PARTITO DEMOCRATICO ALLO SBANDO (ROVIGO) Dal capoluogo i sostenitori del segretario provinciale sfiduciato Julik Zanellato prendono posizione contro la nomina del reggente Giuseppe Traniello Gradassi

Il Pd studia da Bergamin (prima maniera): "Tutto abusivo"

Julik Zanellato e Giuseppe Traniello Gradassi al Pd provinciale per la presentazione delle candidature alla segreteria del partito. Traniello cercò di presentare quella di Filippo Silvestri, ma non ci riuscì
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La nomina del segretario reggente del Pd (LEGGI ARTICOLO) Giuseppe Traniello Gradassi ha scatenato un putiferio in casa Pd. Dopo la durissima accusa di Julik Zanellato, che ha accusato alcuni oppositori di avere debiti economici col partitolo (LEGGI ARTICOLO), arriva anche l'attacco dei sostenitori di Zanellato dai toni che ricordano il sindaco Bergamin: "governo abusivo", "tutto illegittimo", "rispetto delle regole", "riportare la legalità"...


Rovigo - "Dopo il golpe del 23 gennaio, la farsa del 17 marzo. Un organismo decaduto nomina un segretario provinciale del Pd ed un tesoriere abusivi. Ancora una volta vengono calpestate le regole, la democrazia interna, il diritto degli iscritti a tornare quanto prima a congresso. Non lo accettiamo, non ci rassegniamo all'arroganza, alla prepotenza, all'irresponsabilità di una casta ormai fuori dal tempo".

Comincia così il documento firmato da Tosca Malagugini, segretaria Comunale Pd Rovigo; Nello Chendi, Responsabile provinciale organizzazione Pd; Virna Riccardi, Segretaria Circolo Pd Rovigo Centro; Enrico Bellinello, Segretario Circolo Pd Sarzano-Mardimago-Buso; Nadia Romeo, direzione provinciale Pd; Patrizio Bernardinello, Direzione Provinciale Pd; Claudio Moschin, direzione provinciale Pd; Bertilla Gregnanin, direzione provinciale Pd; Giovanni Papuzzi, responsabile Anziani Pd. Un documento che sancisce l'ennesima spaccatura nel partito.

Al centro di tutto, la nomina, come segretario reggente, di Giuseppe Traniello Gradassi, in sostituzione di Julik Zanellato, sfiduciato il 23 gennaio scorso dall'assemblea provinciale. Una nomina alla quale Zanellato aveva reagito con una lettera al veleno, rinfacciando i debiti - nel senso letterale ed economico del termine - a vari illustri componenti del suo partito. Ora in soccorso arrivano i sostenitori di Zanellato, che rispolverano, in salsa democratica, il refrain leghista e bergaminiano - in quanto sempre usato dal sindaco di Rovigo Massimo Bergamin che ce l'ha col governo abusivo - dell'"abusivismo politico".

 "Che fosse tutta una manovra preordinata è provato dal fatto che Traniello è stato votato anche da alcune persone che hanno già annunciato di lasciare il Pd per aderire al Movimento Democratici e Progressisti di Bersani e D'Alema - prosegue la nota - Si è arrivati al ridicolo chiamando a votare in assemblea per raggiungere il numero minimo legale i consiglieri provinciali Diegoli e Piasentini, pur sapendo che l'ultimo regolamento congressuale provinciale (quello della Commissaria Miraglia) non prevede gli amministratori provinciali fra i membri dell'assemblea provinciale".

"Non ci sono dubbi sull'illegittimità della nomina di Traniello da parte di un organismo già decaduto. Lo stesso Franco Modena nel convocare l'assemblea provinciale per il 17 marzo, su richiesta di una parte dei suoi componenti, riconosceva apertamente la decadenza dell'organismo a far data dal 23 gennaio scorso. Pertanto, ribadiamo: Traniello non è segretario provinciale.  Con lui non può esserci alcuna collaborazione da parte del Pd rodigino, condividiamo pienamente quanto già dichiarato da Julik Zanellato.La prepotenza approfondisce le divisioni, intervenga ora il Pd Nazionale per ripristinare regole e democrazia nel Pd polesano!".
19 marzo 2017
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