GIUSTIZIA ROVIGO Avevano già incrociato le braccia a febbraio, lo rifanno da lunedì 20 marzo a venerdì 24 marzo. Chiedono che venga posta fine a una situazione di precariato assoluto

I giudici di pace di nuovo fermi. Per protesta

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Dopo quello scattato esattamente un mese fa (LEGGI ARTICOLO), i giudici di pace scioperano di nuovo, con una astensione dalle udienze che si protrarrà per tutta la settimana


Rovigo - Le richieste sono sempre quelle: che l'importanza del loro lavoro vada di pari passo - almeno - con un riconoscimento di quelli che dovrebbero essere i diritti basilari di un lavoratore. Un riconoscimento che, allo stato, i giudici di pace ritengono manchi. Non solo: si sta parlando anche di ridurre il loro compenso.

I giudici di pace sono quei magistrati onorari, generalmente avvocati, che si occupano dei reati minori, nel penale, e di una lunga serie di contenziosi nel civile. Per fare due esempi: le decine di casi di reati in tema di immigrazione che sono discussi ogni settimana e tutti i ricorsi contro le multe della polizia locale.

Due versanti di impegno che, se riversati sulla magistratura ordinaria, impedirebbero ai Tribunali di lavorare. Una funzione indispensabile, quindi, ma che non si accompagna, lamentano i diritti interessati, con la giusta considerazione.

I giudici di pace vengono, infatti, pagati unicamente a cottimo. Niente maternità, niente malattia, niente previdenza. Un cottimo puro e semplice. Adesso, poi, vogliono anche ridurre loro i compensi. Da qui la decisione di proclamare l'astensione dalle udienze.

Totale l'adesione a Rovigo, dove tre giudici di pace su tre si sono astenuti dalle udienze. Lo stesso a Vicenza ( 7 su 7), e a Belluno (3 su 3). A Verona sono stati 3 su 4, a Venezia uno, a Treviso 2 su 4. 

 

 

20 marzo 2017




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