CNA ROVIGO Gli amministratori dei comuni di Villadose, Ceregnano e Gavello a confronto sul tema delle aggregazioni dei comuni

I sindaci: “Prima si semplifica la macchina amministrativa meglio è"

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Tutti d’accordo i tre sindaci di Villadose, Ceregnano e Gavello al processo di fusione dei comuni sul quale Cna ha promosso un incontro. Un progetto per razionalizzare tante piccole-grandi inefficienze ma anche per avere degli incentivi 



Villadose (Ro) - Ha fatto tappa a Villadose il tour della Cna Rovigo sul tema delle aggregazioni dei comuni ed anche in questa occasione non è mancato il dibattito verso quello che sembra un destino segnato ovvero quello della fusione. 

Supportato dalla Camera di Commercio di Venezia-Rovigo, nell'ambito del progetto "Ri-generazione artigiana 2020", il confronto moderato dal giornalista Maurizio Romanato ha visto alternarsi i sindaci di tre comuni fortemente interessati come quelli di Ceregnano, Villadose e Gavello. "Abbiamo già ragionato su alcuni aspetti operativi - ha detto in apertura Gino Alessio sindaco di Villadose - anche sollecitati dalla Cna Rovigo. Ci sono state esperienze come quelle di Civitanova Polesine che ci devono far riflettere e inoltre dobbiamo fare i conti con la volontà dei nostri cittadini per far cogliere i benefici che sono connessi all'operazione”.

Per la Cna, dopo le tappe di Adria e Lendinara, il confronto si è aperto nella parte del Medio Polesine. "E' un percorso che parte da lontano - afferma il presidente di Cna David Gazzieri - per razionalizzare tante piccole-grandi inefficienze. Il passo in avanti è stato quello di fare una proposta di aggregazioni sapendo bene che ci sono punti oscuri da chiarire. Ma pensiamo che sia meglio un matrimonio condiviso dal territorio piuttosto che subire la volontà che viene calata dall'alto. Non può essere solo un'operazione di cassa da parte dei comuni ma deve essere un'azione ben più profonda in cui noi come Cna, come associazione d'impresa, stiamo facendo la nostra parte”.

I dettagli tecnici sono stati illustrati da Alberto Cestari per centro studi sintesi. "Il paragone con Ferrara è la cosa più evidente - ha esordito il ricercatore - che ha la metà dei comuni della provincia di Rovigo. L'80% dei comuni rodigini, inoltre, ha piccole dimensioni e occupano il 50% della superficie esistente. La presenza imprenditoriale, soprattutto di natura artigianale, è nei piccoli comuni e il rapporto con gli addetti sale man mano che cresce la dimensione territoriale. Rovigo ha tra l'altro costi superiori per la gestione del sistema rispetto alla media regionale. Altri presupposti inoltre per procedere alla fusione sono gli incentivi che nel 2016 sono saliti a 30 milioni di euro. La proposta su cui confrontarsi - continua Cestari - vede unire Villadose con Villanova Marchesana, Gavello, Ceregnano e San Martino di Venezze per un incentivo di 1,5 milioni di euro per 10 anni recuperando 6 anni di tagli dallo stato. Il nuovo comune sarebbe il secondo per superficie e il terzo per numero di abitanti con la possibilità di avere una riduzione delle tasse per il 18% oppure un aumento degli investimenti pari al 75%”.

Sull'argomento è intervenuto anche il sindaco di Ceregnano: "La mia opinione è palese - afferma Ivan Dall'Ara - Sono favorevole alla fusione, che è un fatto prettamente culturale. Quando sento dire che perdiamo la nostra identità non riesco a comprendere a fondo le ragioni che vengono adotte. Su quale fusione concordare possiamo fare ulteriori valutazioni ma già ad arrivare a mettere insieme 3 comuni come quello di Ceregnano, Villadose e Gavello sarebbe un grande risultato”.

"Sono partito scettico sul tema delle fusioni - interviene Diego Girotto Sindaco di Gavello - ma vedo che le unioni non hanno funzionato come dovevano e quindi penso che le 29 nuove fusioni che si sono fin qui realizzate siano una strada da perseguire. Tante sono le difficoltà che quotidianamente mi trovo ad affrontare per cui penso che prima si semplifica l'organizzazione della macchina amministrativa meglio è. Gli ostacoli sono di natura politica per passare poi ai vincoli posti dai dipendenti comunali fino ad arrivare alla valutazione del cittadino che lamenta una presunta perdita di identità. Un primo passo a tre potrebbe essere un buon inizio”.

"Ogni cambiamento porta delle paure - ha concluso Gino Alessio - e bisogna tornare a progettare per valorizzare la partecipazione civile dei cittadini. Dobbiamo occuparci come amministratori di più dei progetti di sviluppo anziché rincorrere il problema quotidiano che non ci porta nel medio termine molto lontano. Scegliamo comunque noi prima che qualcuno lo faccia per noi. Confido che i cittadini sappiano cosa è il bene per la collettività”.

"Come Cna - ha ribadito David Gazzieri - invitiamo a fare un'ottima informazione spiegando nel dettaglio di cosa stiamo parlando. Ci sono situazioni come queste in cui la divisione politica non ha senso. E' necessario lavorare tutti insieme su questa tema e su tanti altri che ci vedono protagonisti insieme alle nostre imprese”.

17 novembre 2016
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