RUGBY ECCELLENZA Joe McDonnell, coach della FemiCz Rovigo, pensa già a Piacenza, Barion ringrazia la squadra, Edo Ruffolo chiede scusa per i cartellini rimediati, Bettarello rispolvera l’accanimento terapeutico

Tutti concordi, direzione non all'altezza

FemiCz Rovigo - Lazio: Joe McDonnell
FemiCz Rovigo - Lazio: Edo Ruffolo
FemiCz Rovigo - Lazio: il capitano Edoardo Ruffolo espulso dopo il doppio cartellino giallo
FemiCz Rovigo - Lazio: L'arbitro Palladino non è sembrato ancora pronto per l'Eccellenza
FemiCz Rovigo - Lazio: La marea di infortunati in tribuna
FemiCz Rovigo - Lazio: La terza meta di Guido Barion
FemiCz Rovigo - Lazio: Giacomo Biffi
FemiCz Rovigo - Lazio: Denis Majstorovic
FemiCz Rovigo - Lazio: Guido Barion man of the match
FemiCz Rovigo - Lazio: Joe Van Niekerk e il vice presidente Nicola Azzi
FemiCz Rovigo - Lazio: Luciano Rodriguez
FemiCz Rovigo - Lazio: Luciano Rodriguez
FemiCz Rovigo - Lazio: Guido Barion
FemiCz Rovigo - Lazio: Giacomo Brancoli
FemiCz Rovigo - Lazio: Giacomo Biffi autore di due mete
FemiCz Rovigo - Lazio: Barion e Biffi
FemiCz Rovigo - Lazio: Doppio cartellino giallo di Palladino per una piccola discussione nel finale. Se li poteva anche risparmiare
FemiCz Rovigo - Lazio: Antonio Arrigo
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51 punti messi sul tabellone grazie alla meta finale di Balboni non sono pochi, ma sono i 36 messi a segno dalla Lazio che mantengono una costante pericolosa per i Bersaglieri. Per Joe McDonnell non ci sono problemi, ma sottolinea una direzione di gara non all’altezza del livello del campionato di Eccellenza. Due gialli (rosso e due giornate di squalifica) a capitan Ruffolo che hanno pesato nell’economia del match (due mete segnate in superiorità numerica dai capitolini), ma le buone notizie arrivano dai tre-quarti, se la fase difensiva è da rivedere (a tratti è sembrata un colabrodo), il fondamentale apporto di Majstorovic ai centri, e la forma di Barion (man of the match con tre mete), sono un segnale positivo.

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Rovigo - Al Battaglini si potrebbe chiedere l’indennità di formazione per gli arbitri. Da inizio stagione i campioni d’Italia poche volte, se non per i big match, hanno avuto dei fischietti d’esperienza. Sabato 18 marzo si è visto un po’ di tutto, perfino un doppio cartellino giallo a capitan Edoardo Ruffolo, uno dei giocatori più corretti del campionato. Ne aveva visti solo due in tutta la sua carriera probabilmente, eppure Palladino, il direttore di gara di giornata, ha trovato il modo di rifilarne ben due (il secondo è valso il cartellino rosso) alla terza linea rossoblù. Il primo poteva anche starci (placcaggio alto), peccato che due minuti più tardi la stessa azione, a parti invertite, non è neppure stata sanzionata. Il secondo cartellino non lo abbiamo capito noi, e neppure il capitano “Adesso sono un po’ arrabbiato - commenta Edoardo Ruffolo - non riusciamo ad alzare il livello del rugby in Italia, non siamo tutelati nelle ruck, facciamo fatica ad affrontare il caos, ed è quello che voleva la Lazio. Chiedo scusa a tutta la squadra”.

Anche Joe McDonnell, che di solito non affronta mai l’argomento dei direttori di gara, spende due parole che sono una sentenza “Se mi mettono un arbitro d’esperienza, e non un direttore da Serie A, è un’altra partita. Non capisco perchè il nostro capitano è stato sanzionato per placcaggio alto con la spalla, e dopo due minuti si è verificato lo stesso identico episodio da parte della Lazio”. Parliamoci chiaro, il problema della FemiCz Rovigo non è Palladino, ma se due mete vengono subite in inferiorità numerica, e il cartellino giallo è discutibile con due pesi e due misure, il giudizio sul match può anche cambiare. Mauro Dordolo, presidente del Cnar, avrà sicuramente modo di analizzare quanto successo, visto che era in tribuna. Avrà notato di certo anche i puntuali placcaggi a ’sgabello’ sempre più frequenti nel nostro campionato. Luciano Rodriguez si è lamentato più volte, il rugby è uno sport di contatto, ma ci sono delle regole, e valgono per tutti, nessuno escluso. Se Palladino doveva superare un’esame, sicuramente è stato rimandato a settembre.

Una squadra che ha giocato con metà squadra reduce dallo scudetto del 28 maggio, una sfilza di infortunati incredibile, chi è sceso in campo ha dato tutto, ma si sono evidenziati ancora errori in fase difensiva. Due le mete regalate alla Lazio “Abbiamo vinto segnando 51 punti - commenta Joe McDonnell -  subendone 36. Abbiamo vinto e loro perso, pensiamo alla prossima partita a Piacenza. Abbiamo sbagliato meno rispetto a Calvisano, loro quando hanno segnato lo hanno fatto su nostri errori. Sono contento per la performance dei giovani, oggi erano fuori ben 8 titolari”.

Brevi, ma piene di significato le parole del direttore sportivo Stefano Bettarello, che condivide a pieno il pensiero di Graziano RavanelliNon volevamo uccidere il match in un sorta di accanimento terapeutico”. Ogni tanto serve un po’ di ironia, ma considerando i tanti giovani in campo, poteva andare anche peggio.

Il poliziotto Guido Barion, quando è stato chiamato in causa, ha risposto sempre presente. Puntuale negli inserimenti, pur nel ruolo di ala (è estremo) riesce a dare sostanza ad una prestazione che in fase d’attacco è sembrata efficace. Grande impegno per Luciano Rodriguez come primo centro (ma solo in caso d’emergenza), ma è stato Denis Majstorovic a fare la differenza, una delle tre mete di Guido Barion è merito suo. Tre mete importanti per il morale di Barion che a Calvisano era in tribuna “Veniamo da delle partite non brillanti - commenta il poliziotto - era giusto ed era un dovere della squadra di giocare e segnare, le ho fatte io, ma è merito di tutti. Oggi abbiamo mosso il pallone ed ho coronato il lavoro fatto da tutto il gruppo. Sono contento dal punto di vista personale, a Calvisano ero fuori, oggi avevo tanta voglia di dimostrare che ci sono per combattere per la mia città e per questi colori. Ringrazio sempre il presidente Zambelli di avermi portato a casa e gli allenatori per le opportunità che mi danno, e miei compagni per il sostengo”. 

Giorgio Achilli

 

 

18 marzo 2017
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