CACCIA ROVIGO In campo il gruppo regionale del Pd, guidato dal consigliere di Rovigo Graziano Azzalin: "Una legge inutile che vuole essere solo una bandiera"

"Inutile multare chi vuole ostacolare i cacciatori"

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Continua a sollevare polemiche il progetto di legge 182 presentato in consiglio regionale, che prevede multe pesanti per coloro che dovessero incorrere nel cosiddetto "disturbo venatorio". Sulla stessa linea si era schierata nei giorni scorsi anche la consigliera Patrizia Bartelle, pure lei polesana, di Corbola (LEGGI ARTICOLO)



Rovigo - Davvero non piace granché, il progetto di legge regionale numero 182, ossia quello che dovrebbe introdurre le sanzioni per quanti disturbano l'attività dei cacciatori, con possibilità di sanzioni sino all'ammontare di 3600 euro. Una pensata che era stata aspramente criticata dal consigliere regionale 5 Stelle Patrizia Bartelle e che non piace neppure al gruppo regionale del Pd, che interviene guidato dal consigliere regionale di Rovigo Graziano Azzalin.

“È soltanto un’inutile legge bandiera - attacca Azzalin - Mi auguro che quando torneremo a parlare di caccia, quest’aula lo faccia con meno noia perché non è serio affrontare così delle questioni che dovrebbero essere serie. A partire dal Piano faunistico-venatorio”.

“In queste norme che abbiamo approvato non c’è ragionevolezza, probabilmente ci saranno anche contenziosi. Di sicuro non abbiamo fatto un servizio a tutela del mondo venatorio: le leggi ci sono già, i cacciatori non hanno bisogno di questi inasprimenti. Da parte nostra abbiamo dimostrato di essere aperti alla discussione e non accetteremo nessun provvedimento a scatola chiusa sul Piano faunistico venatorio: abbiamo saputo adesso dall’assessore Pan con la solita vaghezza che ci sarà l’ennesima proroga. Aspettavamo un sussulto da parte della Lega, che si schierasse con il territorio: una fiducia invece mal riposta, da loro non c’è stato nessun sussulto d’orgoglio”.

“Una legge inutile e sbagliata che va a sanzionare chi potrebbe impedire l’attività venatoria - attacca poi la nota di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e Cristina Guarda della lista Amp - Non sono certo queste le emergenze dei veneti ed è assurdo che ancora una volta l’aula debba essere ostaggio del consigliere Berlato”. 

“C’è già il codice penale per punire comportamenti estremi, che in Veneto non si sono mai verificati come testimonia la mail-autogol del consigliere Berlato, mentre qua si vuole approvare un provvedimento che va a colpire in maniera pesante un elenco lunghissimo di soggetti, per favorire una piccola lobby i cui interessi vengono portati a valore assoluto. Abbiamo presentato numerosi emendamenti per tutelare i proprietari terreni, chi svolge attività ricreative o sportive all’aperto e anche le stesse guardie venatorie, messe a rischio da un provvedimento sbagliato, pericoloso e probabilmente illegittimo".

"Non dimentichiamo che c’è già una sentenza, la  6309 del 10 maggio 2005, del Tribunale di Milano, che ha annullato le sanzioni comminate sulla base di una Legge simile della Lombardia, facendo prevalere il diritto di riunirsi in maniera pacifica e manifestare liberamente il proprio pensiero, garantito dagli articoli 21 e 17 della Costituzione”.

11 gennaio 2017
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