PD ROVIGO Dopo la nomina del segretario reggente arriva la rabbia del silurato Julik Zanellato, che fa nomi e cognomi di chi secondo lui deve soldi ai Democratici. "Hanno cacciato il tesoriere per non pagare i debiti"

Siamo alla frutta: nel partito litigano per i soldi

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Riesce sempre a cadere più in un basso, il Partito democratico di Rovigo. Ora, dopo la nomina del nuovo segretario provinciale reggente, Giuseppe Traniello Gradassi (LEGGI ARTICOLO), in luogo del predecessore Julik Zanellato, silurato nel corso di una accesissima assemblea provinciale del 23 gennaio scorso (LEGGI ARTICOLO), è lo stesso Zanellato, che evidentemente non ha gradito, a replicare in attesa di un intervento Pd nazionale. E volano gli stracci come non mai in casa Democratica



Rovigo - Dopo le tessere, le primarie, l'assemblea provinciale, le correnti, ora si litiga per i soldi. Poche decine di migliaia di euro, sulle quali il furioso Julik Zanellato attacca a testa bassa. Dopo essere stato sfiduciato dall'assemblea provinciale il 23 gennaio scorso, e dopo che nella serata di venerdì 17 marzo è stato nominato il segretario provinciale reggente, Giuseppe Traniello Gradassi, Zanellato rispolvera una accusa che aveva già adombrato nei mesi scorsi (LEGGI ARTICOLO).

Fa nomi e cognomi di chi, a suo avviso, non ha pagato i debiti col partito, conducendo il dibattito politico a un livello che così basso, ancora, difficilmente si era visto. "Dopo il golpe arriva la farsa o meglio la pagliacciata - esordisce, parlando della nomina di Gradassi - La farsa di un nuovo segretario provinciale del Pd abusivo (Traniello Gradassi Giuseppe), nominato da un organismo decaduto il 23 gennaio scorso, a seguito della votazione illegittima di una mozione di sfiducia a me avversa".

"L'ipocrisia di un presidente (Modena Franco) che ha convocato l'assemblea provinciale riconoscendo nella stessa lettera di convocazione che stava compiendo una forzatura regolamentare. La scorrettezza di un presidente che ha ammesso a far parte di un organismo decaduto nuove figure, senza una formale cooptazione dell'assemblea provinciale ed in totale contrasto con l'ultimo regolamento congressuale provinciale, pur di dimostrare il raggiungimento del quorum minimo di presenze di una riunione fra amici, in quanto l'assemblea provinciale era decaduta da diverse settimane".

"La pagliacciata di un ordine del giorno camuffato che ha portato alla nomina abusiva di un nuovo segretario provinciale e di un nuovo tesoriere provinciale, votati anche da alcuni personaggi già pronti a lasciare il Pd per aderire al Movimento Democratici e Progressisti di Bersani e D'Alema".

Un tasto forte sul quale batte l'ex segretario silurato dai suoi è proprio quello dell'abusivismo politico. Un refrain ben caro al sindaco Massimo Bergamin, che a sua volta l'ha mutuato da Matteo Salvini, candidato premier del centrodestra in pectore alle prossime Politiche. Sarà un caso questo avvicinamento "bergaminiano" di Zanellato? Chissà.

"L'irresponsabilità - continua a sputare veleno - di un deputato (onorevole Crivellari Diego) che fa spallucce alle proposte dei dirigenti nazionali e soffia sul fuoco delle divisioni, assumendosi il compito di spaccare ulteriormente il Pd Polesano alle porte dei congressi regionale e nazionale e della formazione delle liste per le prossime elezioni amministrative".

E finalmente si arriva al punto finale della progressiva perdita di credibilità politica dei Democratici. "La totale mancanza di credibilità di un nuovo segretario provinciale abusivo, che alcune settimane fa è stato segnalato dal tesoriere provinciale alla commissione di garanzia provinciale in quanto debitore verso il partito di alcune migliaia di euro che avrebbe dovuto versare quando ricopriva l'incarico di vicepresidente di Asm Rovigo spa". 

Ma non è finita qui, dal momento che Zanellato è ben determinato a fare nomi e cognomi di chi - sostiene - non è a posto coi conti, in casa democratica. "Il suo primo atto politico (la proposta all'assemblea di nominare un nuovo tesoriere) sembra proprio una vendetta nei confronti di chi ha avuto nei mesi scorsi la serietà ed il coraggio, assieme a me, di far rispettare il regolamento finanziario del partito, segnalando lo stesso Traniello, Angelo Zanellato (il propositore del nuovo segretario abusivo), Claudio Bellan e Leonardo Raito ai probiviri, in quanto amministratori che per i passati incarichi istituzionali ricoperti non hanno rispettato il dovere di versare al partito il 10% lordo delle indennità di carica percepite; da regolamento costoro sarebbero passibili di depennamento dall'anagrafe degli iscritti al PD e non sarebbero candidabili a futuri incarichi istituzionali sotto le insegne del PD. 

Secondo Zanellato, sarebbe stato cacciato il tesoriere per impedire una legittima azione di recupero di soldi, insomma. "La posta in gioco ha comportato pertanto la defenestrazione illegittima del tesoriere provinciale Paolo Saggia, per arginare una giusta azione di recupero di ben 20mila euro spettanti al partito da alcuni anni; si tratta di un importo rilevante per una struttura provinciale che annualmente ricava dai versamenti volontari degli iscritti la stessa somma.

"Chiaramente, di fronte a questa situazione che rischia di far precipitare nel ridicolo un intero partito, io e tutti i miei sostenitori non siamo disponibili a riconoscere il nuovo segretario provinciale ed il nuovo tesoriere provinciale e attendiamo un pronto intervento del Pd nazionale per ripristinare quanto prima nel Pd Polesano la democrazia, il rispetto delle regole e la certezza dei diritti degli iscritti".

Difficile dire chi abbia ragione. 

18 marzo 2017
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