POLITICA CANARO (ROVIGO) Il movimento civico Io vivo Canaro ritiene che ci siano dei conflitti di interesse nel voto espresso da Nicola Garbellini in merito all’aggregazione per incorporazione di Polesine acque in Centro veneto servizi

Il sindaco non convince l’opposizione 

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Condivide la tesi di Ivaldo Vernelli, consigliere del M5s di Rovigo, il movimento civico Io vivo Canaro in merito ad un conflitto di interessi da parte del sindaco Nicola Garbellini nell’assumere decisioni relativamente all’importante processo di fusione tra Cvs e Polesine Acque avvalorato anche dal testo unico degli enti locali 



Canaro (Ro) - Al movimento civico Io vivo Canaro permangono i dubbi sorti ancora prima del consiglio comunale nel quale il sindaco Nicola Garbellini ha esposto le sue ragioni a difesa di precise accuse rivoltegli dal consigliere comunale di Rovigo Ivaldo Vernelli (LEGGI QUI). L’attacco di Vernelli era in merito ad un conflitto di interessi nel momento del voto della delibera relativa alla fusione tra Polesine Acque e Cvs (LEGGI ARTICOLO) e a questo punto Io vivo Canaro, che in consiglio conta Sergio Dal Ben, Alberto Davì e Denis Bianchini, la pensa ancora così.

Io vivo Canaro precisa infatti di continuare a ritenere che gli incarichi professionali di Garbellini, ossia la nomina nell’organo di vigilanza (Odv) di Polesine Acque da settembre 2009 ad aprile 2016, nomina nell’Odv di Centro veneto Servizi da luglio 2015 ed ancora in corso, “siano incompatibili ed in confitto di interessi, in relazione al voto favorevole espresso dal sindaco Garbellini in consiglio comunale relativamente all’importante processo di fusione tra Cvs e Polesine Acque, peraltro particolarmente impattante sul futuro dei cittadini polesani”. 

I dubbi si rafforzano a fronte della lettura del testo unico degli enti locali che all’articolo 78 decreto legislativo 267/2000 comma 5 che dispone “Al sindaco...è vietato ricoprire incarichi ed assumere consulenze presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposte al controllo ed alla vigilanza dei relativi comuni e province nonché di altri enti territoriali...”. 

Stando quindi a questi atti il gruppo ritiene che gli incarichi ricoperti dal primo cittadino “abbiano comportato la violazione delle norme del testo unico, tenuto anche conto che il processo di unificazione è iniziato molto tempo fa e sicuramente era in atto dal 2015”. 

11 marzo 2017




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