ECONOMIA ROVIGO Luca Azzano Cantarutti al fianco del presidente Giovanni Vianello per preservare l’istituzione della Città di Adria dagli appetiti di molti alla prossima assemblea soci

Bancadria, "patrimonio solido e affidabile"

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Lo statuto dell'istituto di credito cooperativo del Delta prevede che ogni socio possa partecipare al rinnovo delle cariche sociali presentando all'assemblea la propria lista. La prossima occasione sarà quella dell'approvazione del bilancio di Bancadria, gli appetiti sono già manifesti, Luca Azzano Cantarutti invita a valutare gli obiettivi raggiunti prima di pensare a qualsiasi stravolgimento che potrebbe intaccare la solidità della Banca e mettere in pericoli gli oltre 3.000 soci


Adria - La riforma delle banche di credito cooperativo stimola il dibattito anche attorno a Bancadria, storica banca adriese della quale la città va orgogliosa. “Non tutte le argomentazioni prospettate sembrano andare nella direzione di tutelare Bancadria ed i suoi soci - afferma il rappresentante di Indipendenza noi Veneto Luca Azzano Cantarutti - visto che buona parte del dibattito è incentrato sulle posizioni di potere all’interno del consiglio di amministrazione anziché sui risultati e le prospettive dell’Istituto”.

Recentemente il deputato del Pd Diego Crivellari ha auspicato che le banche di credito cooperativo mantengano un forte legame con il territorio. “Sul punto siamo d’accordo - afferma Cantarutti - rileviamo peraltro come la nostra Bancadria sia già un’eccellenza sul punto, vista la diffusione capillare delle sue filiali, oggi sparse su tutto il territorio della provincia di Rovigo ed oltre, la vasta base sociale di oltre tremila soci e, soprattutto, impieghi destinati in favore delle famiglie e delle aziende del territorio. I risultati di bilancio degli ultimi anni sono davvero positivi, con utili più che soddisfacenti che testimoniano una gestione oculata, fattore non certo trascurabile visto quel che offre il panorama bancario”.

Cantarutti si chiede quindi se Crivellari apprezzi le diversità rispetto alla gestione di Monte dei Paschi “che il partito democratico dell’onorevole Crivellari ha portato al disastro. Il patrimonio di Bancadria è solido e ci lascia dormire sonni tranquilli, senza dover ricorrere all’ignobile decreto salva-banche emanato dal governo, che costringe i cittadini a pagare il conto delle gestioni allegre di altre banche”.

Le banche di credito cooperativo dovranno senz’altro trovare punti di aggregazione per fronteggiare il mercato ed anche su questo aspetto Cantarutti ricorda che Bancadria non è certo rimasta a guardare avendo, nel tempo, aggregato prima la Bcc di Scardovari, e successivamente della Cattedrale e di Lusia. 
“Da oltre 10 anni, Bancadria utilizza i servizi di cassa centrale banca - sottolinea Cantarutti - una banca di secondo livello con sede a Trento e che oggi si propone come capogruppo di un gruppo bancario e la cui disponibilità ha già ricevuto il consenso e l’appoggio non solo di gran parte delle Bcc del Triveneto ma che ha visto l’adesione di oltre 100 banche sparse in tutta Italia. Il percorso di adesione al gruppo bancario di cassa centrale appare oggi la scelta più logica e lungimirante e nulla vale la partecipazione della nostra banca al capitale di cassa centrale banca dal momento che la somma impegnata è già nel portafoglio della nostra banca e non sarà mai un costo a carico dei soci quanto piuttosto invece un investimento in una società per azioni sana che ha sempre distribuito dividendi significativi a favore degli stessi soci”.

Il vero nodo della discussione attorno a Bancadria, secondo Indipendenza Noi Veneto, sarebbe quello della governance, in parole povere “le poltrone”, che fanno gola a molti, soprattutto se sono di una banca sana come Bancadria.

“Nella scelta di voto per la nomina degli amministratori, noi soci dobbiamo tener presenti i risultati conseguiti - conclude Luca Azzano Cantarutti - i curricula di chi si propone e le prospettive date dalle proposte di chi vuole governare Bancadria: siamo solidi ed affidabili, dobbiamo rimanere tali senza cedere a lusinghe di chi rischia di portare la nave sugli scogli”.
 
19 febbraio 2017




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