STERMINIO NAZISTA ROVIGO Le celebrazioni del 27 gennaio 2017 tra interventi, videoproiezioni e le consegne delle medaglie d’onore ai deportati ed internati nei lager. Infine la commemorazione al cimitero ebraico

L’orrore della Shoah e dell’Olocausto fa tremare ancora oggi

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Una cerimonia molto partecipata quella in ricordo delle vittime dello sterminio razzista avvenuta mercoledì 27 gennaio a Palazzo Celio dove sono stati insigniti i familiari di quattro ex internati e deportati di Polesella, Adria, Rovigo e Pincara 


Rovigo - E’ stato Arduino Nali, alpino partigiano nativo di Adria e sopravvissuto a Mauthausen-Gusen, il simbolo della giornata della memoria in Polesine in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

Numerose le autorità presenti a Palazzo Celio: dal presidente della Provincia Marco Trombini, il prefetto Enrico Caterino con le varie compagnia d’arma, don Andrea Varliero per la diocesi di Adria e Rovigo, Alessandra Sguotti per il Comune di Rovigo, Aharon Locci rabbino capo della comunità ebraica di Padova, diversi sindaci polesani ed alcuni dei nuovi consiglieri provinciali oltre che i senatori Bartolomeo Amidei e Emanuela Munerato.

Ad aprire la cerimonia è stato Marco Trombini che ha ricordato il motivo che oggi ci riconduce a ricordare la Shoah invitando a “non banalizzare il male che c’è stato in passato”, Alessandra Sguotti invece ha letto una frase di Anna Frank che ha visto in quel momento tutte le sue speranze svanire ma speranzosa di un mondo migliore, “un paese che non costudisce parte della storia non crede in un futuro”. 

Caterino, che non ha nascosto di essere figlio di una persona, il papà, che ha purtroppo vissuto nei campi di concentramento ha invece affermato che “è un giorno che ci richiama alla responsabilità di non dimenticare quel brutto periodo. Un fatto che, leggendo anche dai libri di Primo Levi, mi domando come mai sia successo. Solo ricordando il prossimo possiamo far sì che i valori della pace e del dialogo possano crescere una società più solidale” dando un messaggio di solidarietà anche alle popolazioni del centro Italia colte dal terremoto oltre che le persone dell’hotel Rigopiano. 

Varliero invece ha ricordato il suo viaggio di sei mesi a Gerusalemme dove per diverse volte si è recato a Yad Vashem oltre che a Auschwitz. “Due viaggi che mi hanno cambiato la vita”. Infine Locci ha concluso dicendo che le riflessioni di questa giornata non rimangano circoscritte ad una celebrazione ma diventino strumento per operare e creare un nuovo scopo ad una giornata che ha avuto bisogno di una legge per ricordarla.

Dopo la videoproiezione da parte dell’associazione “Il Fiume” di Stienta sulla storia di Arduino Nali, sopravvissuto allo sterminio perché “grazie ad un ebreo, a cui o devo la vita insegnandomi il lavoro di meccanico che non conoscevo poiché ero un bracciante, sono arrivato ad essere liberato il 6 maggio 1945 a Mauthausen”.

La mattinata a Palazzo Celio si è conclusa con la consegna da parte del prefetto Caterino delle medaglie d’onore ai familiari di quattro ex internati e deportati di Polesella, Adria, Rovigo e Pincara, rispettivamente Giovanni Martinelli, Antonio Mosca, Eraclio Benedetto Previatello e Pasquale Travaglini.

Infine è partito il corteo per la commemorazione al cimitero ebraico dove si è tenuta la lettura dei nomi delle vittime e della lapide nell’ex ghetto degli ebrei di via X Luglio.

 

27 gennaio 2017
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