OMICIDIO BADIA POLESINE (ROVIGO) Dopo l'udienza di convalida, il giudice ha preso la propria decisione a carico di Giorgio Pasqualini, 68 anni, fermato il 1° dell'anno

Fermo non convalidato ma carcere per la tragedia di Capodanno

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Nel corso dell'udienza di convalida, mercoledì 4 gennaio, aveva scelto di non parlare. Il suo avvocato, però, Franco Capuzzo, aveva sostenuto, nel chiedere la non convalida del fermo e la scarcerazione, la tesi della legittime difesa (LEGGI ARTICOLO). Oggi, giovedì 5 gennaio, il giudice per le indagini preliminari Alessandra Martinelli ha preso la sua decisione: fermo non convalidato, ma comunque carcere per il 68enne



Badia Polesine (Ro) - Nessun colpo di scena, per ora, nell'omicidio di Lorenzo Ferracin, 45 anni, di Lendinara, ucciso la notte di Capodanno in un appartamento di via Finzi a Badia Polesine (LEGGI ARTICOLO), secondo le attuali ricostruzioni da Giorgio Pasqualini, 68 anni (LEGGI ARTICOLO), con un passato di cuoco. A marzo 2016, era finito in carcere (LEGGI ARTICOLO), per presunti episodi di spaccio al dettaglio di modici quantitativi di cocaina. Aveva limitato la pena a due anni e si trovava, attualmente, in regime di detenzione domiciliare. Pasqualini si trova in stato di fermo con l'ipotesi di reato di omicidio volontario. Avrebbe ucciso a con cinque coltellate Lorenzo Ferracin, 45 anni, che stava attraversando un periodo molto, molto difficile della sua vita. Ad agosto aveva dato vita a una manifestazione a Lendinara, chiedendo aiuto e spiegando che dopo lo sfratto viveva in strada (LEGGI ARTICOLO).  Era separato, ultimamente si spostava in bici, non avendo auto. La bici a tutt'oggi non sarebbe stata ritrovata

Pasqualini, nel corso dell'udienza di convalida, mercoledì 4 gennaio, non aveva risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari Alessandra Martinelli, dopo essere stato messo, nella serata del 1° dell'anno, in stato di fermo per l'ipotesi di reato di omicidio volontario ai danni di Lorenzo Ferracin, 45 anni, di Lendinara. Ma, nel corso della discussione del suo avvocato, Franco Capuzzo di Padova, che aveva chiesto la non convalida del fermo e la scarcerazione, erano emersi i contorni della linea difensiva: legittima difesa. Non si negherebbe, cioè, che sia stato il 68enne, che si trovava in regime di detenzione domiciliare per un procedimento penale per un piccolo giro di spaccio, a vibrare cinque coltellate a Ferracin.

Ma si sarebbe trattato per l'appunto di legittima difesa. Il 68enne, cioè, avrebbe reagito a una vera e propria aggressione, con giustificato timore per la propria vita. Secondo quelle che sarebbero le linee essenziali di questa impostazione, Ferracin sarebbe piombato a casa sua la notte di Capodanno e si sarebbe innescata una discussione. Forse per una richiesta di cocaina. Un piccolo quantitativo, infatti sarebbe stato trovato in casa di Pasqualini, comunque non in misura sufficiente a procedere nei suoi confronti.

Il 68enne sosterrebbe di essere stato aggredito, da una persona più giovane, alta e prestante di lui, di avere ingaggiato una colluttazione e che a un certo punto avrebbe fatto capolino anche una pistola giocattolo, in possesso del 45enne. In effetti sequestrata nell'abitazione dai carabinieri accorsi nelle prime battute.

A un primo esame esterno le coltellate sono cinque, al tronco. Al momento dell'ingresso in carcere, anche Pasqualini è stato sottoposto a un controllo, per verificare se sul suo corpo vi fossero tracce di colpi subiti. La difesa del 68enne ha domandato un accertamento più complesso della autopsia alla quale aveva pensato la Procura, disponendo un incidente probatorio che valuti anche la dinamica esatta dalla morte. Per capire, cioè, in che contesto siano state inferte quelle coltellate.

L'accusa, da parte sua, punta su quelle che sarebbero incongruenze tra il primo racconto reso dal fermato e alcune risultanze raccolte nel corso del sopralluogo, per quanto si debba tenere conto di come, secondo le attuali informazioni, non appaia da escludersi che il 68enne non fosse pienamente lucido in quel momento.

Secondo le sue prime dichiarazioni, non ci sarebbero state altre persone presenti ai fatti, al momento dell'omicidio. Dopo l'udienza di convalida, in carcere, il giudice Alessandra Martinelli si era riservata la decisione sulla convalida o meno del fermo a carico del 68enne. Si deve comunque tenere conto che l'uomo si trovava già al momento dell'omicidio.

Oggi, giovedì 5 gennaio, all'esito dell'udienza di convalida il giudice per le indagini preliminari Alessandra Martinelli ha deciso di non convalidare il fermo disposto dai carabinieri disponendo nel contempo la misura della custodia cautelare in carcere per Pasqualini.

5 gennaio 2017
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