CASA DI CURA CITTÀ DI ROVIGO Lezione magistrale del professore Gaetano Thiene direttore di Patologia cardiovascolare dell'università di Padova 

Morti improvvise per difetti genetici cardiovascolari 

Gaetano Thiene
Beni Artistici Religiosi Fondazione Cariparo

Il direttore dell'unità operativa complessa di patologia cardiovascolare dell'azienda ospedaliera di Padova ha spiegato come ci siano molte malattie genetiche che coinvolgono il sistema cardiovascolare e la diagnosi genetica è fondamentale per identificare i portatori apparentemente sani. Occorre poi la prevenzione come la limitazione dell’esposizione a sforzi e l'uso del defibrillatore il cui numero in provincia non è ancora sufficiente 



Rovigo - Un  terzo delle morti improvvise nei giovani e negli atleti sono dovute a malattie genetiche di cui si ignorava l'esistenza. Questo è quello che è emerso durante la lezione magistrale tenuta dal Gaetano Thiene, direttore dell'unità operativa complessa di patologia cardiovascolare dell'azienda ospedaliera di Padova, in sala Bellinazzi della casa di cura “Città di Rovigo” sul tema delle malattie genetiche che coinvolgono il sistema cardiovascolare.

“Occorre ricordare che ci sono delle malattie genetiche che coinvolgono il sistema cardiovascolare. Sono molte e possono essere anche frequenti, manifestandosi come instabilità elettrica del cuore  e sono una causa importante di morte improvvisa prematura del giovane e inaspettata dell'adulto. - ha detto Thiene - Sono patologie che vanno conosciute. La diagnosi genetica è fondamentale per identificare i portatori apparentemente sani che potrebbero da un momento all'altro manifestare la malattia come esordio sotto forma di fibrillazione ventricolare”. 

I dati dicono che su duecento persone, una è sicuramente affetta da ipercolesterolemia familiare, che è causa di malattie vascolari molto anticipate che possono dar luogo a infarto miocardico, scompensi cardiaci o ictus cerebrali. E dicono che uno su 500 è affetto da cardiomiopatia ipertrofica. Per Rovigo, significa rispettivamente, 1220 e 488 persone. “Non sono cifre da poco. Le cardiomiopatie sono malattie primitive del miocardio, alla cui base c'è un difetto genetico ben definito – ha sottolineato Thiene - Sono malattie mascherate come bombe ad orologeria, che, una volta identificate devono dare il via immediatamente alle indagini sui familiari, che nel 50% dei casi ne possono essere affetti. Occorre poi sviluppare le competenze cliniche sulle malattie genetiche cardiovascolari in ognuna delle 9 Ulss del Veneto. E occorre la prevenzione”. 

Sia primaria, limitando, ad esempio, l'esposizione a sforzi, che secondaria attraverso l'uso del defibrillatore. “In provincia di Rovigo sono presenti almeno un centinaio di defibrillatori, metà dei quali collegati direttamente con il 118 – ha detto a  margine dell'incontro il presidente della associazione Amici del cuore di Rovigo, Carlo Piombo – Ma non bastano ancora per affermare che Rovigo sia una provincia cardioprotetta. Serve più cultura e, soprattutto, occorre completare la rete di questi strumenti salvavita”.

18 febbraio 2017
rovigooggi.it informazione che non ti pesa 468x60




Correlati:

Musikè Fondazione Cariparo 730x90 istituzionale - post evento