OMICIDIO BADIA POLESINE (ROVIGO) E intanto lanciano un appello diretto ai possibili testimoni: si deve ricostruire l'ultima giornata di vittima e omicida

Gli investigatori non credono all'irruzione in casa

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Messo un punto fermo, con la custodia cautelare in carcere (LEGGI ARTICOLO) di Giorgio Pasqualini, 68 anni, fermato il 1° dell'anno con l'ipotesi di reato di omicidio volontario ai danni di Lorenzo Ferracin, 45 anni, di Lendinara, ora gli investigatori dei carabinieri di Rovigo stanno cercando di curare i dettagli dell'omicidio di Capodanno

Badia Polesine (Ro) - Non credono a una irruzione armata nella casa di via Finzi a Badia Polesine di Giorgio Pasqualini, 68 anni, di Badia Polesine - l'omicida - da parte di Lorenzo Ferracin, 45 anni, di Lendinara - la vittima - nelle prime ore del primo giorno dell'anno. Non credono che il 45enne, artigiano in grosse difficoltà economiche, abbia sfondato la porta sul ballatoio della casa di Pasqualini, sia entrato come una furia e abbia ingaggiato una colluttazione, armato pure di una pistola giocattolo, costringendo di fatto Pasqualini a una reazione violenta.

Concretizzatasi in sei fendenti - non cinque come pareva in un primo tempo - cinque delle quali al torso e uno alla gamba destra di Ferracin, difficile per ora dire quante e quali mortali. Molte cose non tornano secondo questa ricostruzione dei fatti. La sensazione degli investigatori è che Pasqualini, nel pur breve lasso di tempo che sarebbe intercorso tra omicidio e chiamata al 112, abbia cercato di addomesticare un po' la scena del crimine. Senza però riuscire a ingannare gli occhi esperti dei carabinieri.

Ferracin era, di fatto, senza nulla, quando ha fatto l'ingresso in quella casa. Senza documenti, senza chiavi di casa, senza cellulare, che dalla mattina del 31 lamentava con amici e conoscenti di avere perso, senza nulla che potesse identificarlo. Per quale motivo? Resta da capire. Come resta da capire come sia stata la sua ultima giornata, prima di entrare in quella casa. E' per questo che i carabinieri lanciano un appello: chi, il 31, avesse visto Ferracin, per favore si rivolga al comando provinciale, perché è importante ricostruire quelle ore.

Intanto, i militari guidati a livello provinciale dal colonnello Stefano Baldini, si godono la misura cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari che, dal loro punto di vista, è una conferma della bontà del lavoro svolto. Il tutto grazie, ha spiegato il comandante, a una perfetta sinergia tra i carabinieri di Rovigo e Arquà Polesine, della Compagnia di Rovigo, guidata dal luogotenente Domenico Maduri, intervenuti al momento dei fatti, e quelli del Nucleo investigativo, guidato dal capitano Nicola Di Gesare, col marseciallo Cortese e facente parte del Reparto operativo, del maggiore Francesco Dotto.

Sono stati gli uomini dell'Investigativo, come di prassi in questi casi, a prendere in mano gli accertamenti.
5 gennaio 2017
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