TEATRO SOCIALE ROVIGO La stagione di prosa parte con la pièce di Alessandro Baricco e Natalino Balasso protagonista. Regia di Gabriele Vacis

Smith&Wesson, una storia di straordinaria follia

Foto di Serena Pea
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Bagno e Calore - Caminetti e Stufe

Doppia serata di spettacolo per il taglio del nastro della stagione di prosa con Smith & Wesson il 19 e 20 novembre al Sociale di Rovigo. Sul palcoscenico Natalino Balasso, Fausto Russo Alesi, Camilla Nigro. Una bella storia che ha dato l’occasione di riflettere 



Rovigo - Uno spettacolo che fa fatto sorridere, divertire, riflettere. Smith & Wesson, sì proprio come la fabbrica statunitense di armi leggere, è una pièce teatrale di Alessandro Baricco, che ha visto in scena al teatro Sociale del 19 e 20 novembre l’attore polesano Natalino Balasso. La bella scrittura di Baricco, nella messa in scena di Gabriele Vacis del teatro Stabile del Veneto, si è tradotta in un fiume di parole ben incastrate a descrivere anime e pensieri dei protagonisti. Certo il finale realistico, se no che Baricco sarebbe, ma con una morale che si svela solo alla fine del turbinio di emozioni: anche il più sentito desiderio di cambiamento della propria vita non basta se non si ammettono ed affrontano le proprie paure. Della serie la paura è la grande nemica delle persone, anche delle più temerarie.

Baricco ha trasformato il suo libro pubblicato nel 2014 in uno spettacolo ambientato nei primi del ‘900 proprio per Vacis e Natalino Balasso. L’attore polesano è straordinario, rende il personaggio, Tom Smith, pedante ma geniale - fa il meteorologo raccogliendo i ricordi sul tempo della gente - in un tipo affascinante e piacevole seppur fanatico: "Le parole sono macchine molto esatte" dice e via di precisione nel descrivere ogni cosa. Un tipo paziente ma ammette che "non riesco a sopportare di essere rimproverato, ho avuto un padre molto severo" e dà di matto ogni volta che Jerry Wesson, interpretato da Fausto Russo Alesi, lo critica anche per il solo piacer di vederlo andar fuori di testa. I due, una coppia improponibile anche per i nomi di battesimo, Tom e Jerry, vivono di espedienti non lontano dalle cascate del Niagara. Quando un giorno si presenta Rachel Green, una giovane giornalista che sogna di diventare famosa e di poter scrivere un articolo sensazionale tutto suo. Non si riuscirebbe ad immaginarla diversamente da come la si è vista impersonata da Camilla Nigro. ”Dove diavolo finiranno se muoio tutti i libri che non scriverò” esclama angosciata ma anche con una certa leggerezza, quando pensa che il suo progetto di conquistare la prima pagina del quotidiano affrontando le cascate del Niagara per uscirne vivi grazie ad una botte a tenuta stagna, anziché morti  suicidi, possa finire male.

Infine la signora Higghins di Mariella Fabbris piena di fierezza e rammarico, che entra in scena alla fine con un monologo. E’ lei la regista occulta dell’azione, formidabile ma folle, di buttarsi giù dalle cascate, sfruttando il desiderio di cambiamento di Rachel, con il tragico epilogo.

Scene di Roberto Tarasco e regia efficaci. Dal magico cubo-casa al paesaggio delle cascate di cui si è immaginato tutto senza che si sia sprecato un solo goccio d'acqua. 

Alla fine applausi lunghi e sinceri.

22 novembre 2016
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