CNA ROVIGO Aumenti dei pedaggi autostradali che incidono pesantemente su chi trasporta merci ogni giorno, il grido di allarme della categoria lo evidenzia in maniera netta

Autotrasportatori tartassati per il quinto anno consecutivo

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Gli aumenti accordati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal ministero delle Finanze e dell’Economia, hanno fatto arrabbiare i professionisti che lavorano ogni giorno sulle strade italiane, per consegnare merci e beni. Dario Panin, presidente degli autotrasportatori Cna: “L’impressione che si riceve è che da decenni le tariffe non sembrano più servire a ripagare l'investimento iniziale, ma solo ad arricchire l’azionista, che sia pubblico o privato”.


Rovigo - Anche quest’anno, per il quinto anno consecutivo, gli auguri per un buon inizio d’anno sono arrivati agli autotrasportatori da Aiscat (l’Associazione Italiana società concessionarie autostrade e trafori) che con puntualità  “brinda all’inizio del 2017, con l’aumento dei pedaggi autostradali”.

Il commento,  amaro, è di Dario Panin, presidente degli autotrasportatori Cna, il quale sottolinea che tra  gli  aumenti accordati dal ministero  delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal ministero delle Finanze e dell’Economia vi sono per: Autostrade per l'Italia +0,64%;  Autovie Venete +0,86%; Brescia-Padova  +1,62%; Autocamionale della Cisa +0,24%;  Milano Tangenziali +1,50%;  Brebemi +7,88%.

“Come  rappresentanti degli autotrasportatori, sottolinea Dario Panin,  sosteniamo  che così non si può andare avanti, ogni anno si ripetono situazioni  tali e  quali come gli aumenti dei pedaggi autostradali per i quali i vantaggi economici per i concessionari sono evidenti, meno conosciuti sono  gli elementi che contribuiscono a determinarli, compresi i tassi di remunerazione per gli investimenti realizzati”.

“E’ da evidenziare, inoltre - dichiara il presidente degli autotrasportatori Cna - che le  più recenti analisi Aiscat riportano, nell’ultimo anno, un traffico dei mezzi pesanti in crescita e quindi sembra ancora più ingiustificato un rialzo che andrebbe a deprimere una tendenza positiva legata alla ripresa economica e allo scambio delle merci”.

Ma c’è di più, oltre al danno economico c’è anche la beffa: “I concessionari  godono  di incrementi tariffari annuali che vanno oltre le medie economiche di altri settori e della stessa inflazione,  mentre l’aumento delle tariffe va ad incidere pesantemente sull’autotrasporto, già in difficoltà per costi di esercizio elevati, tariffe che non arginano gli oneri delle imprese, costo del lavoro in aumento e concorrenza di vettori esteri.

Si tratta, dunque, dell’ennesimo aumento –  conclude  Dario Panin  – che per chi per lavoro è quotidianamente sulle tratte autostradali trova solo parziale giustificazione negli investimenti effettuati dalle società; l’impressione che si riceve è che da decenni le tariffe non sembrano più servire a ripagare l'investimento iniziale, ma solo ad arricchire l’azionista, che sia pubblico o privato”.

 

 

2 gennaio 2017
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