ELEZIONI PROVINCIA ROVIGO L'8 gennaio 2017 sono chiamati alle urne i consiglieri e i sindaci di 49 comuni per costituire il consiglio di Palazzo Celio

Si affilano i coltelli per il voto tra i politici

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L'8 gennaio 2017 ci sarà il voto per il consiglio della Provincia. Non saranno i cittadini a votare ma bensì i consiglieri comunali e i sindaci di 49 comuni del Polesine, Porto Viro essendo commissariata non potrà esprimere il proprio voto né presentare nomi tra le liste. Da una parte la lista trasversale in continuità con il presidente Marco Trombini, dall'altra quella costituita dal sindaco di Rovigo Massimo Bergamin (LEGGI ARTICOLO). Ecco gli umori che serpeggiano tra i candidati di entrambe le liste


Rovigo - Clima da "notte prima degli esami" nella lista di centrodestra promossa dal sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, serafica superiorità condita da forte ottimismo ed un pizzico di curiosità per il risultato dell'avversario in casa Pd, con la consapevolezza di poter vincere nuovamente il consiglio provinciale domenica 8 gennaio.

Le certezze sono poche: Forza Italia dilaniata si divide tra tutte e due le liste, i consiglieri leghisti di Rovigo sono numericamente in grado di eleggere da soli Michele Aretusini in consiglio provinciale, per la lista del sindaco Bergamin corrono sia l'assessore regionale Cristiano Corazzari che sembra stia dirottando voti su Laura Cestari di Ficarolo, così come Federico Simoni da Adria per Angela Zambelli, infine sembra essersi attivato anche Alessandro Duò, amministratore di Asm spa per la sua dipendente in Adigest Chiara Paganin di Rosolina.

Da sinistra Vinicio Piasentini, vicepresidente uscente dalla Provincia commenta: “Siamo ottimisti, le probabilità per la mia lista sono sempre larghe, sono gli altri che sono in difficoltà. Se devo fare una previsione, nella peggiore delle ipotesi, finirà 7 a 3 per noi”. Piasentini candidato con la lista promossa dal presidente in carica Marco Trombini, non ha molti dubbi sull’esito di queste elezioni. La sua lista, “Uniti per il Polesine”, racchiude 5 nomi di centro sinistra che, a suo dire, dovrebbero essere rieletti. “Se è vero che siamo espressioni di paesi più piccoli con quote minori, è anche vero che il nostro elettorato dovrà dividersi tra soli 5 candidati – continua Piasentini – mentre per il centro destra il discorso è più complesso visto che i nomi “votabili”, tra le due liste, sono ben 15. Direi che il loro elettorato sarà sicuramente disperso rispetto al nostro”.  Per quanto riguarda le previsioni sui nomi che verranno eletti nella lista avversaria, quella promossa dal sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, Piasentini dà per certa solo l’elezione di Michele Aretusini. “Credo che gli altri due nomi potrebbero essere quelli di Renato Borgato, comunque espressione del Comune di Rovigo, che ha un grosso peso nelle elezioni provinciali in termine di quote, e probabilmente Angela Zambelli, espressione del voto di Adria”.

A raffreddare l'ottimismo di Piasentini ci pensa Davide Diegoli da Occhiobello: “Io non sono convinto che vinceremo facile, prevedo piuttosto un 6 a 4 all’ultimo voto”, sono le parole dell’assessore Diegoli che tenta la rielezione in consiglio provinciale con la lista di Marco Trombini. “Se non mi rieleggono non mi fascio la testa ed in ogni caso non ne farò una malattia – continua Diegoli – la mia esperienza in consiglio provinciale è stata molto bella. Ho una grandissima stima del presidente che mi ha chiesto di ricandidarmi per continuare il percorso iniziato e proprio per questo ho accettato volentieri. Le mie previsioni comunque danno per certa la rielezione di Vinicio Piasentini, Giovanni Rossi, Claudio Bellan. Per gli altri non lo so. Molti nomi della mia lista hanno forti possibilità di diventare consiglieri provinciali, ma si vedrà solo all’ultimo quanti saranno. Non posso fare previsioni certe perché non ho idea di come si stiano muovendo gli altri. Vinceremo, ma non so con che margine”

Se per "gli altri" di Diegoli vi è certezza solo per Michele Aretusini, appoggiato dal gruppo consiliare della Lega Nord di Rovigo, si potrebbero contendere un posto di consigliere sia Renato Borgato, Nuovo Cdu, che Angela Zambelli, sindaco di Crespino di Forza Italia.

"La linea politica Conchi-Roana avvallata dal nostro coordinatore Bartolomeo Amidei è fallimentare - esordisce il sindaco Zambelli - una linea che non porta consenso. Lo si è visto alle ultime amministrative di Rovigo dove, grazie alla loro linea hanno perso tutti i rappresentanti di "peso" Andrea Bimbatti in primis, per festeggiare l'elezione di Bergamin forti di un 4% di risultato".

Forza Italia, ufficiale o ufficiosa, sembra comunque intenzionata a votare la lista di destra senza troppi proclami e per il bene voluto al partito, sembra infatti che Zambelli possa contare su circa 4.500 punti di consenso provinciale e, se così fosse, potrebbe significare che il coordinatore Amidei dovrà risolvere il bisticcio innescato con Simoni al più presto. Sull'argomento Simoni non usa mezzi termini: "Adria è il comune del Polesine dove Forza Italia ha fatto il miglior risultato superando il 10%. Con Amidei mi sono sentito fino al venerdì precedente la consegna delle liste quindi è chiaro che fino ad allora non c'era alcun accordo suo con il Pd per candidare Valeria Toso, consigliere di minoranza con pochissime preferenze di San Martino di Venezze, comune di Piasentini, nella lista di Trombini. Bartolomeo ha trovato il modo di fare accordi con la sinistra, non ha mai risposto alle mie richieste in fase di costituzione della lista e mi ha dato appuntamento alla prossima settimana a piatti già lavati".
Sulla questione di quale sia la Forza Italia ufficiale e quale l'ufficiosa Simoni replica che "Non si può andare in giro per la Provincia a raccontare bugie, è chiaro che Amidei ha trovato il modo di avvicinarsi ai sindaci di centrodestra del blocco dei 35 contro Bergamin ed ha raggiunto l'intesa".

La Zambelli, fiduciosa di trovare posto in consiglio provinciale rivolge un invito agli amministratori forzisti "chiedo coraggio, per un voto che premi la coerenza di un sindaco come me che a testa alta ha fatto la scelta di provare a contrastare le sinistre piuttosto che mettersi d'accordo per paura del confronto".

Chiude il cerchio l'esperienza di Renato Borgato, 30 anni passati in provincia da dipendente e con vari incarichi politico amministrativi alle spalle: "confido nella forza dello scudo crociato - afferma sorridendo - chi mi conosce sa che sono alternativo alla sinistra da sempre, sono l'espressione del centro moderato che non fa inciuci con Pd, margherite, socialisti e minestroni vari". Gli slogan del Borgato pensiero in campagna elettorale per la provincia sono semplicissimi: "No inciuci, No pasticci con la sinistra, Si ad una politica seria di centro destra dove per la parola "centro" garantisco io in prima persona".
Borgato è consapevole che la Provincia sia tendenzialmente "rossa" di tradizione quindi non si aspetta una vittoria per la propria lista, ma una elezione sarebbe molto bene accetta. "Mi sono candidato pensando ai tre temi: ambiente, turismo e pesca. Non faccio parte di Forza Italia e non sono vittima, diversamente dagli azzurri, della deriva renziana che li ha spinti a far saltare Bitonci a Padova e li vorrebbe senza Bergamin a Rovigo. Se gli amici a cui ho chiesto un voto mi ascolteranno mi faranno un grande regalo, sentirmi giovane in mezzo a tanti ragazzi, e mi daranno modo di verificare con mano se il nostro presidente Marco Trombini abbia, o meno, falsato la propria identità politica".
Da buon democristiano Borgato chiude ricordando che se perdesse 6 a 4 sarebbe una incredibile vittoria.
6 gennaio 2017
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