SOCIETA’ PARTECIPATE ROVIGO Alcuni consigli del Partito socialista italiano dopo l’accordo raggiunto su Ecoambiente fra i comuni polesani e il comune capoluogo

Sull’accordo di Ecoambiente il Psi è cauto

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Dalla raccolta differenziata spinta estesa anche al comune di Rovigo ad instaurare un rapporto sinergico con le altre società pubbliche venete fino a riprendere la collaborazione e coinvolgimento con i Comuni che si era interrotto e semplificare il sistema decisionale e riportare le scelte strategiche alla politica ed non più ai dirigenti. Questi i consigli del partito socialista italiano dopo l’accordo raggiunto su Ecoambiente fra i comuni polesani e il comune capoluogo 



Rovigo - Come socialisti guardiamo con cauto favore all’accordo raggiunto su Ecoambiente fra i comuni polesani e il comune capoluogo, che, si spera, metta fine ad un assurdo scontro che stava portando la società verso il fallimento. 

Lo strapotere azionario del Comune di Rovigo, come abbiamo sempre sostenuto, approvato nel colpevole silenzio anche di chi poi lo ha denunciato, non poteva che risultare destabilizzante negli equilibri provinciali, come poi si è dimostrato. Questo rimane un problema aperto a cui va posto rimedio. 

Restiamo cauti perché serve soprattutto capire se la politica intenda attuare un nuovo cda. Ci permettiamo alcuni consigli: la differenziata spinta deve rimanere la raccolta adottata, che va costantemente migliorata, estendendola anche al comune di Rovigo, il quale deve adeguarsi agli altri e non viceversa, come era nelle intenzioni dei predecessori; va ripreso un rapporto sinergico con le altre società pubbliche del Veneto che condividono le stesse strategie in materia di raccolta e smaltimento. Con queste occorre collaborare per condividere ed orientare le politiche venete in materia. Ciò sarà utile per garantire i livelli economici, ma anche per un costante miglioramento della qualità e della efficienza aziendale; va ripristinato il rapporto di fiducia, collaborazione e coinvolgimento con i Comuni interrotto con arroganza dalla dirigenza degli ultimi anni. I Comuni sono gli unici e veri proprietari dell’Azienda pubblica ed un corretto rapporto tra questi è indispensabile per attuare politiche sempre più moderne ed avanzate. E’ infine necessario semplificare il sistema decisionale e riportare le scelte strategiche alla politica, sottraendole ad una dirigenza alla quale era stato colpevolmente assegnato troppo potere e competenze. Queste indicazioni non sono certamente tutto, ma una base indispensabile da cui ripartire.

Partito socialista italiano 

24 dicembre 2016
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