RUGBY ROVIGO 40 minuti per entrare nella storia. Nicola Bibi Quaglio ha conquistato la fiducia di Conor O’Shea subentrando nella ripresa e vincendo contro il Sud Africa al suo primo cap con la maglia dell’italia

Nicola Quaglio nella storia: “Dedico questa vittoria al popolo rossoblu”   

Nicola Quaglio con Giorgio Bronzini festeggia la vittoria storica dell'Italia sul Sud Africa (foto Daniele Resini)
Nicola Quaglio contro il Sud Africa a Firenze (foto Daniele Resini)
L'Italia che ha fatto la storia il 19 novembre 2016 a Firenze battendo il Sud Africa (foto Daniele Resini)
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Si è perfezionato in Sud Africa, di fronte si è ritrovato Steven Kitshoff, un Déjà vu nel segno di Pieter de Villiers. Nicola Quaglio ha superato il maestro proprio contro la squadra verdeoro, una vittoria storica dell’Italia ed una staffetta con Sami Panico voluta da Conor O’Shea.  Nicola Quaglio, passato quest’anno al Benetton Treviso, aveva riportato il titolo tricolore qualche mese fa nella sua Rovigo che aspettava da 26 anni: “E' la vittoria di tutti, della squadra”.

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Firenze - Ha cominciato come aveva terminato, piangendo. Un pianto di gioia durante l’inno di Mameli al Franchi di Firenze aggrappato a Giorgio Bronzini, compagno di squadra nel Benetton Treviso, e campione d’Italia insieme a lui con la FemiCz Rovigo nella stagione 2015-2016 (LEGGI ARTICOLO). Nicola Bibi Quaglio sabato 19 novembre 2016 è entrato nella storia, lo ha fatto salendo le scale di uno stadio dedicato al calcio, ma per l’occasione prestato al rugby. Un abbraccio liberatorio con i compagni dopo un successo, al suo prima cap, su cui non ci avrebbe scommesso nessuno. Anche se il Sud Africa, allo stato attuale delle cose, è messo parecchio male, quella dell’Italia è una vittoria del gruppo, delle idee, di una difesa ben impostata. Tanto Rovigo in campo e sugli spalti, a partire dal nostro personale man of the match, quel Simone ‘predator’ Favaro che gli Springboks ricorderanno per un bel pezzo. L’ex rossoblu (proprio dal Battaglini ha spiccato il volo tanti anni fa) ha placcato qualsiasi cosa di muovesse nel raggio di venti metri, il migliore in assoluto. Anche Paul Griffen, ex mediano di mischia della Nazionale e del Calvisano, non è voluto essere da meno indossando, in diretta Tv su DMax, una t-shirt del Badia donata per l’occasione da Massimiliano Dolcetto. Uno spirito polesano condito anche dalla presenza di Sante Lugarini, ormai in pianta stabile nello staff medico azzurro, senza dimencare lo speaker ufficiale della Nazionale ovale, Saverio Girotto.

E’ finita 20-18  in favore dell’Italia il secondo dei Crédit Agricole Cariparma test match di novembre, e per la Rovigo sportiva l’eroe di giornata è Nicola ‘Bibi’ Quaglio. 99 presenze in maglia rossoblu in sei campionati (6 mete), l’esordio al Battaglini il 24 settembre 2010 contro Prato sotto la gestione del sudafricano Polla Roux. Figlio d’arte, il padre Mauro in 12 campionati a Rovigo ha collezionato 236 presenze scrivendo la storia di viale Alfieri, Bibi la sua prima meta nel massimo campionato italiano l’ha segnata al Battaglini contro L’Aquila nel torneo 2011-2012. Prima di arrivare in Nazionale ha vinto lo scudetto con il Rovigo come aveva promesso, e tra un campionato e l’altro, mentre gli altri andavano in vacanza, lui si perfezionava in Sud Africa andando a scuola dai migliori quando si parla di prima linea. 

“L’avevamo preparata bene, siamo riusciti a fare tutto quello che avevamo studiato in allenamento”. E’ entrato nella ripresa, ha giocato tutto il secondo tempo con competenza, nel finale ha addirittura rischiato di segnare una meta al Sud Africa con un ‘raccogli e vai’ bloccato a dieci centimetri. “Alla fine del match mi sono visto con Steven Kitshoff, lo avevo conosciuto proprio in Sud Africa quando sono andato ad allenarmi nella terra degli Springboks”. Il polesano è andato a scuola da un certo Pieter de Villiers, e a distanza di tre anni sono pochi quelli che avrebbero scommesso su una giornata come questa, figurarsi il povero Kitshoff che farà ritorno in patria dove troverà sicuramente un altro allenatore, Coetzee sembra già al capolinea.

Chiamato a lavori in corso per alcune defezioni, era comune già nella lista di Conor O’Shea, come ci aveva confermato nella sua visita a Rovigo prima dei test match “Era tutta la settimana che mi diceva di stare tranquillo e che mi avrebbe dato una chance - spiega Nicola Quaglio - è veramente bravo, non credevo”. Il Sud Africa non sta vivendo un momento facile, un profondo rinnovamento generazionale condito da decisioni politiche, che poco hanno a che fare con la meritocrazia dello sport “Loro avevano molta pressione, noi invece eravamo tranquilli, abbiamo fatto il nostro gioco con intelligenza, sapevamo che se gli stavamo sotto potevano crollare dal punto di vista mentale”. Sami Panico, il giovane pilone del Calvisano, ha avuto il brivido dell’esordio da titolare, nella ripresa la staffetta con il polesano, Bibi Quaglio gli fa i complimenti “Ha giocato molto bene, a dire la verità tutti e 23 hanno dato un enorme contributo, è la vittoria di tutti, della squadra”. Sabato 26 novembre a Padova c’è Tonga, doveva essere l’avversario più alla portata, se gli All Blacks sono di una categoria superiore (forse anche tre, ndr), dopo la vittoria sul Sud Africa arriveranno in Veneto con un piglio diverso “Adesso non ci voglio pensare, voglio godermi questa vittoria”. 

Il momento più emozionante non poteva che essere l’inizio, quell’inno Nazionale che nel rugby viene sentito più che in altri sport “Mi sono emozionato - ha commentato un entusiasta Nicola Quaglio - mi è venuto un flash, ho pensato alla finale scudetto del 28 maggio scorso (vinta dal Rovigo sul Calvisano dopo 26 anni, ndr), ero abbracciato con Giorgio Bronzini, era inevitabile pensare a quel magico momento vissuto al Battaglini pochi mesi fa”. Lacrime versate a più riprese anche nel video celebrativo del 12esimo scudetto a settimane di distanza, un film già visto, ma che Bibi Quaglio non si stanca mai di rivedere da protagonista (LEGGI ARTICOLO).Dedico questa vittoria al popolo rossoblu - commenta con la voce rotta ancora dall’emozione di una storica impresa in maglia azzurra - e a tutte le persone che mi sono state vicine”.

Giorgio Achilli

 

19 novembre 2016
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