RUGBY Hanno ottenuto il 45 per cento dei voti, ma non hanno avuto ruoli di rilievo. La cordata capitanata da Marzio Innocenti protesta con le scelte del presidente federale Alfredo Gavazzi

Pronti al cambiamento punta il dito sulla nomina della Vecchi

Susanna Vecchi, Marzio Innocenti ed Alfredo Gavazzi
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C'era stata specifica richiesta di riconoscere la rappresentatività del 45% del movimento – espressa dai due Consiglieri di Pronti al Cambiamento – tramite l’assegnazione di una vice-presidenza e/o di un ruolo di rappresentanza esterno della Fir, ma cià non è avvenuto. Venerdì 9 dicembre la formale protesta.
Leggi l’articolo sull’elezione di Zeno Zanandrea in Rugby Europe 



Lo scorso 3 dicembre si è riunito a Bologna, presieduto dal presidente Alfredo Gavazzi, il terzo Consiglio Federale del nuovo quadriennio olimpico. All’ordine del giorno della seduta vi erano, tra gli altri punti, l’assegnazione delle deleghe ai Consiglieri e la nomina delle rappresentanze italiane negli organismi internazionali cui aderisce la Fir (LEGGI ARTICOLO) In entrambi gli ambiti vi era stata nei giorni precedenti una specifica richiesta di riconoscere la rappresentatività del 45% del movimento – espressa dai due Consiglieri di Pronti al Cambiamento – tramite l’assegnazione di una vice-presidenza e/o di un ruolo di rappresentanza esterno della Fir.

“Tale richiesta è stata nei fatti totalmente disattesa - critica Pronto al cambiamento -  contraddicendo i propositi di agire in quanto “Presidente di tutto il movimento” pubblicamente proclamati da Alfredo Gavazzi immediatamente dopo l’esito del voto in sede di Assemblea elettiva. La decisione ufficialmente esplicitata durante il Consiglio di non ritenere né Roberto Zanovello, né Erika Morri, eletti in quota Pronti al Cambiamento, meritevoli di considerazione rispetto a quanto avanzato, per quanto nelle possibilità regolamentari attribuite al presidente e al Consiglio testimonia l’assenza di quel senso di opportunità e di valutazione unitaria sulla gestione della Fir che dovrebbero viceversa essere prerogativa inderogabile dell’organo di governance federale, in primis con riferimento al suo Presidente.

Gli incarichi attribuiti a Zanovello (supporto al Presidente nei rapporti con il Cusi) e alla Morri (supporto al Consigliere Beraldin per il rugby femminile) sono da ritenersi provocatori nella logica generale ma ancor più nel metodo con cui sono stati proposti (ampiamente dopo, cioè, aver deciso e approvato le deleghe attribuite agli altri otto consiglieri), e non possono che produrre una contestazione ferma e decisa per il rispetto dovuto a quella larghissima parte dell’elettorato che entrambi hanno l’onore e l’orgoglio di rappresentare”.

Pronti al cambiamento stigmatizza le nomine, tra cui c’è anche quella dell’ex presidente della Rugby Rovigo. “Per contro, le nomine ad personam per incarichi di assoluta rilevanza in ambito di Rugby Europe quali quelli assegnati a Roberto Facchini e Susanna Vecchi (LEGGI ARTICOLO) inducono ad una seria riflessione sulla trasparenza dei meccanismi di attribuzione e di valutazione del merito adottati, dato che in entrambi i casi si tratta di candidati non eletti, quindi evidentemente ritenuti non sufficientemente rappresentativi da parte del movimento nazionale.

In ragione di quanto esposto, Pronti al Cambiamento intende farsi portatore di una forte istanza di sostegno alla presenza ed al lavoro dei propri Consiglieri democraticamente eletti in Consiglio Federale, chiedendo allo stesso Consiglio di rivedere la decisione di escludere la rappresentanza di una parte così consistente del movimento rugbystico italiano della governance della Federazione”.

 

9 dicembre 2016




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