A UN MESE DALLA SCOMPARSA Lo scorso 1° ottobre moriva Modesto "Moddy" Merlo, 49 anni, musicista di Fiesso Umbertiano, molto noto anche a Rovigo e non solo. A un mese da quella tragedia, una amica lo ricorsa così

"Addio Moddy, eri un artista ed eri un generoso"

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Una lunga lettera, piena di ricordi, emozioni, rimpianti, per dare l'addio a un amico che non c'è più ma al quale fa piacere pensare, la sera, guardando il cielo, pensando a tutte le volte che ti ha aiutato senza fare domande e senza accampare scuse



"Caro Moddy, ho avuto il piacere di conoscerti e di condividere con te gli anni del gioco, della spensieratezza, dell’allegria e della voglia di divertirci con niente. La tua passione per la musica ci ha fatto compagnia a scuola e a casa tua, dove non perdevi occasione di mostrarci cosa avevi imparato e cosa sapevi fare.

Non solo, desideravi che ognuno di noi facesse qualcosa insieme a te; avevi strumenti per tutti, ci invitavi a suonare così come veniva e senza tanto pensarci su. Eri contagioso e generoso nel chiederci di fare musica con te: la tua sensibilità musicale ti permetteva di interpretare sulla tastiera qualsiasi pezzo e di riadattarlo alle note stonate che uscivano da noi. Eri un autodidatta che, con costanza e dedizione, ha saputo trasformarsi negli anni in un affermato musicista.

Sebbene da adulti ci frequentassimo poco, la tua musica ha sempre fatto da invito-richiamo per rivederci. Assistere ad un tuo concerto era per me e per noi tuoi coetanei e amici, un privilegio e un onore. Sapevamo che venire a vederti e ad ascoltarti avrebbe significato trascorrere una bella serata, grazie alla buona musica e a te che, vedendoci in prima fila, ti impegnavi ancora di più, per stupirci con i tuoi acuti finendo per emozionarci tutte le volte.

Avevi un dono e un orecchio musicale sviluppatissimo; anche la tua voce particolare e grattata era inconfondibile. Morbida e dura, dolce e roca, gioiosa e melodica  a seconda del pezzo che cantavi. La tua scaletta musicale comprendeva una vasta scelta di brani rock-pop, alcuni dei quali complessi e irraggiungibili ai più. Sul palco mettevi tutto te stesso con passione e con la gioia di regalare ai tuoi ospiti un momento di piacevole evasione. Non credo di sbagliare se affermo che dalla musica avevi colto e fatto tuo l’insegnamento più importante: l’assenza di qualsiasi barriera.

Eri generoso e sempre disponibile fin da piccolino, perché la musica ti aveva portato ad esserlo, con le note sapevi condividere e imbandire un dialogo con tutti, non facevi distinzione di colore, età o stato sociale. Chiunque suonasse con te andava bene. Questa consapevolezza diventata parte di te, era l’essenza della tua vita. Quella stessa vita che ti ha messo a dura prova tante volte (troppe),  eppure hai sempre reagito rimboccandoti le maniche e donando il tuo tempo, le tue capacità e il tuo esserci. Chiunque si rivolgesse a te riceveva attenzione e supporto.

Non ci pensavi due volte, mollavi tutto e rispondevi immediatamente ad ogni richiesta d’aiuto. Anche da uomo e da padre la musica ha continuato ad essere la tua grande passione, la tua valvola di sfogo e la tua dimensione. Se c’è stato un momento nel quale hai sperato attraverso la musica di spiccare il volo, hai saputo ancora una volta accontentarti e farti bastare il poter continuare comunque a suonare. Non hai inseguito a tutti i costi la fama e il successo, solo la voglia di suonare semplicemente perché era parte di te. Fare musica ti faceva bene, talmente bene che ci eravamo illusi potesse essere il tuo salvagente per tutto. 

Caro Moddy, da un po’ di tempo osservo spesso il cielo. Se mi  appare una nuvola dalla forma bizzarra o un colore particolarmente intenso, penso sia tu che stai suonando. Ti immagino con la tua nuova band: Freddy, Amy, Kurt, Jimi, e Jim i componenti che ti sei scelto, vi vedo divertirvi come dei pazzi scatenati e ogni volta che succede, mi convinco che tu voglia ugualmente condividere quello che fai con noi quaggiù, regalandoci cieli meravigliosamente emozionanti".

Lettera firmata

29 ottobre 2016




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