CONFAGRICOLTURA ROVIGO Venerdì 30 settembre per la Notte dei ricercatori a Padova si terrà l’iniziativa degli studenti di Biotecnologie per capire meglio le differenze tra le coltivazioni e la bontà del cibo

Prelibatezze con mais bio, convenzionale o geneticamente modificato 

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Gli studenti di Biotecnologie, attraverso l’assaggio di polente formaggi e speck, faranno una analisi critica e onesta sui veri rischi e i vantaggi che le moderne biotecnologie offrono per l’economia e il benessere del pianeta quando si parla di Ogm 


 

Rovigo - È più salutare per l’uomo e per l’ambiente un mais biologico, uno convenzionale o un mais geneticamente modificato? Richiede più acqua, energia e pesticidi un mais bio, uno convenzionale o un mais “Bt”? e quale dei tre è più buono? Le risposte si potranno avere venerdì prossimo 30 settembre al Bo nell’ambito della Notte dei ricercatori. 

Nel gazebo realizzato nell’ateneo patavino, a partire dalle 17.30, sarà proposto inoltre un assaggio di polente - preparate anche con mais gm, e accompagnate da speck e formaggio - a quanti vorranno degustare e confrontare di persona la bontà. 

L’iniziativa fa parte del progetto degli studenti del corso di laurea in Biotecnologie, con la partecipazione dei docenti e di Ami (Associazione italiana maiscoltori) per rendere evidente con la vista e con il gusto le differenze (anche di godibilità, come si legge nella brochure che sarà distribuita ai partecipanti) tra le coltivazioni di mais bio, mais convenzionale e un tipo geneticamente modificato per resistere ad alcuni insetti denominato mais Bt perché contiene un gene del batterio Bacillus thuringensis che consente di ridurre i pesticidi, l’acqua e l’energia necessari a produrlo. 

“In Italia non è possibile coltivare questo mais – spiega Stefano Casalini, presidente di Confagricoltura Rovigo - mentre è possibile commercializzarlo per l’alimentazione sia degli animali che dell’uomo, un paradosso che si trascina da vent’anni. Auspico con fervore che l’iniziativa possa contribuire a informare la popolazione”. Infatti anche il formaggio e lo speck che si potranno assaggiare nel gazebo al Bo derivano dai vegetali gm contenuti nell’alimentazione del bestiame, come avviene pure per tante altre prelibatezze del made in Italy, dalla carne agli insaccati e latticini che quotidianamente compaiono in tavola. 

“Come scienziati e come produttori – affermano i promotori dell’iniziativa – pensiamo che sia arrivato il momento di fare una analisi critica e onesta sui veri rischi e i vantaggi che le moderne biotecnologie offrono per la nostra economia e il benessere del pianeta. Gli Ogm sono sicuri per la salute umana e per l’ambiente: lo affermano, sulla base di dati certi, i ricercatori di tutto il mondo, tra i quali recentemente anche 109 scienziati premi Nobel”.

28 settembre 2016
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