AMBIENTE ROVIGO Avvistate dal Wwf in pieno centro dalle 30 alle 50 e più Gru oltre che altri numerosi esemplari di vari colori e tipi come il nibbio reale, il picchio rosso e il falco pecchiaiolo 

Prendete il binocolo, c'è un'invasione di uccelli

Foto di Alessandro Micheletti
Foto di Alessandro Micheletti
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Rapaci, uccellini di ogni genere e tipo fino alla presenza di Gru che hanno sorvolato il pieno centro di Rovigo in direzione Nord-Est: queste le segnalazioni che arrivano dal Wwf di Rovigo che ha notato come il clima in Polesine abbia favorito l’arrivo di numerose specie di volatili 



Rovigo - L’inverno appena trascorso è stato prodigo di soddisfazioni per i numerosi appassionati di natura che sono soliti frequentare il territorio del Delta del Po veneto. Sarà stato il clima particolarmente rigido, sarà stata qualche felice combinazione astrale, sta di fatto che gli avvistamenti sono stati numerosi e particolarmente interessanti. Oltre ai soliti numerosissimi contingenti di anatidi, di volpoche, di avocette e agli oramai consueti, ma pur sempre spettacolari, fenicotteri, quest’anno è stato possibile ammirare anche oche selvatiche, spatole e gru specie che usualmente si avvistano nel ferrarese. Fra i rapaci vanno invece segnalati il sempre maestoso falco pellegrino, l’inusuale falco pescatore e la rarissima, a queste latitudini almeno, aquila imperiale (LEGGI ARTICOLO). 

Questi giorni si stanno rivelando particolarmente propizi per la scoperta di quella che abbiamo già altre volte definito la “natura dietro casa”. L’imminente avvento della primavera e le favorevoli condizioni climatiche hanno fatto sì che in più occasioni i soci del Wwf abbiano avvistato chiassose formazioni di 30-50 e più Gru intente a sorvolare il pieno centro di Rovigo in direzione Nord-Est. Avvistamenti avvenuti di solito verso l’imbrunire ma anche di giorno e pure in piena notte. 

Altro avvistamento di estremo interesse, in quanto assai poco frequente, riguarda un nibbio reale (falco dalla tipica coda fortemente biforcuta) che sabato 4 marzo planava lungo il corso del Ceresolo a breve distanza dallo stadio Battaglini proprio durante l’intervallo della partita con il Petrarca. E ancora un gruppo di quattro falchi pecchiaioli che domenica 5 marzo verso le 12 volteggiavano seguendo il flusso ascendente di una termica proprio sopra il campo di calcio di S. Pio X. Delle interessanti scoperte si possono fare anche con l’avifauna più piccola e relativamente più comune. 

Non è raro infatti imbattersi in gruppetti di qualche decina di fringuelli (specie fino a pochi anni fa poco comune) che pascolano lungo le siepi della periferia ma anche in qualche parco o giardino della città. Oppure in gruppetti di variopinti cardellini che pure si spostano da un albero all’altro (particolarmente sui platani dei cui semi si cibano). E capita a volte di sentire un tambureggiare insistente: è il picchio rosso maggiore che batte con il forte becco sui tronchi in cerca di cibo come successo domenica su un pioppo del parco della scuola Duca d’Aosta, ma che è comune sentirlo anche ai giardini pubblici di piazza Matteotti. 

Ospite solitario, non frequentissimo ma neppure raro, della nostra città è anche il codirosso spazzacamino, che ricorda vagamente un pettirosso ma è più scuro ed ha la coda, anziché il petto, rossa. Sono invece diventati piuttosto rari i passeri di cui esistono comunque alcuni chiassosi nuclei sparsi un po’ qua ed un po’ là. Molte altre sono le piccole gratificazioni che un’osservazione attenta di ciò che ci sta attorno, magari con l’ausilio di un buon binocolo, può dare. E non solo nel campo dell’avifauna. L’osservazione della natura “dietro casa” è comunque un modo per avvicinarsi alla conoscenza e dunque all’apprezzamento ed al rispetto di ciò che di bello ci sta attorno.

7 marzo 2017




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