GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI ROVIGO Il presidente di Ecoambiente Luigi Paulon comunica che verrà riattivato il separatore di Sarzano per 1 milione e 600mila euro. A rimetterci saranno ancora una volta i cittadini della provincia che vedranno le tasse au

Costo dei rifiuti alle stelle, l’hanno deciso i sindaci

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La Provincia di Rovigo non intende modificare l’Aia provinciale che impone il passaggio dei rifiuti per il cosiddetto separatore di Sarzano. Al costo di 1 milione e 600 mila euro verrà portato avanti da Ecoambiente (ovvero da tutti i cittadini in bolletta) il vecchio progetto di manutenzione straordinaria del 2014 che il Consorzio Rsu (ovvero i Comuni) avrebbero dovuto già ripristinare. L’intervento finanziario di Ecoambiente su beni di terzi (il separatore dei Comuni) non può essere ammortizzato in maniera diversa dal residuo di affidamento del servizio dato ad Ecoambiente, quindi verrà spalmato sui 4 anni dal 2017 al 2020. Il presidente Paulon “Una decisione che Ecoambiente subisce”, il consigliere Ornella Astolfi: “Aia provinciale datata, le prescrizioni potevano essere diverse. La scissione trasformativa del Consorzio avrebbe superato tanti problemi, ma la fusione è bloccata”



Rovigo - Una decisione che ricadrà sulle tasche dei polesani, che dal 2017 vedranno aumentare la tassa sui rifiuti, quella presa dai sindaci presenti all’incontro con il presidente della provincia Marco Trombini per il separatore di Sarzano (LEGGI ARTICOLO). Il separatore, di proprietà del Consorzio Rsu, è fermo da due anni ma dal prossimo ritornerà in funzione poiché Ecoambiente ha seguito la volontà dei sindaci soci del Consorzio Rsu “su indirizzo dell’ente di bacino che ha confermato la volontà di riattivarlo” esordisce il presidente di Ecoambiente Luigi Paulon, ovvero Ecoambiente si farà carico dei costi da progetto di 1 milione 600mila euro da far ricadere in tariffa per gli utenti.

“Pur con molte perplessità Ecoambiente ha mandato la comunicazione della disponibilità a ripristinare il separatore del Consorzio e fare quelle manutenzioni necessarie già approvate nel 2014 su richiesta dello stesso Consorzio - afferma Paulon - perché tutto quello che si è detto fino ad oggi era basato su una idea non concretizzatasi nella quale si diceva che ci sarebbe stata la fusione”. 

Dalla voce del presidente Paulon si tratta di una manutenzione straordinaria su beni di proprietà di terzi, in questo caso il Consorzio Rsu: “Ecoambiente ha in gestione questo bene fino al 31 dicembre 2020 ed entro quella data deve rientrare ed ammortizzare tutte le spese relative. Questo non lo ha deciso Ecoambiente ma lo impone la normativa sulle regole contabili che prevedono ammortamenti di migliorie su beni di terzi da calcolare sull’uso massimo di cui se ne può godere, in questo caso 4 anni. Per fare questo Ecoambiente farà un mutuo con la banche prima di avviare i lavori”.

Quello che si verificherebbe con questa spesa è una ricaduta sulla tariffa che sarà molto più pesante nel 2017 quando si presume entrerà in funzione l’impianto. “Un’operazione che Ecoambiente subisce dai soci sindaci del Consorzio - aggiunge il presidente - poiché ci saranno 400mila euro all’anno che ricadranno sull’intera comunità polesana. A questo non bisogna solo fare conto che ci sono le spese del finanziamento ma anche tutto il calcolo della gestione”. Una decisione che sembra completamente fuori linea da quanto sostenuto fino a poco tempo fa sia da Ecoambiente che dal comune capoluogo rappresentato dal sindaco Massimo Bergamin, ossia quello di avere non un separatore che smisti solo umido e secco ma uno rivisitato che possa differenziare più tipi di rifiuti in modo da averne anche un ricavo. Se per il 2016 quindi conferire nella nuova Taglietto 1 costa, a tutti i Comuni, perché anche Rovigo sta conferendo il rifiuto a Villadose, 138 euro a tonnellata, dal 2017 la tariffa schizzerà a 154 euro. 

“Le difficoltà che abbiamo trovato come cda sono difficoltà date dalla politica che non ha trovato un accordo sulla fusione e su altri percorsi che devono o dovranno essere fatti - commenta Ornella Astolfi - Attualmente il conferimento dei rifiuti per quanto riguarda la provincia di Rovigo prevede ad oggi un passaggio al separatore prima di andare in discarica. E’ sicuramente una prescrizione datata perché potrebbe essere fatto diversamente ma le disposizioni date dalla Provincia di Rovigo sono queste. Un provvedimento di anni fa e di conseguenza gli atti attuali tengono in considerazione quel percorso, inoltre il Consorzio Rsu Ente di bacino è commissariato e non ha più ad oggi gli organismi per poter agire diversamente. Il percorso della fusione in Ecoambiente, ovvero la scissione trasformativa  dell’azienda speciale del Consorzio Rsu avrebbe portato ad un superamento di quella considerazione. Il lavoro del cda di Ecoambiente è stato quello di coinvolgere le amministrazioni comunali e spiegare loro che nel 2016, una struttura creata negli anni '90 dove non c’era ancora il porta a porta, non risponde più a quelle esigenze e sarebbe il caso di ragionare per un futuro investimento che tenga conto della situazione attuale. Purtroppo non siamo riusciti a condividere questo percorso e una serie di proroghe fino a quest’ultima di maggio ci porta che la Provincia ci deve dare la possibilità di conferire i rifiuti nella discarica in due modi, tramite il separatore o al termovalorizzatore”.

Come previsto la Provincia ha autorizzato la deroga fino al 31 dicembre 2016 ai 49 comuni della provincia per continuare a conferire i rifiuti nella discarica di Tagliettto 1 senza passare per il separatore, mentre Rovigo e Rosolina Mare, solo per il periodo estivo andranno al termovalorizzatore o di Padova o di Schio. 

4 maggio 2016
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