CGIL, CISL E UIL ROVIGO Le organizzazioni che tutelano i lavoratori presentano il bilancio di fine anno sulla contrattazione con gli enti locali: tanti risultati, tantissimo ancora da fare

I sindacati spingono forte sulle fusioni di Comuni

Le fusioni dei comuni prospettate da Cna
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I sindacati di Cgil, Cisl e Uil sono pronti a presentare il bilancio di fine anno, relativo alla contrattazione con gli enti locali. Nel contempo, sono chiare anche le priorità per il 2016



Rovigo - I sindacati di Cgil, Cisl e Uil sono pronti a presentare report e analisi di fine anno 2016 sulla contrattazione sociale dei sindacati confederali e dei Pensionati con i Comuni del Polesine.

"Anche nel 2016 le organizzazioni sindacali di Cgil Rovigo, Cisl Padova Rovigo, Uil Padova Rovigo e dei Pensionati di Cgil, Cisl e Uil - spiega la nota stampa a firma unitaria - sono state impegnate sul territorio provinciale di Rovigo in un confronto periodico a cadenza annuale di concertazione con gli enti locali sulle tematiche di politica fiscale, sociale, abitativa e dell’immigrazione, partecipando a 18 incontri (il 36% del totale)".

"Dal confronto - prosegue la nota - sono stati condivisi con i sindaci 13 verbali (Badia, Bergantino, Canaro, Canda, Castelnovo Bariano, Ceregnano, Frassinelle, Lendinara, Occhiobello, Pincara, Pontecchio Polesine, Salara e Stienta) e si è in attesa di firmare nei prossimi giorni con Taglio di Po. Oltre ai verbali con i Comuni è stato concordato un accordo unitario con Asm Set per riduzioni tariffarie".

I punti più significativi di confronto contenuti nei verbali con i Comuni riguardano vari aspetti. Tra questi il livello (mantenimento/rafforzamento) delle politiche sociali. "In tutti i Comuni - spiega la nota - si segnala che le politiche sociali sono considerate prioritarie, anche per effetto della crisi economica che ha segnato un peggioramento delle condizioni di una parte consistente delle famiglie. Vengono attuati interventi a contrasto delle povertà, oltreché altri provvedimenti, come ad esempio i lavori socialmente utili. E’ da segnalare l’aumento, considerato preoccupante, dell’utilizzo dei voucher".

Ci sono poi le esenzioni - agevolazioni sulle entrate comunali (addizionale Irpef e Tari) a favore delle persone/famiglie con disagio economico. "Come risultato delle nostre proposte - prosegue la nota stampa - i Comuni di Castelmassa, Fiesso, (a 12.000 euro), Costa di Rovigo (a 11.000 euro), Villadose, Ceregnano, Trecenta (a 10.000 euro) hanno alzato significativamente il limite di reddito per esentare dal pagamento dell’addizionale comunale sull’Irpef. Da parte nostra poniamo l’obiettivo di differenziarla in maniera proporzionale fra lavoratori autonomi da una parte e lavoratori dipendenti con i pensionati dall’altra". 

I Comuni che hanno assunto l’impegno in quest’ottica sono: Canaro, Occhiobello, Lendinara, Canda. Si segnala che San Martino di Venezze ha alzato il limite a 12.000 € solo per i pensionati.

Altro capitolo oggetto di trattativa sono state le esenzioni e agevolazioni della Tari, presenti in molti Comuni, in base al reddito, a favore delle famiglie in difficoltà a causa di pensioni basse o disoccupazione (Adria, Bagnolo di Po, Canda, Canaro, Castelguglielmo, Castelmassa, Ceneselli, Ceregnano, Corbola, Costa di Rovigo, Fiesso Umbertiano, Occhiobello, Pincara, Porto Tolle Porto Viro, Rosolina, Rovigo, San martino di Venezze, Stienta, Taglio di Po, Trecenta, Villadose). "Nella maggioranza dei casi - spiega il sindacato - si utilizza l’Isee e dove il sistema non lo prevede (Comune di Rovigo ad esempio) abbiamo chiesto di adeguarsi".

Sul fronte dell'applicazione della nuova Isee, prosegue la nota, "la scelta di utilizzare l’Isee per l’erogazione di servizi o agevolazioni è attuata dalla maggior parte dei Comuni, ma non si sono ancora valorizzate tutte le potenzialità dello strumento. Solo tre Comuni (Bergantino, Occhiobello e Taglio di Po) hanno chiesto l’iscrizione (e inviato le delibere) al Casellario dell’Assistenza dell’Inps, che ha lo scopo di creare una banca dati su quanto erogato dai Comuni e dagli Enti per avere un quadro di conoscenza del disagio sociale e un maggior controllo su chi utilizza le prestazioni agevolate".

"Sui Patti Antievasione incontriamo due difficoltà che i Comuni fanno fatica a superare: la prima approvare il Patto (solo una dozzina l’ha fatto), la seconda applicarlo. Malgrado tutto i Comuni di Badia, Canda, Stienta, su nostra richiesta, lo hanno deliberato nell’ultimo anno. Altri si sono impegnati a farlo. Solo due Comuni hanno fatto segnalazioni e ricevuto benefici negli ultimi anni: Lendinara e Villadose".

Altro versante del quale si è parlato è quello relativo alla integrazione delle funzioni comunali e le Fusioni fra Comuni. "Dopo i continui rinvii dello Stato sull’obbligo ad unirsi nella gestione delle funzioni fondamentali, il processo va a rilento. Inoltre il fallimento del progetto Civitanova ha creato timori sulla possibilità d’avere il consenso della popolazione su ipotetiche fusioni". 

"Malgrado questo, in via di principio, non ci sono sindaci contrari a quel che il sindacato considera una necessità del presente per avere enti locali adeguati a tutelare meglio e rappresentare con più forza i propri cittadini. In tre casi ci sono delle proposte di fusione attualmente in discussione. Le iniziative dei Comuni e dei sindaci sul sociosanitario e la salute: la nuova legge regionale sulla riorganizzazione della sanità nel Veneto, unificando le Ulss, che passano da 21 a 9, crea i Distretti Socio-Sanitari e modifica i poteri dei sindaci. Con la nuova Ulss 5 (Polesana) ci sarà un’unica Conferenza dei Sindaci formata dai 50 Comuni della nostra provincia con l’aggiunta di Boara Pisani e due Comitati dei Sindaci del Distretto. I due distretti corrisponderanno al territorio delle vecchie Ulss 18 e 19. Abbiamo già chiesto ai sindaci e continueremo a farlo con forza di adoperare i poteri che avranno in questi due organismi per rafforzare i servizi territoriali (intermedi), integrare maggiormente il sociale con la sanità e promuovere prevenzione".

“Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti con la contrattazione sociale - chiude la nota dei sindacati - anche se è indubbio che ci sia ancora molto lavoro da svolgere: cercheremo di essere più incisivi con le nostre proposte, collaborando con le amministrazioni locali per far emergere le situazioni di disagio che talvolta rimangono rinchiuse fra le mura domestiche, sollecitando gli enti locali ad intraprendere azioni di tutela della cittadinanza, di inclusione sociale, di ampliamento dei servizi e tentando di fare rete con il territorio per definire strategie comuni idonee ad affrontare le criticità del vivere in comunità che ogni giorno si presentano”.

27 dicembre 2016




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