SCIOPERO NAZIONALE GAS/ACQUA (ROVIGO) Anche i lavoratori delle sei aziende competenti per gas ed acqua nel nostro territorio hanno aderito per l’80% alla protesta contro il mancato rinnovo del contratto nazionale

"Licenziamenti facili": scatta la protesta

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In occasione dello sciopero nazionale a causa del mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro gas/acqua, anche a Rovigo, nella mattinata di venerdì 17 marzo, i dipendenti delle 6 aziende competenti sul nostro territorio hanno aderito per l’80%, organizzando anche un presidio insieme ai segretari provinciali di Filcte Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil (Pieralberto Colombo, Fabrizio Da Lio, Giampietro Gregnanin), di fronte alla sede di Polesine Acque spa


Rovigo – Si sono radunati di fronte alla sede con il maggior numero di lavoratori del settore nel nostro territorio, quella di Polesine Acque. Ma in tutta la provincia, ad aderire nella mattinata di venerdì 17 marzo allo sciopero nazionale per il mancato rinnovo del contratto di lavoro gas/acqua, sono stati circa l’80% dei 350 lavoratori del settore.

Al presidio, erano comunque presenti le delegazioni di lavoratori delle maggiori aziende competenti in materia: Polesine Acque spa, Asm spa, Ap reti gas/Ascopiave, 2l reti gas, As2, Consvipo. “I lavoratori erano presenti per dare un segnale anche pubblico e alla stessa utenza dell’atteggiamento distruttivo delle aziende che, dopo oltre 14 mesi di trattative, insistono nel voler scaricare sui lavoratori tutti i costi, cercando di togliere consolidati diritti e tutele e pezzi di salario, minando di fatto l’esistenza dello stesso contratto nazionale di lavoro”, spiegano i segretari provinciali Pieralberto Colombo (Filctem Cgil), Fabrizio Da Lio (Femca Cisl) e Giampietro Gregnanin (Uiltec Uil). 

Lavoratori e sindacati lamentano l’eliminazione di buona parte delle indennità e l’abbassamento drastico delle stesse, la facoltà di licenziare unilateralmente i dipendenti anche per motivi “futili” e decisi soggettivamente dall’azienda, modifiche peggiorative sulla normativa del mercato del lavoro, introducendo norme fortemente peggiorative sul demansionamento dei lavoratori, raddoppio dei tempi utili alla maturazione del livello superiore nel caso di assegnazione a mansioni di più alta professionalità e aumenti salariali quasi inesistenti.

Non manca un riferimento anche alla questione dell’incorporazione per aggregazione di Polesine Acque con Cvs. Secondo Pieralberto Colombo, Cgil, che condivide il suo pensiero con Giampietro Gregnanin, Uil : “Questa fusione, fatta così, è solo un pesce grande che mangia il pesce più piccolo. Ci perdiamo e basta. Per quanto riguarda nello specifico i lavoratori sono preoccupati per la possibilità di doversi spostare, prima o poi, a Monselice, dove si trova Cvs, e inoltre sorge una domanda: cosa succederà con i doppi ruoli?”.

 

 

17 marzo 2017
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