DIRITTO E TUTELA 3.0 Finalmente il neonato può essere registrato alla nascita col doppio cognome. La rubrica legale di RovigoOggi.it a cura dell’avvocato Fulvia Fois #legalfois22

Sì al cognome materno ai figli. Ecco cosa cambia 

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In caso di accordo tra i genitori al momento della nascita questi hanno diritto a registrare all’ufficio di stato civile il neonato con il doppio cognome, con il cognome materno che segue quello paterno. L’avvocato Fulvia Fois spiega anche le altre possibilità. Potete scriverle per suggerirle un argomento da trattare o per chiarimenti al seguente indirizzo: dirittoetutela3.0@gmail.com


 

La regola paternalistica sull’attribuzione automatica, senza possibilità di deroga, del solo cognome paterno ai figli, di fatto incoerente con le mutate necessità sociali, dei principi dell’ordinamento e dei precetti costituzionali di uguaglianza e di pari dignità dei genitori, anche a seguito della condanna dell’Italia da parte della Corte di Strasburgo (7 gennaio 2014) per discriminazione verso le donne e violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, è stata finalmente superata, grazie all’intervento della magistratura.    

Di fatti, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 286  del 21 dicembre 2016, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 28 dicembre 2016, ha dichiarato la illegittimità costituzionale delle norme del nostro ordinamento civile (dagli artt. 237, 262 e 299 c.c., nonché dall'art. 72 primo comma R.d. n. 1238/1939 (Ordinamento stato civile) ed artt. 33 e 34 D.p.r. n. 396/2000 (Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile) nella parte in cui non consentivano ai coniugi di comune accordo di trasmettere ai figli, al momento della nascita o dell’adozione, il cognome materno.

Questo come si traduce nella pratica?

Ciò comporta che l’ufficiale di stato civile dovrà accogliere la richiesta di entrambi i genitori di registrare il neonato con il doppio cognome, quello paterno e a seguire quello materno.

Questo principio varrà anche per i figli nati da una coppia non sposata e in caso di adozione compiuta da entrambi i genitori.

E se i genitori non sono d'accordo?
Rimane valida la regola generale di attribuzione del solo cognome del papà.

Si può aggiungere il cognome materno a quello paterno dopo che al neonato è stato dato il solo cognome paterno? Come si fa?

Lo strumento è quello previsto dalla procedure per il cambio del cognome. Si può presentare, preferibilmente in modo congiunto, la domanda al Prefetto della Provincia di residenza oppure di quello nella cui circoscrizione è situato l’ufficio dello Stato civile dove la persona è nata,  specificando le ragioni della richiesta e il fatto che la semplice aggiunta non costituisce pregiudizio.

La Prefettura nel caso in cui riterrà di rigettare la richiesta (in assenza di istanza congiunta dei genitori) dovrà dare adeguate motivazioni e il soggetto potrà proporre a sua volta delle controdeduzioni a sostegno della proprie ragioni. 

Nel caso in cui, invece, la Prefettura darà parere favorevole si procederà con l’affissione dell’istanza di aggiunta del cognome sull’albo pretorio del comune di nascita e di residenza del minore, per una durata non inferiore a 30 giorni. Decorso questo periodo senza che vi siano opposizioni, dopo aver documentato il tutto alla Prefettura, il Ministero dell’Interno procederà ad emanare il decreto di concessione dell’aggiunta del cognome.

Questo procedimento sarà all’evidenza agevolato se non addirittura sorpassato a seguito della pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale sopra citata.  

Da quando la pronuncia della Consulta ha effetto?
L’art. 136 della Carta Costituzione prevede che la decisione abbia effetto dal giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

“Ritengo che questa affermazione del diritto al cognome materno sia una decisione importante in grado di segnare una svolta su una questione che è stata portata al vaglio legislativo oltre 40 anni fa e che pare sia ora ancora bloccata al Senato per la sua approvazione”.

avvocato Fulvia Fois

#legalfois22

dirittoetutela3.0@gmail.com

20 febbraio 2017




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