SPORT ROVIGO Se il Veneto va a gonfie vele, l’impiantistica sportiva della Provincia e dalla città capoluogo sono al collasso. Zero programmazione, zero manutenzione, senza la Fondazione Cariparo e la Regione saremmo allo sbando

La fotografia: il Polesine all’ultimo posto

Cristiano Corazzari assessore regionale allo Sport
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Come si può pensare di avere atleti senza impianti sportivi efficienti? Ce lo domandiamo da tanti anni, peccato che a Palazzo Nodari e nella Provincia, non si capisca che investire nello sport, non solo genera ricchezza ed un indotto non indifferente con il 3,5% degli occupati, e un volume d’affari di 65 miliardi di euro di volume d’affari generato dalla vendita al dettaglio di articoli sportivi in Europa, ma soprattutto benessere per la salute e risparmio in sanità pubblica. Rovigo ultima dopo Belluno, questo dice l’efficiente e corposo rapporto dell’assessore Cristiano Corazzari. I numeri non mentono, e per il nostro territorio sono vergognosi. Ma una buona notizia c’è, per la Regione Veneto il campo da Baseball in città esiste (LEGGI ARTICOLO), peccato che non ci siano degli spogliatoi funzionanti e non sia omologato, ma sono solo dettagli.


Rovigo - Polesine ultimo, città capoluogo con impianti da Terzo Mondo. Si intitola “Lo Sport nel Veneto. Un’indagine a 360 gradi”, l’interessante studio, basato su dati rilevati dal Coni, dall’Istat e da studi europei di settore, svolto dal sistema statistico regionale in collaborazioni con le direzioni allo sport e alla prevenzione e sicurezza alimentare.

Un lavoro ben fatto, non c’è che dire. L’assessore regionale allo Sport Cristiano Corazzari deve esserne orgoglioso, peccato che i numeri per il Polesine, e Rovigo in particolare, siano inconfutabili. Un disastro rispetto alla altre province. Eccezion fatta per Belluno, che però ha dalla sua gli sport invernali e le piste da sci, Padova, Vicenza, Verona, Venezia, distanziano Rovigo di brutto.

In provincia di Rovigo, tanto per snocciolare qualche numero, ci sono 127 campi di calcio, Belluno ne conta 128, Venezia 275, Treviso 434, Vicenza 444, Padova 489, Verona 469. Stessa storia con valori più o meno identici con palestre e campi da tennis, ma la mazzata arriva sulla regina delle discipline. Piste di atletica leggera in provincia di Rovigo ben 3, nei dintorni di Belluno 17, lasciamo perdere le altre province perchè la faccenda diventa quasi umiliante. Perfino nelle bocce Rovigo paga dazio, 21 gli impianti presenti in Polesine, Belluno 109, Treviso 214 tanto per essere chiari sul divario. Ma non c’è bisogno di essere dei grandi statisti per rendersi conto del problema, basta fare un pieno di benzina, fare un po’ di visite a Castelfranco Veneto, Abano Terme, Vicenza, così tanto per capire che Rovigo è al palo. La chicca definitiva arriva sul rugby, la provincia che ha la squadra campione d’Italia può ‘vantare’  7 (sette) impianti, Treviso ben 27. Poi non meravigliamoci se siamo costretti a cercare atleti altrove.

Un lavoro che secondo l’assessore allo sport, Cristiano Corazzari, consente di effettuare un’analisi puntuale e comparata del panorama sportivo italiano e veneto. “Lo studio prende inoltre in esame alcuni progetti avviati nell’ambito della prevenzione sanitaria e del non profit – prosegue l’assessore –, considerando l’evoluzione dello sport e della sua rilevanza in termini economici in Europa, per chiudere con un passaggio di studio sulle strutture nella regione riservate allo sport che, sebbene datato, è comunque in grado di fornire significative indicazioni sul patrimonio impiantistico del territorio veneto”. In Europa lo sport è ricchezza con il 3,5% degli occupati e un volume d’affari di 65 miliardi di euro generato dalla vendita al dettaglio di articoli sportivi.

Il report offre quadro sufficientemente articolato del nostro mondo sportivo, dal numero dei praticanti, delle società e degli operatori sportivi, sino all’azione regionale a favore dell’impiantistica. Ma esamina anche il volontariato, una delle principali risorse dello sport italiano soprattutto nell’ambito della prevenzione sanitaria mediante l’attività sportiva, offrendo nel complesso rilevanti spunti per ulteriori considerazioni e successive analisi.

463.724 sono gli atleti tesserati nella nostra regione, secondi a livello nazionale, e 94.392 sono gli operatori sportivi, mentre le società sono 5 mila e 549 (siamo terzi in Italia).

“Il Veneto è una regione ad alta vocazione sportiva e il ‘fattore’ sport costituisce una componente importante della nostra società – sottolinea Corazzari nella sua presentazione –. Non a caso i nostri atleti entrano regolarmente nel medagliere delle Olimpiadi e i nostri campioni primeggiano nelle gare di tutte le discipline. La stessa conformazione del nostro stesso territorio si presta inoltre alla pratica di qualsiasi attività sportiva, favorendone in modo naturale lo svolgimento e la diffusione”. E Rovigo? Un disastro. La Regione Veneto sta operando degli interventi (vedi stadio di rugby a Rovigo LEGGI ARTICOLO), ma non sono sufficienti per colmare una lacuna, che vede la nostra provincia miseramente ultima. La chiamano cultura dello sport, ma in Polesine. e in città, ci si riempie la bocca senza investire neppure qualche euro per due lampadine bruciate. 

 

2 gennaio 2017
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