CONSIGLIO COMUNALE ADRIA (ROVIGO) Durissima la analisi di Omar Barbierato di Impegno Comune, dopo la defezione di martedì 10 gennaio. Attaccano anche Sandro Gino Spinello (Pd) e Cristina Caniato (5 Stelle)

"Sono fuggiti: per noi non c'è più una maggioranza"

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Non è piaciuto a nessuno vedere il consiglio comunale di Adria disertato nella serata di martedì 10 gennaio dalla maggioranza, che ha fatto venire meno il numero legale (LEGGI ARTICOLO). Uno strascico dei malumori suscitati dal mancato rispetto degli accordi elettorali in vista delle provinciali di domenica 8 gennaio (LEGGI ARTICOLO). Ora attesa per quanto accadrà nella serata di mercoledì 11 gennaio, quando riprenderà il consiglio comunale



Adria (Ro) - "Secondo noi il dato oggettivo è che la maggioranza eletta democraticamente dai cittadini adriesi non esiste più". E' una analisi spietata ma chiara, quella di Omar Barbierato, capogruppo del gruppo consiliare Impegno per il Bene Comune, forza di opposizione ad Adria, che analizza il rinvio del consiglio comunale di Adria di martedì 10 gennaio, quando la maggioranza a sostegno del sindaco Massimo Barbujani ha scelto di fare mancare il numero legale.

"Se la maggioranza avesse avuto il coraggio di venire in aula avrebbe avuto un voto negativo al Dup (Ossia il documento unico di programmazione, atto di indirizzo dell'azione amministrativa della giunta per il suo mandato, quindi un documento molto importante, ndr). Sarebbe stata di fatto una sfiducia al sindaco e alla sua amministrazione da parte del consiglio. Magari una sfiducia non effettiva, ma nei fatti". Secondo le indiscrezioni circolate ad Adria, infatti, almeno tre consiglieri di maggioranza avrebbero dato voto negativo, un altro non avrebbe partecipato al voto, dopo comunque una dichiarazione di contrarietà.

Una reazione alla segnalazione di un mancato rispetto degli accordi elettorali stretti in vista delle elezioni provinciali che domenica 8 gennaio hanno chiamato alle urne 594 tra consiglieri comunali e sindaci di 49 Comuni del Polesine. Secondo l'analisi di parte della maggioranza, non sarebbe stato rispettato il patto che aveva impegnato tutti i consiglieri di Adria che sostengono il sindaco Massimo Barbujani a votare per il candidato di Adria Daniele Ceccarello, al quale però sarebbero arrivati solo 6 degli 11 voti promessi. La venuta meno del numero legale ha reso impossibile la votazione del Dup e una situazione potenzialmente imbarazzante per la maggioranza, con rinvio del consiglio alla serata di oggi, mercoledì 11 gennaio.

"In queste 24 ore non so se le cose siano cambiate - dice ancora Barbierato - Non so se promesse e accordi porteranno ad un altro finale, ma il fatto oggettivo è questo: maggioranza e sindaco sono fuggiti di fronte alle loro responsabilità. Fa più male che questa rottura nella maggioranza non sia avvenuta su argomenti fondamentali come l'accorpamento delle Ulss, il taglio dei servizi sociosanitari, la situazione della nostra casa di riposo, il lavoro, ma su accordi politici non mantenuti alle elezioni provinciali. In pratica, il mandato elettorale è stato calpestato per questioni di poltrone".

Durissimo anche Sandro Gino Spinello, ex sindaco, ex assessore, esponente del Pd. "Sono confermate le parole del mio intervento che, alla scorsa udienza, venne interrotto dal presidente del consiglio comunale, il che mi pare tra l'altro già di per sé sintomatico. Tutti si sono radunati attorno a Massimo Barbujani perché era l'unico candidato che desse garanzia di vittoria, ma ora i problemi emergono. Non è la prima volta che il sindaco vende la pelle dell'orso prima di averlo ucciso. Prevedo che la storia di questa legislatura, in particolare di questo consiglio comunale, sarà caratterizzata dalla dinamica freno - acceleratore. Prepariamoci a vedere un sindaco e una giunta perennemente sotto scacco".

Cristina Caniato, capogruppo dei 5 Stelle, parla apertamente di una vergogna e di franchi tiratori. "Eccoci all'ennesima vergogna di casa nostra - dice - Un argomento importantissimo come l'approvazione del Dup è stato snobbato dalla stessa maggioranza, la stessa che ha convocato il consiglio il 23 dicembre per la fretta di discuterlo insieme alle linee programmatiche".

"Consiglio deserto in prima e seconda chiamata da parte della maggioranza. Presente solo Luca Cantarutti - si sfogava in diretta sulla propria bacheca Facebook nella serata di martedì 10 gennaio - Tutti chiusi in una saletta a litigare, giunta e consiglieri il motivo? Ancora più vergognoso e di totale mancanza di rispetto nei confronti della minoranza, tutta presente, e dei cittadini! I cinque franchi tiratori che non hanno sostenuto il candidato di Adria Daniele Ceccarello alle elezioni provinciali".

"La cosa vergognosa che aggiungo è che il sindaco e nessuno della giunta si siano presentati neppure alla seconda chiamata (siamo rimasti al freddo almeno per un'ora) per scusarsi almeno e giustificare l'accaduto".

11 gennaio 2017
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