MALTRATTAMENTI ROVIGO Finisce a giudizio il padre, per episodi che si sarebbero verificati tra il 2011 e il 2012 poco fuori Rovigo

"Costringeva il figlio a vedere film horror e lo ustionava"

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Una udienza terrificante, quella di lunedì 27 febbraio, di fronte al giudice Silvia Varotto di Rovigo, con imputato C. F., un uomo sui 35 anni, per episodi che si sarebbero verificati tra 2011 e 2012, in un Comune del Medio Polesine, poco fuori Rovigo. La nonna del bimbo che sarebbe oggetto di maltrattamenti da parte del padre naturale è scoppiata in lacrime varie volte, nel corso della drammatica testimonianza

Rovigo - Costretto a vedere film horror nonostante fosse atterrito. Bruciature inferte con cucchiai e sigarette. Botte. Pomodori spremuti in testa a simulare sangue, mentre veniva minacciato: "Devi morire". In una occasione sarebbe stato svegliato a calci. Peperoncino sotto le unghie. E' stato un campionario degli orrori, quello snocciolato dalla nonna del bimbo che sarebbe vittima di maltrattamenti di fronte al giudice Silvia Varotto.

"Quando veniva da me - ha raccontato - gli davo sempre una sportina con cose da mangiare, per lui. Una volta si è messo a piangere dicendo 'Mi hai dato poco da mangiare, ora papà mi picchia'. Gli ho chiesto: 'Ma cosa c'entra papà?'. 'E' lui che mangia quelle cose', mi ha risposto".

A giudizio si trova C. F., all'epoca dei fatti residente in un Comune poco fuori Rovigo. Si trova a processo per l'ipotesi di reato di maltrattamenti, che avrebbe commesso ai danni del piccolo. Secondo la ricostruzione dei fatti portata in aula, dopo un periodo di separazione, era tornato a casa della compagna, che aveva deciso di riaccoglierlo e di farlo conoscere al figlio.

"Un'altra volta - ha proseguito la nonna - siamo andate alle giostre e l'ho visto zoppicare, è emerso che il padre gli aveva lanciato una tazzina da caffé".

Ha poi deposto la madre dell'imputato, quindi la nonna paterna del piccolo. Ha detto che, nelle rare occasioni in cui aveva contatti col nipotino, lo trovava sereno, senza notare nulla di particolare, a parte un carattere molto irruento.

"Mi sputava addosso e mi prendeva a pugni in faccia - ha detto - era come una palla di gomma che non si fermava mai. Posso capire se gli hanno trovato dei lividi".
27 febbraio 2017
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