IL CASO A PORTO VIRO (ROVIGO) Non si trova l'accordo, il quadro è complicato. Se vince il Comune, rischia il fallimento la società di gestione, spiega l'ex sindaco Thomas Giacon

Fallita la mediazione, maxi causa per le piscine

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Un garbuglio nel quale entrambe le parti rischiano di farsi male, la questione delle piscine a Porto Viro (LEGGI ARTICOLO), che pare destinata a sfociare in una causa tra il Comune e la società di gestione


Porto Viro (Ro) - Non si è trovato l'accordo e alla fine si andrà in causa, tra Comune di Porto Viro e Sport Service, ossia la società coinvolta nel 2003 in un progetto di project financing per la realizzazione del Centro polifuzionale servizi nella Cittadella dello sport, che comprendeva - spiega l'ex sindaco Thomas Giacon - la piscina ma non solo. Una spesa per 3.500.000, per un valore stimato del costo dei servizi di gestione, assegnati dal meccanismo del project financing al privato, per i primi 10 anni di 6.500.000 euro. Società inizialmente formata da Società Globus Scarl (80%), Adria Nuoto (10%) e Comune di Porto Viro (10%), con la successiva uscita di quest'ultimo, con cessione delle quote ad Adria Nuoto.

A innescare la causa, le rivendicazioni della Sport Service, che ritiene di avanzare una somma nell'ordine dei 320mila euro circa nei confronti del Comune. Ma anche quest'ultimo, nel periodo della gestione dell'ex sindaco Thomas Giacon, che aveva preso in mano la cosa, ritiene di avanzare una discreta somma, nettamente superiore a quella per la quale è stato chiamato in causa.

In primo luogo per la fornitura di gas, per la quale il Municipio ritiene di avanzare una somma quantificata tra il 2005 e il 2013 in circa 412mila euro e che a oggi avrebbe raggiunto i circa 600mila euro, nonostante non sia mai stata messa a bilancio. Una circostanza, questa, che rende ancora più difficile, ora, trovare un accordo. Questo perché - sempre secondo la ricostruzione del Comune - Sport Service avrebbe invece messo a bilancio i propri crediti.

A complicare ulteriormente il quadro, il costo dei corsi di nuoto per le scuole superiori, che secondo la ricostruzione dell'ex sindaco Thomas Giacon non sarebbero stati riconosciuti da alcune delle amministrazioni precedenti.

E infine, a ingarbugliare ancora di più la vicenda, la questione della Club House progettata come "ciliegina sulla torta" degli impianti. "Quando io ho avviato i lavori di ultimazione della club house - ricorda l'ex sindaco Thomas Giacon - in fase di denuncia catastale gli uffici si sono accorti che l’immobile è stato costruito su altre proprietà (costo 500.000 euro circa) e che il Comune per ultimare la pratica deve acquisire l’area".

Una situazione, questa, secondo Giacon paradossale, dal momento che il Comune si trova nella situazione di "dover pagare un terreno che in realtà è già suo in quanto con il progetto di finanza i costruttori hanno realizzato la piscina su terreno comunale, poi dato in leasing, ma che alle fine dei 25 anni ritorna al Comune".

"Oggi - è la conclusione - la situazione è molto articolata perché Sport Service chiede al Comune 327mila euro euro senza considerare il gas, il Comune non chiede soldi, ma di tirare una linea e ripartire da zero. Questo però comporterebbe il fallimento della società Sport Service in quanto troppo indebitata".

"Con il mio mandato avevamo iniziato una transazione bonaria che oggi si è conclusa con la mediazione in Camera commercio fallita e l’avvio imminente di un processo civile".

 

9 gennaio 2017




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