OSPEDALE ADRIA (ROVIGO) Si tratta di un atto dovuto, in vista dell'autopsia fissata per la giornata di martedì 20 settembre. Controlli su farmaci assunti prima della crisi

Otto medici indagati per la morte di Marco

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Otto medici indagati, come atto dovuto, per la morte di Marco Fabbris, il 24enne di Adria deceduto nella mattinata di giovedì 15 settembre (LEGGI ARTICOLO), dopo un accesso al pronto soccorso

Adria (Ro) - Otto medici dell'ospedale di Adria indagati, come atto dovuto e per consentire loro di partecipare all'autopsia di martedì 20 settembre sulla salma di Marco Fabbris, il 24enne di Adria morto in ospedale, forse per uno shock anafilattico, dopo l'accesso al pronto soccorso di martedì 13 settembre.

Il consulente nominato dalla Procura esaminerà in particolare le vie aeree del ragazzo e  l'eventuale assunzione di farmaci. Al momento si parla di un collirio e di Oki come farmaci - comunque da banco - che potrebbero essere stati assunti dal ragazzo. Si deve capire se questa assunzione possa in qualche modo avere provocato lo shock anafilattico che potrebbe essere la causa della morte.

Secondo le prime ricostruzioni il giovane era andato al pronto soccorso, accompagnato dalla compagna, perché lamentava dolori alla gola e una sensazione di gonfiore. Arrivato al triage, faticava a parlare, tanto che lo aveva aiutato la ragazza nella sua esposizione. Circa un'ora dopo, la crisi respiratoria. Seguita dal subentrare di uno stato di coma e dal ricovero in Rianimazione. Il tutto sino a un ulteriore aggravamento e al decesso di giovedì 15. Decesso che potrebbe essere dovuto, secondo le prime informazioni che la madre avrebbe ricevuto, a uno shock anafilattico.

Chiara quindi l'intenzione della Procura di capire da cosa potrebbe essere stato provocato, questo shock. Si deve comunque tenere presente che l'iscrizione degli indagati, in questa fase, è un atto che viene eseguito sostanzialmente in automatico. Si individuano le posizioni di tutti i medici che in quache modo hanno seguito o anche solo avuto contatti col paziente. E il fatto di indagarli consente anche loro di partecipare con un proprio consulente a qugli accertamenti che saranno disposti dalla Procura. Come appunto l'autopsia.

Ogni automatismo, quindi, deve essere evitato. Troppo presto per parlare di responsabilità. Le indagini preliminari sono appena cominciate.
19 settembre 2016
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