SENZATETTO ROVIGO Mentre l’asilo notturno comunale deve ancora riaprire i battenti, molti senza fissa dimora cercano riparo in ospedale o nelle case abbandonate. Le associazioni fanno del loro meglio per trovare un riparo a tutti, ma qualcuno preferisce n

Homeless e sfrattati, impossibile sapere quanti sono in città

Sagra della rana 02 - 21agosto - 03 settembre 2017

Anche le strade della nostra città ospitano molti senza tetto. Ad occuparsi di loro sono le associazioni del territorio che in questi giorni stanno allertando le istituzioni sull’emergenza dei senza fissa dimora, una emergenza legata al freddo. Purtroppo, al di là della mancanza di strutture pubbliche (l’asilo notturno del Comune è ancora chiuso, ma l’assessore promette che riaprirà nei prossimi giorni), molti senza tetto non si rivolgono neppure alle associazioni e cercano riparo in case abbandonate o al pronto soccorso dell’ospedale, cercando di non farsi notare. Ma la situazione, con il freddo, diventa una vera e propria emergenza



Rovigo – Vivono nell’ombra, dormono in case abbandonate o cercano, soprattutto d’inverno, un posticino al caldo nascosti tra le sale d’aspetto dell’ospedale. Sono molti i senza tetto che vivono tra le strade della nostra città e, in questi giorni di gelo, sale la preoccupazione per le loro condizioni, soprattutto di notte. Nonostante l’asilo notturno del Comune di Rovigo sia chiuso da mesi esistono associazioni che si occupano di tutte le persone, durante tutto l’anno, che non hanno un tetto sopra la testa oppure ce l’hanno, ma vivono senza riscaldamento. Ad occuparsi di queste persone sono la Caritas Diocesana e l’associazione Arcisolidarietà, che mettono a disposizione docce, centri diurni, mense e anche un asilo notturno con 8 posti letto, due dei quali riservati alle donne. L’asilo notturno Arcobaleno, di via Monti, è gestito da Arcisolidarietà, con il filtro del centro d’ascolto della Caritas, che segnala all’associazione le persone che si rivolgono a loro ed hanno bisogno di un tetto sotto il quale dormire. 

Ma fare un censimento dei senza tetto risulta impossibile: qualche numero le associazioni ce l’hanno, ma sono variabili e non comprendono quasi mai i senza fissa dimora che, per scelta, non vogliono alloggiare negli asili notturni o frequentare le strutture delle associazioni preferendo restare nell’anonimato e nell’autonomia. Anche se, con questo freddo, è un’impresa arrangiarsi durante la notte. 

A rivolgersi periodicamente alla Caritas sono circa una quindicina di persone che chiedono di fare una doccia calda. Persone che non hanno una casa, ma anche persone che non hanno più le utenze allacciate e vivono al freddo, una situazione aumentata con la crisi che ha lasciato sul lastrico molte famiglie che non riescono più a sostenere i costi delle bollette. Ma tra questi, non è chiaro quanti siano i senza tetto che girano per le strade della città. “Molti, lo sappiamo, vanno a dormire in ospedale – spiega Donata Tamburin, di Arcisolidarietà – per trovare un po’ di calore durante la notte. Entrano prima che l’ospedale chiuda le porte e si nascondono in qualche angolo. D’estate, invece, dormono nelle case abbandonate nel territorio comunale. Non abbiamo molti posti a disposizione nell’asilo notturno, sono 8 ma sono quasi sempre occupati. E senza l’asilo notturno del Comune, è difficile dare accoglienza a tutti. Ma parliamo soprattutto di sfrattati o di persone che non hanno il riscaldamento casa perché, in ogni caso, i senza tetto non si rivolgono a noi perché preferiscono non essere “schedati”, cosa che noi facciamo per tutti gli ospiti”. 

“La nostra preoccupazione non riguarda solo questi giorni di freddo, ma tutto l’anno – spiega Mauro Rossin, della Caritas – ma è chiaro che con questo gelo la preoccupazione aumenta. Il nostro compito non è solo aiutarli personalmente, ma cercare di stimolare la società e le istituzioni a fare qualcosa, promuovendo la cultura della solidarietà”.

L’assessore ai servizi sociali del Comune di Rovigo, Luigi Paulon, promette che nei prossimi giorni riaprirà l’asilo notturno con 8 posti a disposizioni, colazione e doccia. Qualche posto al caldo in più in questi giorni in cui la colonnina del termostato è scesa sotto lo zero. Sperando che apra il prima possibile. Probabile, però, che quei posti non attireranno al caldo quei senza fissa dimora, che continueranno a preferire l’anonimato ed un riparo improvvisato, che li manterrà ancora nascosti nell’ombra.

10 gennaio 2017
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