CONFAGRICOLTURA ROVIGO L’intervento del presidente Stefano Casalini sulla scoperta di una superficie seminata a mais geneticamente modificato in provincia

Ogm: la soluzione, e non il problema, per l’agricoltura italiana e per il consumatore

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Rovigo - La scoperta di una superficie seminata a mais geneticamente modificato in provincia di Rovigo ha riacceso il dibattito sulla questione OGM. Non è possibile ad oggi fare alcuna considerazione su quanto è accaduto poiché, a parte le conferenze stampa e le dichiarazioni sulle analisi effettuate, non sono state rese note le percentuali di presenza di coltura geneticamente modificata. Ovviamente è in corso un’indagine da parte della Procura della Repubblica che ha chiesto l’ausilio operativo della Guardia Forestale.

“L'occasione è comunque importante per chiarire che tutta la semente commercializzata in Italia viene autorizzata dall’ENSE (Ente Nazionale semente Elette) di diretta emanazione del Ministero dell’Agricoltura – spiega Stefano casalini, presidente di Confagricoltura Rovigo) e che non è normalmente possibile utilizzare semente al di fuori di canali convenzionali. Il mais in fioritura può fecondare, attraverso l’impollinazione incrociata, altre piante di mais. Da studi effettuati negli anni 2000 in Lombardia si è verificato che tale impollinazione a un distanza di 15 metri scende già  a valori inferiori a 0,9%. In poche parole oltre questa distanza non possono verificarsi casi di cosiddetta contaminazione. Vale la pena sottolineare che comunque un’eventuale impollinazione avviene solo ed esclusivamente tra piante della stessa specie, cioè mais. E’ quindi falso affermare che altre colture o prodotti a marchio IGP o DOP ne trarrebbero conseguenze negative”.

“Poi - continua Casalini - al di là del fatto specifico dobbiamo ricordare che sono 149 i milioni di ettari coltivati con seme geneticamente modificato su tutto il pianeta e che tali specie, oltre a migliorare le caratteristiche qualitative del prodotto coltivato, in qualche caso migliorano direttamente la salute dell’uomo: è il caso del Golden Rice, che agisce direttamente contro la cecità causata da carenza di vitamina A nei Paesi sottosviluppati. Gli studi sulla contaminazione che l’Unione europea ha effettuato per anni porta a concludere che 15 metri di materiale eventualmente impollinato non creeranno comunque danno all’ambiente e alla salute umana. Anzi”.

Da pochi giorni 109 premi Nobel hanno affermato in un documento pubblico quanto sia importante continuare sulla strada della ricerca nel settore della genetica in agricoltura. Per il mais si limiterebbero interventi chimici per debellare gli attacchi di piralide che, in questo caso sì, sono sicuramente dannosi per la salute umana. Senza contare le micotossine che, senza l’utilizzo di specifici insetticidi, verrebbero a ritrovarsi sul chicco del mais sopra soglia, con possibili effetti  cancerogeni  sulle persone. 

“Insomma ancora una volta  si vuole riportare, con logiche oscurantistiche, la discussione contro gli OGM quale unico modo per salvare l’agricoltura italiana e il “made in Italy” afferma indignato il presidente Casalini. “Si tace invece che questa ricetta non vale né per il trasformatore, che continua ad approvvigionarsi all’estero dove il prodotto migliore spesso  è geneticamente modificato, né per l’agricoltore, che sta verificando una continua perdita di reddito e tante aziende faticano a sopravvivere, né per il consumatore che continua ad acquistare prodotto italiano alimentato con soia o mais geneticamente modificati, poiché non ne è vietata l’importazione. 

Il presidente di Confagricoltura Rovigo ribadisce che la legge deve essere rispettata e chiede che venga portata a termine velocemente l’inchiesta e siano definite le responsabilità del caso, “Ma contemporaneamente – aggiunge - consideriamo il divieto di coltivazione di piante modificate geneticamente un grave errore politico e una forte penalizzazione per l’ agricoltura italiana. Solo con un serio dibattito sul tema si potrà trovare una soluzione . Invito tutti ad avere un atteggiamento inspirato più dalle conoscenze scientifiche che da facili populismi senza procurare falsi allarmi per l’ambiente e per la salute delle persone disconoscendo gli studi scientifici favorevoli agli OGM di tutta la comunità scientifica riconosciuta europea e mondiale”.

12 luglio 2016
CASA DI CURA SANTA MARIA MADDALENA




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