SCUOLA ARIANO NEL POLESINE (ROVIGO) Una importante iniziativa diretta ai ragazzi delle medie. C'è anche stata una simulazione per capire come ci riducano le dipendenze

Occhiali speciali per capire cosa fanno alcool e droga

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe

Un incontro nel corso del quale i ragazzi delle medie sono stati messi in guardia dal rischio delle dipendenze, anche con una simulazione che ha colpito profondamente



Ariano nel Polesine (Ro)  – L'Auser Adriani ha da poco festeggiato i primi vent'anni di attività e in occasione di questo importante traguardo ha promosso una serie di conferenze rivolte alla cittadinanza e un paio di incontri indirizzati, in particolar modo, agli alunni delle scuole secondarie di primo grado.

Gli appuntamenti sono stati finanziati dal Centro servizi per il volontariato di Rovigo, elaborati in accordo con Accademia sociale e patrocinati da Age, Ciass, Ecoambiente, Avis, Aido, Animatamente e dai Comuni di Ariano e Corbola. Sabato 18 marzo, nella sala della Cultura, la presidente dell'Auser Clara Casalicchio ha fatto gli onori di casa, sottolineando l'appagamento emotivo derivante dal fare volontariato e ringraziando le associazioni coinvolte in questo nuovo progetto.

La parola è passata poi a Sabina Finotello, presidente dell'Associazione Genitori che ha ribadito l'importanza del tema trattato. Relatore dell'incontro è stato lo psicologo arianese Alessandro Mantovani, che ha trattato il seguente tema: “Le dipendenze da alcol e droghe: trasgressione o rischio?”.

Per rispondere a queste domande Mantovani ha chiesto agli alunni del Turolla di speigare, con parole proprie, il significato di queste parole, offrendone poi un'analisi etimologica e semantica. Il concetto di rischio è stato scisso nelle componenti di frequenza e gravità, per chiarire che spesso la percezione gioca un ruolo negativo nel primo impatto con le sostanze che creano dipendenze.

È stato chiarito da subito che le dipendenze possono essere tante e varie: alcol e droghe in primis, ma anche sigarette, gioco o farmaci (questi ultimi assunti con disinvoltura in ogni fase della vita). A seguire è stato proiettato un breve filmato d'animazione che mostrava gli effetti della droga, rappresentata da sferette gialle, su una sorta di uccellino stilizzato. 

Dall'incertezza iniziale l'animaletto passava alla prima assunzione, spinto dalla curiosità, per poi tornare alla ricerca della sostanza con l'intento di riviverne gli effetti allucinogeni. Come notato dagli alunni, le sembianze dell'uccello variavano verso uno stato di progressivo degrado fisico fino all'immobilità finale che lasciava presagire una tragica fine. 

Al termine gli alunni sono stati coinvolti in un'efficace attività pratica: alcuni di loro hanno indossato particolari occhiali che restringevano il campo visivo, a imitazione dell'affetto indotto dall'alcol, e sono stati invitati a compiere semplici azioni come prendere al volo un pallone o compiere uno slalom camminando. Si sono resi subito conto che le difficoltà erano enormi e molti di loro non sono riusciti nell'impresa.

20 marzo 2017




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