TRASPORTO PUBBLICO PROVINCIA DI ROVIGO Sono in fase di studio il bando e la gara europea per l'affidamento del servizio urbano ed extraurbano. Tante le aziende interessate

In ballo il futuro di ambiente, lavoratori, cittadini

Marco Trombini e Luigi Paulon
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Nove anni. Tanto dura l’affidamento del servizio pubblico urbano ed extraurbano della Provincia e il cui vincitore sarà una delle imprese che parteciperà al bando europeo di cui la Provincia si sta occupando. Un lasso di tempo di questo genere è necessario se si vuole consentire all’azienda beneficiaria di ammortizzare l’investimento nei bus. Un lasso di tempo in cui è possibile rivoluzionare la mobilità cittadina e allo stesso tempo combattere gli sforamenti dei livelli di polveri sottili, che a Rovigo costituiscono un grosso problema (LEGGI ARTICOLO). Per questo serve un impegno deciso della politica che in questi giorni sta progettando i trasporti per i prossimi 9 anni. Altro aspetto sul quale lavorare sarà l'ottimizzazione della compatibilità tra orari dei bus e dei treni (LEGGI ARTICOLO)


 

Rovigo – Il rapporto annuale di Legambiente individua Rovigo come una delle città più inquinate d’Italia. Per la precisione, si colloca al 29esimo posto tra le 32 città che hanno registrato il maggior numero di sforamenti al numero massimo di giornate in cui è ammesso il superamento della soglia di attenzione di concentrazione di polveri sottili, ossia 35 giornate l'anno.

Una situazione nel creare il quale contribuiscono vari fattori. Insomma l’inquinamento è oramai un problema strutturale che va risolto con soluzioni strutturali. Per questo il progetto del trasporto pubblico urbano ed extraurbano in fase di definizione in Provincia potrebbe rappresentare (è proprio il caso di dirlo) ossigeno per i nostri polmoni.

Da mesi i tecnici di Palazzo Celio si stanno occupando del procedimento che porterà poi alla predisposizione di un bando europeo, di una gara e del successivo affidamento del trasporto a una nuova azienda. Nuova si fa per dire perché in realtà a risultare vincitrice potrebbe essere Busitalia Veneto (sembra infatti scontato un suo interesse), ossia la società partecipata da Ferrovie dello Stato che già oggi opera nella nostra Provincia.

Regista dell’operazione che porterà a scegliere l’affidatario sarà proprio la Provincia, in collaborazione con il Comune di Rovigo. L’azienda vincitrice infatti non si occuperà solo di trasportare i viaggiatori, ma anche di gestire i bus del capoluogo e delle relative frazioni. Solo che bisogna fare presto. E non solo perché Busitalia opera in un regime di proroga da più di un anno e non sono più possibili ulteriori rinnovi del contratto, quanto perché i dati parlano chiaro: le polveri sottili vanno abbattute, ne va della salute dei cittadini.

“Dobbiamo creare una mobilità diversa, verificando quali sono le corse utili e eliminando quelle che non lo sono – sostiene Luigi Paulon, assessore rodigino ai Trasporti – Tenteremo di potenziare il trasporto pubblico ma il suo utilizzo dipende anche dagli utenti stessi”. E’ un assist incredibile quello a disposizione di Paulon e della classe dirigente rodigina di questo periodo: stanno progettando i trasporti della città per i prossimi 9 anni (a tanto ammonta la durata dell’affidamento).

Ecco perché tutte le opportunità e tutte le istanze dei cittadini vanno valutate, comprese le necessità dei pendolari che si spostano quotidianamente in direzione Venezia e in direzione Bologna. Possibile che siano sostanzialmente inesistenti le coincidenze tra i bus e i treni, entrambi gestiti da società controllate da Ferrovie dello Stato? 

Possibile che non si possa partire anche da qui per ridurre le pm10 in città? Una promessa la strappiamo a Paulon: “Ci impegneremo perché le coincidenze ci siano – continua l’assessore – Un’altra soluzione potrebbero essere i pulmini a chiamata”. Sia chiaro, senza pestare i piedi ai taxi e facendoli arrivare alle fermate di riferimento piuttosto che direttamente all’indirizzo del cittadino. Di sicuro gli interessati a fornire il servizio alla Provincia ci sono. “Si sono fatte avanti numerose aziende sia italiane che estere, di cui una francese che opera già in Italia” riferisce Marco Trombini, numero uno di Palazzo Celio

 

7 gennaio 2017




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