PERSONALE COMUNE ROVIGO I Nel prossimo consiglio sarà affrontato il tema del salario accessorio con due testi all'apparenza simili, ma in realtà "contrapposti". I sindacati annunciano ancora una volta battaglia

Due mozioni sui dipendenti, ma una li farà arrabbiare ancora di più

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Dopo il mancato brindisi dei dipendenti col sindaco (LEGGI ARTICOLO) ecco che durante il prossimo consiglio comunale, previsto in doppia convocazione il 26 e 27 gennaio, saranno presentate due mozioni sull’argomento “salario accessorio dei dipendenti”. La prima, con l’approvazione dei sindacati, dà mandato alla giunta di procedere con l’atto deliberativo richiesto dal Mef entro la fine del mese, mentre la seconda resta sul vago. Probabilmente passerà la seconda, ma non senza creare problemi. I sindacati, infatti, sul piede di guerra, promettono azioni forti qualora passi questa seconda mozione, proposta dai capigruppo della maggioranza. Il caso riguarda ancora una volta la questione del salario accessorio bloccato da anni, problema per il quale personale dipendente e sindacati chiedono da tempo di trovare una soluzione (LEGGI ARTICOLO). La questione tra l’altro tiene in ballo il bilancio di previsione del Comune, già piuttosto in difficoltà (LEGGI ARTICOLO)


 

Rovigo - “Se passa in consiglio comunale la mozione dei capigruppo di maggioranza ci sentiremo davvero presi in giro”. Paolo Zanini, sindacalista della Cgil – che da tempo insieme alle altre sigle sindacali e alla Rsu sostiene la causa del personale dipendente del Comune di Rovigo, il cui fondo per la produttività è bloccato da anni – commenta la mozione che sarà presentata il prossimo consiglio comunale del 26 e 27 gennaio dai capigruppo di maggioranza.

In verità le mozioni sono due, e saranno presentate lo stesso giorno, una dopo l’altra, e sebbene trattino lo stesso argomento, secondo il sindacalista sono in verità contrapposte. La prima è stata scritta dopo un incontro tra sindacati e capigruppo, incontro che i capigruppo di maggioranza avevano disertato. Questa mozione (che chiameremo mozione uno) porta la firma di Luca Paron, Paolo Avezzù e Carmelo Sergi (Obiettivo Rovigo), Mattia Moretto, Nello Chendi, Nadia Romeo (Pd) e Antonio Rossini (Lista Tosi). La mozione dei capigruppo di maggioranza (che chiameremo mozione due) invece porta la firma di Stefano Raule, Alba Maria Rosito, Vani Patrese e Andrea Denti capigruppo rispettivamente di Lega Nord, Presenza Cristiana, Forza Italia e Gruppo misto.

La questione affrontata è sempre la stessa, in entrambe le delibere. Ma cambiano sostanzialmente le “conclusioni”. Vediamo quindi quale sia la questione.

Una ispezione del ministero Economia e finanza aveva tirato le orecchie al Comune sulle somme erogate del fondo di produttività, che secondo il Mef, tra il 2007 ed il 2012, erano eccedenti di circa 1 milione e 250mila euro, soldi che il Comune dovrebbe restituire al Ministero. Così Palazzo Nodari ha bloccato il fondo di produttività dei dipendenti non erogando più alcuna cifra ai lavoratori “semplici”, oltre stipendio. Così da stanziare gradualmente la somma da restituire a Roma. A questo punto la questione centrale diventa quanto restituire esattamente. I conti del Comune parlano di una cifra di 250mila euro, più bassa quindi di quella tirata in ballo dall'ispezione: circa 1.250.000 euro. Palazzo Nodari aveva quindi inoltrato un quesito al Mef, domandando quali delle due valutazioni fosse quella giusta. Ovviamente, si sperava quella inferiore. Così non è stato. Così che il Comune si trova ora con due valutazioni differenti e con i termini entro cui procedere alla restituzione in scadenza. Che sia l’una o l’altra la strada che il Comune deciderà di seguire – anche se la differenza di 1 milione di euro non può certo essere sottovalutata – il personale attende due risposte chiare: come restituire quei soldi al Mef e quando, per sbloccare finalmente il fondo. Per questo i sindacati avevano coinvolto i consiglieri comunali per fare in modo che la parte politica di Palazzo Nodari desse finalmente una direzione alla parte amministrativa o, quanto meno, chiedesse di trovare rapidamente una soluzione, visto che le sollecitazioni di personale e sindacati non erano andate a buon fine.

“La mozione uno è liberamente ispirata alla bozza che avevamo fatto insieme – spiega Zanini – un po’ alleggerita ma finalmente potrebbe indirizzare la giunta e i dirigenti a prendere una decisione chiara. Si parla di tempi di risoluzione della questione, “possibilmente entro fine gennaio”, e di modi, “privilegiare la ricostruzione dei fondi del Comune”, ovvero i 250mila euro. La mozione due invece è la solita perdita di tempo, ricalca esattamente le parole che la giunta e i dirigenti competenti ci dicono da mesi, anni. Non porterà a niente. Se passa questa mozione in consiglio la politica dimostrerà ancora una volta una incapacità assoluta di prendere decisioniSe passa la mozione due valuteremo azioni più forti di quelle fatte fino a questo momento perché i dipendenti si sentono presi in giro. Siamo stufi di restare in questa palude, servono risposte”.

Le due mozioni saranno presentate in consiglio comunale il 26 e 27 gennaio, una dopo l’altra. Ed è abbastanza chiaro che, salvo colpi di scena, passerà proprio la mozione due, che probabilmente scatenerà le ire dei dipendenti. Qualche consigliere, che non ha firmato nessuna delle due mozioni, avanza dei dubbi sul fatto che debba essere il consiglio a prendere una decisione su una questione così importante. Non sarebbe comunque una decisione, ma un indirizzo. Che ha comunque il suo peso. “Prima di decidere cosa votare credo che per un argomento così complesso come il fondo salario accessorio dei dipendenti debba esserci un momento dedicato in consiglio comunale – commenta Silvia Menon, consigliere di minoranza dell’omonima lista civica – In particolare io desidererei che Daniela Scipioni, la funzionaria che se ne è sempre occupata (almeno da quando sono io in consiglio), assieme alla dirigente, venisse a spiegarci bene come è stato creato, come è stato distribuito e come è cambiato il fondo negli anni. Approfondiamo bene tutta la vicenda dell’ispezione del Mef. È opportuno che sappiamo con chiarezza a che punto siamo. I consiglieri devono avere il tempo di fare tutte le domande del caso, per capire bene. E poi eventualmente votiamo le mozioni”.

 

11 gennaio 2017




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