RIFIUTI ADRIA (ROVIGO) Ne ha fatto richiesta la stessa azienda alla Provincia, a propria tutela, sulla scia dell'indagine scoppiata a Firenze su un presunto spandimento illecito di fanghi inquinanti

Dopo la seconda maxi inchiesta si ferma la Coimpo

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Si ferma l'attività della Coimpo, la ditta di Ca' Emo, Adria, nella quale il 22 settembre 2014 trovarono la morte quattro persone, causa lo sprigionarsi di una nube tossica (LEGGI ARTICOLO) e più di recente colpita da una indagine della direzione distrettuale antimafia di Firenze, che indaga su un presunto giro di spandimento di fanghi inquinanti in terreni agricoli della Toscana (LEGGI ARTICOLO)

Adria (Ro) - Attività ferma alla Coimpo, su richiesta della stessa azienda che, nella complessa vicenda giudiziaria che sta affrontando, assistita dall'avvocato Marco Petternella di Rovigo, esperto in tematiche ambientali e di sicurezza sul lavoro. A precipitare le cose è stata la maxi inchiesta portata avanti dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze, al lavoro sull'ipotesi investigativa dello spandimento illecito di fanghi, anche inquinanti, in terreni agricoli della Toscana.

Tra le numerose persone toccate da misure cautelari anche Gianni Pagnin, 65 anni, agli arresti domiciliari, e la figlia Alessia, 40 anni, toccata dalla semplice interdizione alla conduzione dell'azienda. Da parte della difesa c'è la fiducia di ridimensionare la vicenda e uscirne senza macchia, ma intanto è stato ritenuto giusto avanzare richiesta alla Provincia di sospendere le autorizzazioni all'esercizio. Così è stato fatto. Ora, si attendono sviluppi.
7 ottobre 2016
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