INCORPORAZIONE POLESINE ACQUE (ROVIGO) Canaro e Villadose hanno già approvato la “fusione" societaria. Lendinara la prossima settimana. Gavello e Lusia ci pensano ancora mentre Antonio Laruccia, sindaco di Trecenta, convoca di nuovo i suoi legali

Aggregazione dell’acqua polesana con la bassa padovana, il fronte è spaccato

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Si avvicina la data di scadenza consigliata da Polesine Acque spa per l’approvazione della delibera di incorporazione con il Centro Veneto Servizi spa ma sono molti i Comuni polesani che non hanno ancora previsto il voto in consiglio comunale. Per procedere con l’aggregazione per incorporazione, infatti, tutti i Comuni del bacino polesano dovranno votare la delibera nei propri consigli e raggiungere almeno il 67% delle quote (2/3 più uno). Lendinara procede sulla linea del sì con la votazione in consiglio comunale, prevista per il 6 marzo. Villadose e Canaro hanno già approvato la delibera mentre Gavello, propenso per il no, sta ancora valutando. Lusia si riserva ancora e procede con le sue valutazioni mentre per quanto riguarda Trecenta, il sindaco Antonio Laruccia che già aveva tentato di bloccare questo processo (LEGGI ARTICOLO), spiega che giovedì 2 marzo avrà un incontro con i suoi legali per valutare il danno patrimoniale che il suo Comune potrebbe avere con la fusione



Rovigo – Il Polesine si spacca e l’approvazione di quella delibera che, di fatto, darebbe il via libera al processo di fusione (o più precisamente aggregazione per incorporazione) di Polesine Acque spa con Centro Veneto Servizi spa non sembra essere poi così scontata. Anzi. La questione, infatti, divide i Comuni del territorio tra chi convinto procede a passo spedito verso l’approvazione nei propri consigli comunali, chi lo ha già fatto, chi invece ci sta ancora pensando o, addirittura, chi non ha alcuna intenzione di procedere.

La questione riguarda appunto il processo di aggregazione per incorporazione dell’azienda dell’acqua polesana a quella della bassa padovana (Cvs) che, in poche parole, assorbirebbe Polesine Acque spa con un rapporto di quote pari al 77,58% per Cvs e il 22,42% per il Polesine. I Comuni si erano già espressi durante l'assemblea dei sindaci soci di Polesine Acque approvando il deposito del progetto di fusione in Camera di commercio con una percentuale vicina al 70%, anche se, secondo il sindaco Antonio Laruccia, non sarebbe stata una percentuale sufficiente ad approvare l’incorporazione. Una denuncia, quella del sindaco di Trecenta, che si era bloccata di fronte al parere dei legali di Polesine Acque spa, con il presidente Alessandro Ferlin che comunicava come tutti i passaggi si fossero svolti regolarmente.

Ma si tratta di una comunicazione che non ferma però le perplessità di un gran numero di Comuni che ancora non hanno deciso di portare la delibera in consiglio Comunale e che continuano a prendere tempo. Se la data di scadenza consigliata dall’azienda delle acque polesana era il 5 marzo, siamo ben lontani dal passaggio della delibera in tutti e 50 i Comuni. Lendinara, tra i grandi fautori del sì, ha previsto la votazione della delibera nel proprio consiglio la prossima settimana, il 6 marzo, e con lei l’ha da pochi giorni approvata Villadose e, qualche settimana fa, Canaro (LEGGI ARTICOLO), che ora però potrebbe tornare in gioco con la richiesta di un consiglio straordinario dei consiglieri di minoranza (previsto venerdì 3 marzo) che chiedono spiegazioni al sindaco Nicola Garbellini sulle accuse a suo carico di conflitto d’interesse con le aziende dell’acqua e la valutazione sulla valenza di quella delibera approvata in queste condizioni (LEGGI ARTICOLO). Anche Porto Tolle, che si era espresso favorevole, attende chiarimenti: “Stiamo aspettando di stabilire un incontro con il sindaco di Taglio di Po, Francesco Siviero, al quale ho chiesto di venire a relazionare nel mio consiglio comunale i termini della fusione”, spiega Claudio Bellan.

Antonio Laruccia non si arrende e continua a difendere il suo no a questa fusione: “Ho programmato un incontro con i miei legali giovedì 2 marzo per valutare il danno patrimoniale che il Comune di Trecenta potrebbe avere nel caso in cui passasse la fusione – spiega Laruccia – Poi comunicherò ai cittadini i risultati. In ogni caso non ho ancora previsto il passaggio della delibera in consiglio”. Come lui, anche Gavello e Lusia non hanno ancora fissato la data in calendario. Il sindaco di Lusia, Luca Prando, si riserva di valutare la questione e il primo cittadino di Gavello, Diego Girotto, afferma: “Siamo scettici sulla questione fusione, stiamo facendo ancora delle valutazioni ma propendiamo verso la non approvazione della delibera”.

28 febbraio 2017




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