EMERGENZA ABITATIVA ROVIGO La rodigina subì uno sfratto esecutivo in via dei Cappuccini il 13 novembre del 2015 e da allora è ospitata in una camera nella struttura di Casa Serena. Nessuno ha affrontato la questione delle spese

L’Iras ospita la signora sfrattata da un anno, non si sa chi pagherà

Il 13 novembre 2015 il primo intervento del sindaco Bergamin e del comandate Tesoro per evitare un gesto estremo
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Era stata sfrattata ancora una anno fa, mobilitando l’attenzione pubblica e le istituzioni della città, intervenute sul suo caso creando un incredibile parapiglia: chiusa in casa col figlio, minacciando il suicidio (LEGGI ARTICOLO). Nonostante il Comune le avesse trovato una sistemazione, la donna non l’aveva accettata (LEGGI ARTICOLO). Oggi la rodigina sfrattata continua ad occupare una stanza a Casa Serena, ma nessuno paga la retta per lei


Rovigo - Dal momento in cui era stata costretta a lasciare la sua abitazione, la donna, su richiesta del sindaco Massimo Bergamin che intervenne personalmente, aveva ricevuto ospitalità a Casa Serena. Doveva trattarsi di una sistemazione provvisoria, ma è passato un anno e la signora è ancora ospite della struttura. Non è ancora chiaro però chi si accollerà le spese di ospitalità del periodo trascorso dalla donna a Casa Serena. Esisterebbe tuttavia un accordo sottoscritto tra Comune e Iras che impegna Palazzo Nodari a farsi carico della signora a partire dal momento in cui si sarebbe liberato un appartamentino a Casa Serena. In quel momento, dunque, l’affitto dovrebbe sostenerlo il Comune che all’epoca aveva deciso di farsi carico della donna. Ma l’appartamento non si è ancora liberato. E per questo anno di ospitalità trascorso, invece, nessuno ha ancora affrontato la questione delle spese.

La vicenda della signora, all’epoca, era stata un po’ delicata e allo stesso tempo movimentata. La donna era stata sfrattata il 13 novembre del 2015, una giornata in cui mezza città si era mobilitata per la sua storia. La signora in questione, infatti, insieme al figlio, si era chiusa nell’appartamento che doveva abbandonare, in via dei Cappuccini, minacciando il suicidio. Sul posto erano accorse le forze dell’ordine i pompieri la polizia locale e anche il sindaco Massimo Bergamin che le aveva garantito alcuni giorni di ospitalità a Casa Serena, fino al momento in cui il Comune avesse trovato per lei una sistemazione. Ma quando il Comune le trovò una sistemazione, una casa famiglia a San Cassiano, lei non l’aveva gradita. E così la signora se ne andò dalla struttura di Casa Serena, dove era stata ospite qualche giorno, per poi tornare e non andarsene più. Da quel momento la donna, insieme al suo cagnolino, vive a Casa Serena, da oltre un anno, senza in ogni caso recare disagi a nessuno. Infatti la signora frequenta le mense per i poveri della città e qualche centro diurno per tornare poi la notte a dormire al caldo in una stanza della struttura di via Bramante.

In poche parole l’Iras, nonostante il difficile momento in cui si trova, lascia che la donna continui a dormire nella sua struttura, senza che nessuno abbia effettivamente garantito di pagare per lei. Almeno per il momento. Fermo restando che, secondo gli accordi risalenti il tempo dello sfratto, prima o poi dovrebbe farsene carico il Comune. 

 

 

20 gennaio 2017
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