DEGRADO EX OSPEDALE MADDALENA ROVIGO Attacco del Pd, con Tosca Malagugini e Nadia Romeo: "Il progetto di recupero della Commenda finisce al 112esimo posto sui 120 presentati. Sarà tra gli ultimi a venire finanziati. E anche sul fronte mobilità pochi sorri

Il finanziamento della riqualificazione agli ultimi posti, “amministrazione incapace"

Nadia Romeo e Tosca Malagugini
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Pareva fossero destinati ad arrivare entro il 2017 (LEGGI ARTICOLO), ma ora si scopre che arriveranno - forse - solo nel 2018, i 18 milioni necessari per il recupero dell'ex ospedale Maddalena e di parte del quartiere Commenda. Colpa, secondo Tosca Malagugini, segretaria del Pd provinciale, e Nadia Romeo, capogruppo del Pd in consiglio comunale, di un progetto classificatosi in fondo alla graduatoria nazionale dalla quale dipendono i finanziamenti


Rovigo - "Sul bando nazionale per la riqualificazione delle periferie Rovigo si è piazzata 112esima in graduatoria su 120 progetti presentati, ottenendo solo 25 punti su 100". Non propriamente un posizionamento da capolista, ma neppure da inseguitrice di primo piano, quello del quale parlano Tosca Malagugini, segretaria del Pd provinciale, e Nadia Romeo, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Rovigo, tornando sulla questione dei 18 milioni che dovrebbero arrivare in città per la riqualificazione non solo dell'ex ospedale Maddalena, ma anche di parte del quartiere Commenda.

Soldi che in teoria dovrebbero arrivare, anche se non è chiaro quando, proprio alla luce del bassissimo posizionamento in graduatoria del progetto presentato. "Il governo finanzierà comunque tutti i progetti, ma noi arriveremo a ricevere le risorse per ultimi, forse nel 2018 - dicono - Infatti nel bilancio dello Stato per ora ci sono solo i 500 milioni di euro iniziali stanziati dal governo Renzi, che permetteranno di finanziare i primi 24 progetti in graduatoria. Rovigo dovrà attendere, per colpa dell'incapacità del sindaco Bergamin e della sua amministrazione nel presentare un progetto di qualità".

E i guai per la città non finiscono qui, dal momento che, sostengono i due esponenti del Pd, anche sul fronte servizi le classifiche continuano a non arridere al capoluogo. "Anche nel settore dei trasporti pubblici, Rovigo è all'ultimo posto, nell'ambito di un'indagine della Regione Veneto. Solo il 9,9% dei rodigini utilizzano infatti i mezzi pubblici (ultimi fra i capoluoghi veneti), le piste ciclabili si estendono per 16,3 km/ogni 100 kmq di superficie comunale (penultimi, davanti a Belluno; Padova prima con 180 km), i parcheggi sono insufficienti, 28,4 posti auto/ogni mille vetture circolanti (solo a Padova è più difficile trovare un parcheggio, ma la città euganea ha come scusante il fatto di avere il maggior numero di parcheggi di scambio di tutta la regione), Rovigo poi risulta essere l'unico capoluogo sprovvisto di semafori 'intelligenti', cioè controllati da un elaboratore centralizzato, regolato sul traffico". 

"Una serie di fattori che, sommati assieme, si riflettono negativamente sulla qualità dell'aria che i cittadini respirano nel centro città. Rovigo, quindi, su troppi fronti paga il vuoto amministrativo procurato dalle negative esperienze di governo del centrodestra degli ultimi 6 anni, prima con la giunta Piva, adesso con quella guidata da Bergamin, attento soltanto alle comparse televisive sul tema dei profughi. Urge una svolta per la nostra città; non possiamo restare gli ultimi della classe su tutti i fronti amministrativi che incidono sulla qualità della vita dei rodigini".

 

11 gennaio 2017
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