IL CASO A LENDINARA (ROVIGO) Sul caso della pista da enduro il comitato "Lasciateci respirare" scrive al sindaco per il post su Facebook. Nabeel Bassal: "L'ho scritto, ma voglio spiegare perché"

"Legge di merda": bufera sull'assessore

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Non è per nulla chiusa la vicenda della pista da motocross di Pradespin a Lendinara, che sarebbe abusiva. A sollevare il caso è stato il comitato "Lasciateci respirare" con un esposto (LEGGI ARTICOLO). Il successivo sopralluogo da parte del personale del Comune ha portato a una ordinanza di demolizione (LEGGI ARTICOLO). Ma le polemiche in città sono roventi



Lendinara (Ro) - Il comitato "Lasciateci respirare" di Lendinara attacca l'assessore Nabeel Bassal di Lendinara, chiamandolo in causa per un post che avrebbe scritto su Facebook. Nel quale se la prenderebbe con la "legge di merda". Testuale. "Lasciateci respirare" trasmette così una mail in posta certificata al Comune di Lendinara - sindaco e assessore - con allegato il post. E chiedendo le dimissioni dell'assessore.

Al centro di tutto ci sarebbe, ancora una volta, la questione della pista da motocross che sarebbe stata insediata abusivamente a Pradespin. Un abuso edilizio che sarebbe emerso a seguito della segnalazione del comitato "Lasciateci respirare" in Comune a Lendinara. I tecnici municipali avrebbero infatti verificato, dopo il sopralluogo, che in effetti le strutture sarebbero state realizzate in mancanza delle necessarie autorizzazioni.

E' proprio nel corso di una discussione su questa vicenda, su Facebook, che l'assessore Bassal, secondo la ricostruzione di "Lasciateci respirare", se la sarebbe presa appunto con la legge italiana. Bassal non rinnega quanto ha scritto, ma è interessato a contestualizzarlo. Ci tiene a dire che non se la prende con la necessità di rispettare la legge, ma lamentava il fatto che la legge non fornisca alcuna tutela al Comune e al suo personale a fronte delle decine e decine di diffide che riceve da "Lasciateci respirare".

"E' vero, l'ho scritto - dice - E' la mia opinione, che avevo deciso di condividere su Facebook con i miei amici, tra i quali non c'è il signor Moreno (referente di Lasciateci respirare). Personalmente credo che quella pista sia un bene e sia gradita alla grandissima maggioranza delle persone. E mi auguro che si possa sanare la sua situazione. Ci stiamo impegnando a farlo. Comunque non ce l'avevo con la legge italiana o col rispetto della legalità".

A monte di tutto, secondo Bassal, ci sarebbe la pioggia di diffide che il Comune e il suo personale riceve da "Lasciateci respirare". "Non trovo giusto che una persona come il signor Moreno possa riempire di diffide, anche minacciose - dice - il personale del Comune, senza mai rischiare nulla in prima persona o essere poi chiamato a rispondere di questo. Ecco quello che ho scritto. E ne sono convinto".

6 luglio 2016
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