EVENTI ROVIGO Sabato 15 ottobre alle ore 10 verrà presentato in sala Flumina al museo dei Grandi fiumi il progetto corealizzato da Cedi, Fondazione Banca del monte e Comune, idea nata dalla ricerca di Stefano Turolla sul codice Liber Notabilium

Rivive il monastero come era al tempo dell’ultimo abate 

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Oggi sede del  Museo dei Grandi Fiumi, il monastero degli Olivetani potrà essere studiato grazie al progetto Il Monastero si racconta di Stefano Turolla che ha compiuto ricerche sul codice dell’ultimo abate di governo che ha annotato minuziosamente tutti gli accadimenti inerenti al complesso. Da qui sono stati ricostruiti i vari ambienti 



Rovigo - Verrà presentato sabato prossimo 15 ottobre alle ore 10 il progetto Il Monastero si racconta, con un evento in sala Flumina, al museo dei Grandi fiumi di Rovigo, aperto al pubblico.

Il progetto Il Monastero si racconta trae origine dalla ricerca che Stefano Turolla ha compiuto tempo fa sul codice Liber Notabilium, manoscritto di don Alessandro Rossi, ultimo abate di governo del Monastero di San Bartolomeo. Il questo codice l’abate annota minuziosamente tutti gli accadimenti inerenti il monastero nel periodo compreso tra il 1733 e il 1765. Il materiale raccolto è risultato molto interessante per la ricostruzione della distribuzione planimetrica originaria del complesso e per le rilevanti notizie sul ruolo di quella che era una entità socio-economica importante per il territorio. Si è ritenuto che la ricerca meritasse di essere divulgata per l’inedita mole di informazioni sul monastero Olivetano che, alla metà del Settecento, viveva il periodo di massimo splendore. Da qui l’idea di CeDi e Fondazione Banca del Monte di Rovigo di collaborare per trasmettere queste informazioni al pubblico in modo fruibile e permanente, senza trascurare l’uso di un linguaggio che potesse avvicinare al monastero anche i giovani.

Tale collaborazione ha portato alla ponderata progettazione e all’esplicazione di un percorso che raccontasse la storia dell’evoluzione architettonica del complesso monastico e individuasse gli “spazi ritrovati”, cioè la destinazione d’uso che i vari ambienti avevano alla metà del XVIII secolo.

Concretamente, il progetto consta di varie azioni didattico-informative. Innanzitutto, una pannellistica che sintetizza il lavoro di ricerca e suggerisce la suggestione dei luoghi dell’ex complesso monastico denominati “spazi ritrovati”. Pannelli informativi riportano le fasi dell’evoluzione storico architettonica del Monastero dall’anno della sua fondazione (1255) al raggiungimento dell’impianto del 1755, così come don Alessandro Rossi racconta nel Notabilium. Oltre venti targhe, poi, costituiscono il percorso storico-culturale “Gli spazi ritrovati”, posizionate in corrispondenza di altrettanti locali, che riportano le destinazioni d’uso degli ambienti così come si presentavano alla metà del XVIII secolo. Inoltre, il progetto include la pubblicazione di un Qr code, posizionato sul primo pannello, che rimanda alla sezione “Il monastero si racconta”, ospitata nel sito web istituzionale della Fondazione Banca del Monte di Rovigo. Qui è possibile accedere ad informazioni dettagliate sul progetto e qui si può scaricare l’audio-racconto “I ricordi che serbo nel cuore. Trent’anni di storia letti attraverso la testimonianza di don Alessandro Rossi, ultimo Abate di governo, nel suo Notabilium (1733 - 1765)”, a cura di Luigi Marangoni, Stefano Turolla e Donatella Girotto.

Il progetto “Il Monastero si racconta” si rivolge sia ai cultori della materia, per il rigore scientifico e la correttezza delle informazioni fornite, sia a tutti coloro che a vario titolo si recano nella struttura del monastero, oggi sede del Museo dei Grandi Fiumi, sia, ancora, a chi non si è mai avvicinato all’ex complesso Olivetano quale invito a conoscerlo e a visitarlo. L’intento del progetto è, senza trascurare la funzione museale dell’edificio, quello di richiamare l’attenzione sul valore del “contenitore”, così ricco di storia e di cultura.

La manifestazione sarà aperta con la perfomance teatrale Caro viaggiatore scrivi anche tu, tuo Alessandro Rossi, di e con Luigi Marangoni. Ai saluti delle autorità seguiranno gli interventi dei rappresentanti degli enti promotori e di chi, a vario titolo, ha collaborato alla realizzazione del progetto. 

La mattinata si concluderà con una degustazione di piatti preparati dagli allievi di Enaip Rovigo, ispirati alle ricette di Bartolomeo Scappi, cuoco secreto di Papa Pio V, tratte, a cura di Stefano Turolla, dall’opera pubblicata a Venezia nel 1605.

13 ottobre 2016




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