CNA ROVIGO Domenica 12 marzo alle ore 10 presso l'Hotel Regina Margherita si terrà l’incontro sul tema con Adelina Bianchini, Maria Fermanelli e Simonetta Rubinato

Per un welfare a misura di imprenditrice

CNA 730X90 SPECIALE Epasa Pensionati

Cna impresa donna ha pensato di effettuare un incontro sul tema del Welfare a misura di imprenditrice partendo dai dati dell'Osservatorio dell’imprenditoria femminile di Unioncamere-InfoCamere 



Rovigo - Si parlerà di Welfare a misura di imprenditrice domenica 12 marzo alle 10 all'Hotel Regina Margherita nell'incontro organizzato da Cna impresa donna alla presenza di Adelina Bianchini direttore del patronato Epasa/Itaco, di Maria Fermanelli vice presidente Cna nazionale e dell’onorevole Simonetta Rubinato. 

Interverranno anche la presidente della commissione pari opportunità della Provincia di Rovigo Raffaela Salmaso e la presidente regionale Cna impresa donna Cinzia Fabris oltre a Simonetta Pregnolato attuale presidente provinciale di Cna impresa donna.

Tanti i temi sul tavolo partendo da alcuni dati che vedono un'impresa italiana su cinque guidata da una donna: i dati dell'Osservatorio dell’imprenditoria femminile di Unioncamere-InfoCamere aggiornati al 30 settembre 2016 confermano la crescita della presenza femminile nel sistema produttivo nazionale.

Le imprese guidate da donne hanno superato quota 1 milione e 321 mila pari al 21,74% del totale delle imprese registrate in Italia e danno lavoro a 3 milioni di persone. Già solo questi dati danno la misura del ruolo determinante che le imprese femminili svolgono nell'economia italiana.

Un aspetto significativo è quello anagrafico: quasi 14 imprese su 100 sono guidate da donne under 35 con un altro tasso di istruzione che fa si che esse sviluppino grandi potenzialità nelle nuove tecnologie entrando in maniera significativa nel modo dell'innovazione e della neteconomy.

L'economia femminile esprime potenzialità enormi, che il Paese però non è riuscito pienamente a valorizzare, per le donne italiane ancora non è facile conciliare lavoro e famiglia, la disoccupazione femminile si mantiene su livelli elevatissimi, una parte dell'imprenditorialità femminile è espressione di una spinta all'autoimpiego generata proprio dalle insufficienti opportunità offerte dal mercato del lavoro o dalla necessità di maggior flessibilità per poter far fronte anche agli impegni familiari.

Ed è proprio questa difficoltà per le imprenditrici di conciliare i tempi di lavoro e di cura purtroppo ad essere una delle cause se non la causa principale della pesante mortalità delle imprese femminili in determinati periodi più pesanti, gravosi e costosi legati alla cura dei figli o delle persone anziane a carico.

10 marzo 2017
Bancadria 468x60




Correlati:

Seren automobili affiliazione fino a dicembre 2017