MAXI OPERAZIONE ANTIDROGA GAVELLO (ROVIGO) Il vietnamita di 51 anni aveva cercato di sfuggire all'arresto nascondendosi in un contenitore dell'acqua. Era agosto

Era il "re" di preservativi e droga: condannato

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Il suo arresto era scattato lo scorso agosto (LEGGI ARTICOLO), in seguito a una brillante operazione dei carabinieri della stazione di Crespino, guidati dal maresciallo Mauro Tosi, assieme agli uomini della Compagnia di Rovigo, comandanti dal maggiore Salvatore Gibilisco


 

Gavello (Ro) - Quattro anni. Per la coltivazione di marijuana e anche il furto di corrente elettrica, messi in continuazione tra loro. Questa la condanna pronunciata nella mattinata di martedì 14 marzo dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Rovigo Pietro Mondaini a carico di un cittadino vietnamita di 51 anni, arrestato dai carabinieri lo scorso agosto, al termine di una operazione antidroga condotta dai carabinieri della stazione di Crespino, assieme ai colleghi della Compagnia di Rovigo.

Al centro di tutto, secondo la ricostruzione accusatoria, la casa di Magnolina, frazione di Gavello, nella quale è scattato il blitz. Una abitazione che sarebbe stata trasformata in serra per la coltivazione della marijuana e della quale il vietnamita sarebbe stato sostanzialmente un custode, incaricato di fare da sorvegliante e governante.

All'epoca del sopralluogo secondo le contestazioni era stata trovata una  ventina di chilogrammi di marijuana ancora non essiccata, al peso lordo, circa 300 piantine e un modico quantitativo di stupefacente già essiccato. Trovate anche numerose confezioni per il trattamento della droga per metterla sottovuoto. Particolare curioso emerso nel corso degli accertamenti, il vietnamita era stato dotato anche di una corposa dotazione di preservativi.

Il 51enne, che risulterebbe clandestino in Italia, era stato arrestato. Nonostante il tentativo di nascondersi, al momento dell'accesso dei carabinieri, in un grande contenitore per l'acqua. Oltre che della coltivazione di marijuana, era stato chiamato a rispondere anche di furto di energia elettrica, dal momento che sarebbe stato eseguito un allacciamento abusivo alla linea, per alimentare le circa 150 lampada che garantivano luce e calore alla coltivazione.

Nella mattinata di martedì 14 marzo, la conclusione del processo con rito abbreviato, celebrato di fronte al giudice Mondaini, che ha posto in continuazione i due reati contestati, condannando di conseguenza a quattro anni.

14 marzo 2017
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