LA PROTESTA ROVIGO I genitori si sono ritrovati all'esterno della Cittadella, durante lo svolgimento della Conferenza dei sindaci dell’Ulss 18: "Se ogni Comune mettesse una somma saremmo a posto"

Vogliono togliere la speranza ai disabili

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe

Lo spettro della chiusura del centro Essagi di Badia Polesine, che offre un servizio senza eguali a livello polesano. La Provincia non ha soldi per rinnovare l'appalto (LEGGI ARTICOLO), l'ultima speranza sono i Comuni e a Conferenza dei sindaci



Rovigo - "Senza di loro starei tutto il giorno tra letto, televisioone e divano". E' tutta qui, nella semplice dichiarazione di una donna di 43 anni l'importanza imprescindibile del Centro Essagi di Badia Polesine, che da anni si occupa della formazione di persone diversamente abili. A lungo ha avuto anche un collegamento diretto con Enaip, che avviava alla professione di giardinieri e coltivatori i partecipanti. Ora il sodalizio è sospeso, ma comunque i partecipanti, dai 20 ai 50 anni, senza limite di età, garantisce attività ludiche, formazione e comunque garantisce una certezza ai ragazzi diversamente abili: una giornata piena, stimolante, in compagnia.

Il più prezioso dei beni, quando l'alternativa è passare tutto il giorno sul divano, senza niente da fare. "E questo non è giusto - spiegano i genitori - perché anche i nostri figli hanno i loro diritti". 

Diritti che però stanno per essere negati a una trentina di ragazzi diversamente abili. La Provincia, infatti, ha scelto di non rinnovare il bando per la gestione del Centro. Mettendo quindi alle corde la cooperativa che sino a oggi ha gestito il servizio e che ha mezzi propri per tirare avanti non oltre Natale. Dopo di che l'alternativa sarà quella tanto temuta dalla donna che assieme ai genitori ha partecipato alla manifestazione di protesta andata in scena martedì 15 novembre davanti alla Cittadella: casa, divano, televisione.

Non è stata un luogo scelto a caso, la Cittadella sociosanitaria dell'Ulss 18 di Rovigo, dal momento che proprio mentre si svolgeva la manifestazione era in corso la riunione dell'assemblea dei sindaci, che come primo punto all'ordine del giorno ha proprio la situazione del Centro Essagi.

La speranza dei familiari dei frequentanti il centro è infatti che i Comuni dell'Ulss possano mettere assieme le forze e venire a capo della situazione. "Stiamo parlando di un centro che segue una trentina di ragazzi e costa al massimo 150mila euro l'anno". "Come un politico dei più scarsi", fa eco una mamma. Sono stati anche fatti i conti: basterebbero 60 centesimi a testa per ogni abitante. Alcuni sindaci hanno già dato la propria disponibilità, ma serve uno sforzo congiunto.

15 novembre 2016




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