ANIMALI ROVIGO Individuata una colonia tra San Martino di Venezze, Rovigo e Villadose, la Provincia approva il piano di controllo. Saranno catturati con gabbie, ma va bene anche l'abbattimento diretto

Dopo secoli tornano i cinghiali. "Prendeteli o uccideteli"

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Da secoli non si vedevano cinghiali in Polesine. Ora sono tornati, ma resteranno poco. Molto poco. E' quanto emerge dalla documentazione con la quale la Provincia di Rovigo ha approvato il piano di controllo contro gli ungulati che, a quanto emerso, si sono stabiliti in una piccola colonia in campagna


 

Rovigo - Vanno catturati, o anche uccisi, sia perché non sono animali autoctoni, sia perché creano danno alle colture, sia perché, infine, esiste sempre il rischio di investimenti sulle strade. I cinghiali sono tornati in Polesine dopo che da secoli non esistevano colonie stabili. Al massimo, sporadici avvistamenti. Non resteranno a lungo, comunque, alla luce di quanto stabilito dalla Provincia di Rovigo con l'approvazione del piano di controllo per il contenimento della specie.

Nell'ultimo anno, scrive la Provincia, si sono susseguiti avvistamenti tra Rovigo, Villadose e San Martino di Venezze, in una zona dove si trovano una discarica esaurita, un ex complesso di pesca sportiva e una fornace abbandonata. Probabile che si tratti di animali "migrati" dai Colli Padovani, dove pure sono in atto interventi di contenimento. La distanza non è impossibile: si parla di una ventina di chilometri.

Si è deciso di cercare di catturare gli animali della "colonia polesana" con gabbie denominate "chiusini", in luoghi dove sia preventivamente avvenuta anche la pasturazione, ossia il ripetuto spargimento di cibo attuato per fare in modo che l'animale graviti in zona. Alla cattura potrà affiancarsi l'abbattimento diretto con armi da fuoco.

La lotta è cominciata, quindi. Come per la nutria, quindi, in Polesine non c'è spazio neppure per il cinghiale, è stato deciso.

24 febbraio 2017




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