TRASPORTO PUBBLICO ROVIGO Un bando della durata di nove anni e da 10 milioni di euro bloccato da oltre un anno. La Provincia: "Tutta colpa del Comune, non dice cosa vuole"

Quando l'inefficienza blocca il futuro di tutti

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Il Polesine aspetta da due anni che sia individuato un nuovo gestore del servizio di trasporto pubblico urbano ed extraurbano, ma sembra che la soluzione sia lontana. Ancora, infatti, deve essere predisposto il bando europeo a cui seguirà la gara e l’affidamento per i prossimi 9 anni per un valore di 10 milioni di euro, interamente coperti dalla Regione Veneto. Ma la presunta lentezza del Comune di Rovigo sembrerebbe mettere i bastoni tra le ruote al procedimento coordinato da Palazzo Celio 

Leggi articolo con le dichiarazioni dell’assessore ai trasporti del comune di Rovigo Luigi Paulon 


 

Rovigo – “La colpa del ritardo è del comune di Rovigo”. Roberto Todaro, capo del servizio Trasporti della Provincia non ha dubbi e punta il dito contro chi, a suo dire, starebbe rallentando la gara europea sulla gestione del trasporto pubblico urbano ed extraurbano dell’intero Polesine. “Stiamo lavorando da due anni alla predisposizione del bando ma non posso sbilanciarmi sulle tempistiche” continua Todaro, il regista dell’operazione che porterà a scegliere l’affidatario della gestione della mobilità provinciale per i prossimi 9 anni. Ma andiamo con ordine e facciamo un passo indietro per capire meglio la vicenda. 

E’ l’inizio del 2015 e la provincia di Rovigo è stazione unica appaltante, ossia si occupa di organizzare bandi e gare a livello provinciale per una serie di servizi. Tra questi c’è anche il trasporto pubblico di tutto il territorio polesano che necessita di passare da cinque gestori (Busitalia Veneto, Garbellini e altre tre imprese di dimensioni minori) ad un solo. Si tratta di una procedura lunga e articolata che va organizzata e coordinata dai tecnici di Palazzo Celio, tecnici che si mettono subito il lavoro e iniziano a dialogare con Claudio Ventrice, l’allora commissario prefettizio salito a Palazzo Nodari dopo la caduta, pochi mesi prima, del sindaco Bruno Piva.

Ventrice è figura competente ma pur sempre un tecnico, così quando la Provincia chiede di iniziare insieme al Comune di Rovigo il percorso che porterà alla costruzione del bando e della gara e alla progettazione della nuova mobilità rodigina, si sfila: spetta alla politica fare le scelte per il futuro della città dei prossimi 9 anni, durata totale dell’affidamento. Palazzo Celio decide di attendere pazientemente l’elezione del nuovo primo cittadino.

14 giugno 2015, Bergamin è sindaco. A quel punto Todaro inizia a lavorare con l’assessore ai Trasporti, l’assessore Michele Brusaferro e il dirigente Michele Cavallaro. Sembrano esserci dei punti d’intesa ma poi, nel 2016, Brusaferro salta e l’interlocutore diventa Luigi Paulon, nuovo numero uno dei trasporti di Rovigo. “Ci siamo incontrati una sola volta e non ha mai risposto per iscritto alle mie richieste riguardo le specifiche del Comune. Ad oggi le volontà di Rovigo non sono ancora state formalizzate” continua Todaro che poi ci spiega in cosa consisterebbero le specifiche, definendole come “i dettagli del servizio, ad esempio orari, fermate, rete”.

Insomma la Provincia per poter pensare alla nuova mobilità polesana non può fare a meno di comprendere le esigenze e le richieste del capoluogo, anche perchè il bando viene costruito solo una volta che siano definiti questi dettagli. In sostanza si tratta di pensare a come dovrà cambiare la mobilità a Rovigo nei prossimi 9, serve lungimiranza e vanno fatte delle scelte.

In questi due anni i tecnici di Palazzo Celio non si sono persi d’animo e hanno dapprima pubblicato sulla Gazzetta Europea l’avviso di pre-informazione della gara, con cui hanno data la visibilità dell’avvio delle procedure, per poi avviare, lo scorso 12 dicembre, una consultazione pubblica a cui hanno partecipato le aziende interessate.

"Abbiamo illustrato a consulenti mandatari di alcune imprese italiane e estere, di cui una francese, i criteri con cui costruiremo il bando. E’ probabile che dietro a questi soggetti ci siano più aziende intenzionate a costituire associazione temporanee d’impresa” spiega Todaro. Più di così però Palazzo Celio non può fare. Per fare passi avanti servono al più presto le specifiche del Comune di Rovigo, anche perché Busitalia opera in regime di proroga da ben 24 mesi, ossia dal 2015. Siamo nel 2017 e perfino la proroga è scaduta.

"Ho qui sul mio tavolo un decreto pronto per la firma del presidente Marco Trombini che in gergo si chiama ‘proroga tecnica’, ma sì, potremmo definirla una proroga delle proroga – continua Todaro- Se fosse per noi avremmo già concluso la procedura ma allo stato attuale non sono in grado di dare nessuna certezza sulle tempistiche”.

E’ ammissibile un ritardo del genere in una città che sta soffocando nello smog e che potrebbe, con un servizio di trasporto pubblico sapientemente studiato, tornare a respirare? “I trasporti di Rovigo non sono più adeguati, per le strade girano dei carrozzoni vuoti perché si basano su orari di trent’anni fa. Il servizio va ripensato e vanno adottate metodologie alternative come i servizi a chiamata, molto utilizzati nei centri della stessa dimensione di Rovigo. Si tratta di autobus che seguono percorsi fissi e ordinari che possono essere prenotati dagli utenti e hanno flessibilità oraria” conclude.

Anita Cezza

 

 

 

 

10 gennaio 2017
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