CONCERTO ROVIGO Domenica 12 febbraio alle ore 17 presso l’Accademia dei concordi si terrà l'appuntamento dell’associazione musicale Francesco Venezze con Margherita Bassani e Alessandro Milani 

Musica per sognare 

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L’arpista rodigina Margherita Bassani assieme al violinista torinese Alessandro Milani, ospiti del quarto appuntamento concertistico della stagione 2017 dell’associazione musicale Francesco Venezze, si esibiranno in musiche che vanno dallo stile galante al Novecento impressionista



Rovigo - È un talento rodigino la protagonista del prossimo appuntamento concertistico della stagione 2017 dell’associazione musicale Francesco Venezze previsto per domenica 12 febbraio alle alle ore 17 presso l’Accademia dei concordi: si tratta di Margherita Bassani, che ha compiuto i suoi studi proprio al Conservatorio di musica Venezze di Rovigo, dove si è diplomata nel 1990 con il massimo dei voti e la lode. Si è in seguito perfezionata dal 1991 al 1995 presso il “Conservatoire National Superieur de Musique de Lyon” nella classe del M° Fabrice Pierre. 

La sua carriera concertistica è culminata nel 2009 con la vittoria del concorso per il posto di prima arpa dell’orchestra sinfonica nazionale della Rai a Torino. Sono numerose le sue collaborazioni con importanti orchestre italiane ed europee, sotto la direzione di alcune fra le bacchette più prestigiose del panorama contemporaneo. La Bassani è attiva e stimata  anche come camerista e come insegnante.

Insieme a lei, si esibirà un brillante violinista, il torinese Alessandro Milani, che dal 1995 è il primo violino proprio dell’orchestra sinfonica nazionale della Rai. Milani si è diplomato col massimo dei voti al conservatorio Verdi di Torino, e poi si è perfezionato con Salvatore Accardo all’accademia “Stauffer” di Cremona, oltre che con Carmignola e Principe a Fiesole. Vincitore di concorsi nazionali, vanta collaborazioni con le più importanti orchestre italiane.  

Il programma offerto dai due musicisti al pubblico rodigino si snoda attraverso due secoli, grazie ad un percorso che va dallo stile galante al Novecento impressionista, nel quale spesso l’arpa reinterpreta scritture originariamente pianistiche con il suggestivo e maestoso abbraccio dei suoi arpeggi.

Così, a fianco dei brani originali per arpa sola, scritti da due grandi arpisti del passato, Felix Godefroid e Marcel Grandjany, e della Fantasie op. 124 di Camille Saint-Saëns, dedicata proprio al duo violino ed arpa, troviamo il Debussy di due famosissime pagine pianistiche giovanili, Rêverie e Arabesque, qui reinterpretate dal violino e dall’arpa, nonché le atmosfere della Vienna fin de siècle, incarnate dal violino appassionato e nostalgico di Fritz Kreisler, uno dei più grandi virtuosi di tutti i tempi.

A mo’ di premessa di questo variegato nucleo sentimentale, sta la Sonata in mi bemolle maggiore BWV 1031, scritta per flauto e clavicembalo da Johann Sebastian Bach, anche se la sua attribuzione è alquanto controversa, in quanto le sue movenze sono ben più vicine alle sonorità e maniere rococò dello stile galante di un suo figlio, Carl Philipp Emmanuel. Anche questo concerto, come i tre precedenti, trova realizzazione grazie all’attenzione per la cultura da sempre manifestata dalla Fondazione Banca del Monte.

8 febbraio 2017
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