SCUOLA GENITORI ROVIGO Francesco Paolo Ragusa, responsabile dei formatori del Centro Psico Pedagogico per la gestione dei conflitti tra genitori e figli, al teatro Duomo ha messo in luce tutto ciò che può fare un papà 

[VIDEO] Il ruolo del padre? Strategico per far prendere il volo ai figli

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Se i padri temono di avere un ruolo marginale almeno nella prima infanzia dei loro figli da ora sapranno di avere un ruolo chiave dall'adolescenza in poi. Un compito specifico che è quello di preparare i figli all'età adulta. Il padre padrone non esiste più, sostituito da un padre anche autoritario che aiuta il figlio a diventare l'adulto migliore che può essere.  Guarda la video intervista realizzata da RovigoOggi.it a Paolo Ragusa a margine dell'incontro


Rovigo - Questa volta è stata quella dei padri. Il teatro Duomo il 29 novembre era pieno di papà a lezione, con carta e penna per gli appunti. In cattedra con "Le funzioni del padre" c'era Francesco Paolo Ragusa, counselor e responsabile dei formatori del centro Psico pedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti tra genitori e figli, la scuola fondata da Daniele Novara, la cui lezione un mese fa ha fatto il pienone di genitori alla ricerca di una soluzione per gestire gli amati figli (LEGGI ARTICOLO).

"Non si tratta di fare concorrenza alle madri - è l'esordio di Ragusa in sala - Il padre si deve distinguere. C'è un codice paterno è uno materno. Il tempo dedicato ai figli da parte dei padri è quadruplicato rispetto a trent'anni fa, ma non significa che ci sia più "paterno" nella relazione. Il compito principale è organizzare bene l'interesse verso i figli secondo le loro età evolutive". 

C'è un fatto rivoluzionario nella storia. Fino a poco tempo fa i genitori raramente erano interessati ai figli. "Oggi i padri hanno a cuore la loro felicità il che significa avere tutti i presupposti per offrire una buona infanzia". "Si tratta di organizzare bene questo interesse per aiutare i nostri figli a diventare autonomi e grandi", sì perché l'obiettivo ė quello: aiutare a formare delle persone adulte serene ed in grado di cavarsela, persone che se anche subiranno delle sconfitte sapranno rialzarsi a testa alta. 

E per il padre è un crescendo, da un ruolo di sostegno nei prima anni di vita del piccolo, fino al trionfo nell'adolescenza del figlio, "i padri aprono il figlio verso ciò che va oltre, verso il futuro, la madre presidia ciò che è già accaduto".

Ragusa spiega bene sono gli obiettivi che si deve prefissare un padre nei confronti del figlio: tirarlo su; socialità; autonomia e coraggio.

'Tirare su i figli' nel senso dell'accudimento è un lavoro della madre, ma la loro educazione è un lavoro di squadra tra madre e padre, che necessita di un buon bilanciamento, "il padre fa cose ordinarie in educazione, ma le deve fare con la madre". Poi in adolescenza "il ragazzo ha bisogno di avere come riferimento una figura che lo porti fuori dall'infanzia. I conflitti madre e figlio in adolescenza hanno a che fare con le origine, il conflitto col padre è sempre orientato sul futuro. È importante questo" spiega sempre Ragusa. 

Tra le considerazioni generali: il padre è un testimone affettivo. Non ė necessariamente affettuoso. "Legame è poter contare su qualcuno. Dobbiamo dare fiducia all'adattamento creativo al mondo dei nostri figli. Il padre di una volta si proponeva come un modello da seguire, invece Il testimone dice 'conta su di me per andare avanti'". 

Sempre in linea generale, la coesione genitoriale è una scelta determinante. "Significa risintonizzare la coppia. Senza coesione non c'è un buon passaggio di palla". Coesione è contare uno su l'altro: 'ne devo parlare con papà o con la mamma; con papà e mamma abbiamo deciso...' sono frasi che rafforzano il lavoro di squadra. "Tuo padre dice che, tua madre vuole che..." non è un gioco da fare.

Dalle storie Ragusa attinge situazioni vissute mille volte nella quotidianità delle famiglie. "Mia moglie non mi permette di fare il padre" riporta Ragusa questa frase che gli avrebbe detto un padre. "In questa frase c'è qualcosa che non funziona - spiega rivolto ai padri - Nessuno può dare il permesso di fare il padre: o lo fate o non lo fate. Aspettare che qualcuno ve lo autorizzi? Nessuna madre autorizza il padre a fare il padre, se non lo fate, se non voler farlo, come fa autorizzarvi a farlo? Fate il padre e basta". Fare il padre significa accettare che ci possano essere delle complicazione.

Ragusa avverte i padri sul periodo più difficile, che li vede però protagonisti: i figli durante l'adolescenza prendono la distanza dall'infanzia, dal modello correttivo della madre. L'adolescente è instabile e il papà deve fare da regista, essere un faro che dà indicazioni di uscita e di entrata, assieme alle regole (ad esempio gli orari), altrimenti il figlio pensa che tutto sia possibile. "La madre farà un passo indietro, il papà uno in avanti". Sarà il padre ad agevolare le funzioni adulte come l'etica, la cura di sé, la passione e il coraggio.

L'indolenza sara una delle caratteristiche adolescenziali. "Da trattare non come un difetto ma come una strategia e sarà il padre a doverlo fare, l'adolescente quando prende tempo è perché non sa cosa fare".

Al termine grandi apprezzamenti per Ragusa perché anche i papà, in questo terreno poco esplorato della pedagogia, hanno bisogno di un faro.

 

2 dicembre 2016




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