda speciale consortile (non avendo all'ordine del giorno la nomina del Cda e della presidenza dell'Azienda), ma solo la risposta all'invito del presidente Trombini, infatti non vi è stata nessuna formalità come verifica numero legale, votazioni ed altre incombenze, si è assistito alla disanima di un funzionario regionale, Pierluigi Tugnolo, commissario liquidatore delle funzioni regionali spettanti all'Ente di bacino Rovigo ed alla soppressa Autorità d'ambito, che è riuscito ad andare in contrasto con la stessa Regione Veneto che l'ha nominato.
Tugnolo ha evidenziato che quanto riportato dalla Regione Veneto per ben due volte, ovvero la possibilità, già concessa tra l'altro, di conferimento tal quale del rifiuto in discarica (come a Sant'Urbano) solo ed esclusivamente in funzione della qualità del rifiuto stesso (ovvero con una frazione umida nel rifiuto secco inferiore al 15%) sarebbe per lui illegittimo.
Ad avvalorare la sua tesi delle sentenze della corte Costituzionale che condannerebbero le regioni Basilicata e Liguria (perchè non il Veneto ci si chiede) citate solo per numero e non spiegate nel merito, ed una direttiva europea che imporrebbe il pretrattamento meccanico per tutto quanto non vada a termovalorizzazione (ovvero tutto ciò che non può essere portato in inceneritore, essendo pericoloso, è meglio pretrattarlo prima di portarlo per sempre sepolto in discarica). Legittimo, ma cosa c'entra con il bacino di Rovigo?

Per fare un po' di chiarezza e risolvere l'annosa questione degli amministratori di operare secondo coscienza (che non gli compete) bisognerebbe avviare quel processo di semplificazione risolutiva chiamata fusione: almeno per questo quarto motivo.
26 aprile 2016
Bancadria 468x60




Correlati:

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe