PALAZZO CELIO ROVIGO La Provincia ospita venerdì 17 e sabato 18 marzo il dodicesimo convegno dal titolo “Divario culturale delle aree rurali fragili”. Oltre 50 i relatori provenienti da tutta Italia

Stati generali della didattica e l’apprendimento in zone depresse

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“Alfabetizzazione, apprendimento, arte. Il divario culturale delle aree rurali fragili”, un convegno che si terrà in Provincia venerdì 17 marzo e sabato 18. Convegno numero 12, organizzato dalla Fondazione Culturale Etica - Banca Popolare Etica, dal dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Trieste e dalla Cooperativa sociale Porto Alegre di Rovigo. Alla due giorni, ricca di relazioni, video e tavole rotonde, parteciperanno ben 50 relatori provenienti da tutta Italia. Docenti, personalità del mondo accademico ma anche artisti e figure appartenenti al mondo degli eventi culturali che proporranno interventi legati alle loro esperienze sparse lungo tutto lo stivale. Aree collinari, di montagna ma anche di pianura, geograficamente lontane e diverse ma legate da difficoltà di sviluppo culturale



Rovigo - Si parlerà di scuola, teatro, festival culturali e delle architetture in una due giorni carica di interventi con oltre 50 relatori provenienti da tutta Italia ospitati dalla Provincia di Rovigo, tra venerdì 17 e sabato 18 marzo. Si tratta del dodicesimo organizzato dalla Fondazione Culturale Etica- Banca Popolare Etica, dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Trieste e dalla cooperativa sociale Porto Alegre sul tema “Alfabetizzazione, apprendimento, arte. Il divario culturale delle aree rurali fragili”. Alla conferenza di presentazione del convegno, lunedì 13 marzo, erano presenti per l’università triestina il professor Giorgio Osti, docente del dipartimento di Scienze Politiche, Lodovica Mutterle coordinatrice dei soci attivi di Banca Popolare Etica, e il professor Osvaldo Pasello, dirigente scolastico e consulente del convegno.

“Banca etica segue quest’attività culturale e di formazione sin dagli esordi – spiega Lodovica Mutterle per Banca Etica – L’iniziativa è dedicata alle aree fragili, quelle aree che hanno difficoltà ad avere strutture e infrastrutture in dotazione differentemente dalle zone più avanzate. Una situazione che coinvolge direttamente il nostro Polesine o gran parte di esso”. Banca Etica sostiene il convegno e la sua realizzazione perché è un istituto bancario con finalità particolari. “E’ una banca giovane e punta molto sulla qualità di vita dei cittadini – continua Mutterle – E se noi pensiamo che alfabetizzazione, apprendimento e arte siano elementi garantiti dalla nostra Costituzione perché l’istruzione è un nostro diritto, significa vedere la cultura come un tassello fondamentale che permette di inserirci a pieno nella realtà politica, sociale ed economica. Conoscere e sapere è fondamentale per essere cittadini”.

Ampio anche l’intervento di introduzione di uno dei principali organizzatori del convegno, il docente universitario del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Trieste, Giorgio Osti. “Quest’anno si è deciso di approfondire l’ampio tema legato alla cultura. La cultura è una forma di compensazione dell’economia. Un territorio che soffre di una fragilità economica e anche ambientale come altre zone. E questo coinvolge non solo il nostro Polesine ma anche altre zone. Negli anni passati abbiamo deciso di concentrarci sui temi legati all’energia, alla viabilità all’acqua e alla terra – spiega nel dettaglio Osti - quest’anno abbiamo voluto dedicare la nostra attenzione ad un argomento impalpabile ma essenziale. È la cultura uno strumento che può essere utilizzato per dare voce e dignità e chance economiche ai territori più fragili?”. Un grande quesito al quale la due giorni a tema cercherà di dare, non una, ma un ventaglio variegato di risposte.  

Osvaldo Pasello, dirigente scolastico di diversi istituti provinciali, ha offerto, durante la conferenza, un focus specifico legato alle tendenze e ai cambiamenti della scuola di base in Polesine. Tendenze che puntano però al negativo, e sono il segno di come certe zone della nostra provincia siano più sacrificate di altre, per questioni geografiche, e destinate a vedersi cancellare il servizio delle scuole primarie in loco. Un problema che verrà ampiamente trattato durante questa due giorni di interventi, con una sezione dedicata, in un’ottica però propositiva e di positività.

Gli incontri previsti cominceranno venerdì 17 marzo, alle 15, fino alle 18.30 e proseguiranno sabato 18 a partire dalle 9 in sezioni parallele a Palazzo Celio.

14 marzo 2017
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